5G: l’asset tecnologico che trasformerà il futuro dell’assicurazione

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5G: l’asset tecnologico che trasformerà il futuro dell’assicurazione.

Il 2018 sembra essere l’anno del 5G. In tutto il mondo, dal CES di Las Vegas al Mobile World Congress di Barcellona, non c’è conferenza che parli d’innovazione che non citi questa nuova tecnologia.

Il 5G, evoluzione del predecessore 4G, rappresenta la quinta generazione standard per la trasmissione dati attraverso una rete mobile assicurando una velocità di download e upload molto elevata, facilitando e migliorando esponenzialmente l’interazione con i dispositivi IoT.

Il 5G vero enabler dell’Internet of Things

L’avvento del 5G darà il via a una delle rivoluzioni tecnologiche più grandi del nostro tempo con effetti tangibili sulla vita quotidiana dei consumatori, delle aziende private e del settore pubblico grazie alla capacità di connettere ad altissima velocità una moltitudine di dispositivi che finora erano solo “oggetti passivi”. Contestualizzando il fenomeno, nel 2017 gli oggetti connessi nel mondo hanno raggiunto il numero record di 8,3 miliardi di unità con una stima, secondo Gartner, che prevede entro il 2020 un numero superiore ai 21 miliardi di dispositivi connessi. Nella proliferazione dell’IoT il 5G avrà un impatto straordinario su tutti i settori industriali e di conseguenza sull’economia mondiale. Secondo David Soldani, Global Head of 5G Technology di Nokia, la nuova tecnologia rappresenterà il “sistema nervoso della società digitale”, un sistema, che entro il 2035 varrà 12 trilioni di dollari per gli operatori del settore portando una crescita dei ricavi del 36% entro il 2026.

In questo contesto di trasformazione digitale il ruolo principale verrà giocato dalle aziende Telco, vere e proprie pivot e abilitatori della tecnologia verso le altre industry come l’automotive, il manufacturing, il retail, healthcare e i financial services con un forte focus sull’insurance.

“From 0 to 1”: il 5G darà il via alla rivoluzione IoT e all’utilizzo dell’AI, Deep Learning & Neural Network nel settore assicurativo

From 0 to 1 è un best seller americano di Peter Thiel, vera Bibbia per chi vuole lanciare una start up. Il libro evidenzia come nel mondo del business ogni evento dirompente accade una volta sola. Partire da un modello consolidato è sicuramente più semplice che realizzare qualcosa di nuovo e in questo contesto il mercato assicurativo vive da anni cambiamenti incrementali che aggiungono ogni volta un po’ di qualcosa (un cambiamento da 1 a n). Tuttavia, per realizzare il futuro, occorre un cambiamento verticale e trasformativo: bisogna andare da 0 a 1. Questo cambiamento radicale è rappresentato ad esempio dall’avvento di Facebook nel mondo dei social network, da Microsoft nel mondo dei sistemi operativi o da Apple nel mondo degli smartphone e della user experience.

Allora perché un business secolare come quello assicurativo potrebbe ritrovarsi, grazie alla tecnologia 5G, di nuovo allo “0” e quindi a ripercorrere quel momento di disruption che nel business accade una volta sola?

La motivazione principale risiede nelle proprietà che il 5G metterà a disposizione della rete mobile: maggiore velocità, riduzione dei tempi di latenza e affidabilità rappresenteranno la chiave dell’affermazione definitiva dell’Internet of things e dello sviluppo più maturo di smart cities, smart home, e-health e smart automotive in termini di Veichle to Veichle o Veichle to Infrastructure. Concetti che già “apparentemente” conosciamo ma che oggi si scontrano con l’incapacità delle Compagnie assicurative di lavorare come una vera e propria “Data Driven Company”.

Se le Compagnie assicurative non riescono ad evolvere i propri sistemi informativi per mutare il loro modello di business da un’analisi del rischio basata su un data set storico ad un risk assessment real time e dinamico in che modo le Compagnie cambieranno le loro offerte quando tutti possederemo un’auto a guida autonoma? In che modo le enormi quantità di dati provenienti da un impianto produttivo saranno in grado di influenzare il rischio industriale e gli infortuni sul lavoro? Se in un futuro non troppo lontano la maggior parte delle persone utilizzeranno dispositivi di monitoraggio della salute, in che modo le assicurazioni saranno in grado di differenziare il rischio nel corso del Insurance life-cycle dell’assicurato?

In questo contesto le Compagnie assicurative devono avviare un programma di trasformazione e di change management per affrontare l’avvento della nuova tecnologia grazie a 3 step:

  1. Trasformazione in “Data Driven Company” grazie ad un upgrade dei sistemi in grado di raccogliere e analizzare i dati IoT o aprendo le porte a società HW e SW in grado di fornire sia l’oggetto connesso che elaborare i dati da esso generati.
  2. Use case, use case, use case. L’Italia è stato uno dei primi paesi ad avviare sperimentazioni, anticipando le altre nazioni sull’Action Plan europeo che ha invitato gli Stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G. Le Compagnie dovrebbero sfruttare la lungimiranza del Ministero dello sviluppo Economico testando la tecnologia in anticipo e definendo la “right posture” nell’utilizzo futuro del 5G.
  3. Industry Convergence e modelli di collaborazione. Il 5G più di ogni altra tecnologia obbligherà le industry a collaborare tra di loro per definire il miglior modello di business. Basti pensare ad esempio alle assicurazioni per le auto a guida autonoma dove nella definizione del modello oltre le Compagnie assicurative saranno presenti le case automobilistiche, gli operatori Telco, le software house e il settore pubblico e infrastrutturale.

In conclusione, come già più volte affermato, grazie al 5G miliardi di dispositivi saranno collegati per raccogliere dati in ogni momento. Con i dati, i sistemi impareranno da soli a fare cose per le quali noi umani non siamo in grado di programmarli. Grazie all’intelligenza artificiale e al deep learning, i software impareranno dai dati. Aziende come Nvidia hanno già iniziato a tradurre i software in reti neurali hardware creando un enorme impatto sociale grazie a una maggiore integrazione del A.I. in tutto ciò che facciamo.

In tali circostanze, l’evoluzione della Compagnia assicurativa potrà migliorare e integrare a 360° i processi di underwriting con la previsione del rischio fornendo prodotti più intelligenti ai clienti. È ormai certo che in futuro l’intelligenza artificiale rappresenterà il quarto canale di vendita (gli altri tre sono retail, online e mobile), un concetto apparentemente lontano dalle nostre menti fino al momento in cui i vari Amazon Alexa o Google Home non saranno in grado di offrirci un preventivo assicurativo basato sul risk assessment dei nostri oggetti connessi; a quel punto il 5G avrà giocato quel ruolo più volte preannunciato di abilitatore del futuro dove l’intelligenza artificiale permetterà alle persone di costruire vere e proprie relazioni con le macchine.

 

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Carlo Alberto Minasi

Carlo Alberto Minasi

Carlo Alberto Minasi è laureato in Economia e Finanza presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi e in International Business presso la Hult International Business School. Esperto e appassionato di innovazione e tecnologie esponenziali ha avuto la possibilità di affrontare questi argomenti direttamente prima come studente e consulente esterno a San Francisco e in seguito grazie alla partecipazione all’executive program della Singularity University in Silicon Valley. Dopo una esperienza in un fondo di Private Equity e successivamente per una nota società di consulenza strategica in ambito insurance, da Gennaio 2018 è il nuovo Head of Innovation dell’area Financial Services di EY per il mercato italiano dove ha il compito di supportare le 700 risorse impegnate nella consulenza direzionale indirizzata ai servizi finanziari a sviluppare best practice e soluzioni innovative da scalare sul mercato. Oltre al mercato assicurativo Carlo Alberto segue con grande attenzione l’innovazione nel mondo food retail e IoT, settore nel quale nel 2015 ha ideato e gestito fino a Dicembre 2017 la soluzione Pantry Trainer che, grazie ad una piattaforma Cloud Based e la tecnologia RFID, rende più efficienti gli attori della filiera agroalimentare nella lotta agli sprechi

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