Accenture: aumentano i clienti disposti a condividere dati per avere uno sconto sui prezzi delle polizze

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Accenture: aumentano i clienti disposti a condividere dati per avere uno sconto sui prezzi delle polizze.

In due anni è cresciuto il numero di consumatori disposti a condividere dati significativi sulla propria salute e altre informazioni legate allo stile di vita con il proprio assicuratore per ridurre i premi. Al contempo è però diminuita la fiducia negli assicuratori per la cura di tali dati. E’ quanto emerge dall’ultimo Global Insurance Consumer Study di Accenture che ha visto coinvolti 47.000 consumatori in tutto il mondo. Secondo l’indagine, in due anni è aumentata dal 58% al 69% la percentuale di consumatori pronti a condividere con i loro assicuratori i propri dati sanitari oltre che quelli relativi al proprio stile di vita e di guida in cambio di prezzi più bassi. Nello stesso periodo è cresciuta dal 54% al 66% la quota di consumatori disposta a condividere dati per avere servizi personalizzati in grado di prevenire infortuni e perdite. Ma se da un lato aumenta la disponibilità dei consumatori a condividere i propri dati per avere sconti sui prezzi delle polizze, dall’altro diminuisce la fiducia dei clienti negli assicuratori per la cura di tali dati. Stando al sondaggio, la percentuale di persone che afferma di fidarsi degli assicuratori per il trattamento dei propri dati è è scesa dal 40% al 32% in due anni

“Gli assicuratori stanno stipulando partnership tecnologiche per fornire ai loro clienti offerte assicurative flessibili e personalizzate basate sul comportamento, ma dovranno essere trasparenti e responsabili con i dati dei loro clienti affinché queste partnership abbiano successo – spiega Kenneth Saldanha, che guida la divisione insurance di Accenture a livello globale – Per guadagnare la fiducia dei consumatori, gli assicuratori dovranno dimostrare che il benessere dei loro clienti è al centro della loro attività”.

Il rapporto evidenzia come gli assicuratori debbano rivedere anche le loro politiche in relazione alla forza lavoro umana. Il Covid.19 ha, infatti, dato un’accelerata all’adozione di servizi assicurativi digitali. Un dato su tutti: è cresciuta al 71% la percentuale di over 55 che preferisce una gestione del sinistro digitale tramite chat e video invece di quella tradizionale che prevede l’incontro fisico con un agente. I consulenti assicurativi possono però stare tranquilli: quasi un cliente su due si fida del consulente umano, solo il 12% si fida di un servizio digitale automatizzato e solo il 7% di un chatbot. Secondo Accenture, gli assicuratori possono abbracciare il cambiamento fornendo opzioni digitali self-service e servizi di consulenza umani per questioni più complesse che richiedono empatia o consigli più sfumati.

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Redazione

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