Assicurazioni e banche scommettono sulle piattaforme digitali

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Assicurazioni e banche scommettono sulle piattaforme digitali.

Dai risultati della ricerca pubblicati da Ntt Data emerge che le tecnologie digitali, la maggiore concorrenza e le crescenti aspettative digitali dei consumatori stanno stimolando il 61% delle aziende di servizi finanziari e di assicurazione (FS&Is) ad abbandonare i modelli di business tradizionali incentrati sulla vendita di propri prodotti.

Il 90% delle FS&Is intervistate dichiarano che, per fornire ai consumatori un’offerta di servizi unica e disponibile 24 ore su 24, stanno pensando di creare delle Digital Business Platform (DBP) che permettano loro di lavorare con Fintech, Insurtech ed altri attori presenti nell’ecosistema digitale globale. L’84% conviene che le fintech e le insurtech rivestiranno un ruolo più importante, permettendo la creazione di nuovi modelli di partnership commerciale. Il 66% dei partner per la distribuzione per le FS&Is comprenderà fintech e insurtech, oltre a startup di servizi finanziari ed aziende non presenti da tempo nel mercato. Il 53% prevede di integrare un prodotto di terze parti nella propria DBP.

Spauracchi Amazon e Apple

Inoltre, secondo il 53% degli intervistati sono le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e la blockchain, i trend che avranno anche a breve un maggior impatto sulle FS&Is, mentre tutti gli intervistati sono concordi nel dire che i giganti della tecnologia sono già una fonte di forte preoccupazione. Infatti, dalla ricerca emerge che l’84% delle aziende “tecnologiche” già esercitano un forte influenza sui bisogni del mercato e che l’83% ritiene che i nuovi arrivati, come Amazon ed Apple, potrebbero diventare importanti concorrenti nell’offerta di prodotti finanziari.  Ne sono un esempio il recente lancio di una nuova carta di credito da parte di Apple o l’introduzione di Facebook di una criptovaluta in diretta competizione con quelle oggi circolanti.

“Le aziende come Amazon, Google e Netflix che fanno della propria piattaforma digitale il reale valore aggiunto sono in grado di offrire alla clientela servizi digitali facili e veloce da usare stanno progressivamente cambiando le aspettative anche dei clienti finanziari e assicurativi” ricorda Luca Pozzoli – Practice manager Banking & Payments Ntt Data Italia. “Questi giganti della tecnologia usano modelli di business agili grazie ai quali, facendo leva sui dati raccolti dai clienti, riescono a personalizzare nuovi prodotti a prezzi competitivi servendo al meglio nel contempo la fascia di consumatori che preferisce l’uso del canale “mobile” dove semplicità e velocità sono caratteristiche distintive.

Piattaforme digitali: ecco dove si investe di più

Per indirizzare queste spinte del mercato l’85% degli intervistati ha indicato una Digital Business Platform come un’importante opportunità per riposizionare la propria azienda, mentre l’83% ha convenuto che l’integrazione di sistemi legacy core con questa DBP sia determinante per la propria posizione competitiva nei prossimi 3-5 anni. E’ interessante notare che a livello globale emerge che solo il 23% del totale degli intervistati dichiara di disporre attualmente nella propria azienda di una DBP attiva, mentre questo valore si incrementa notevolmente se lo si osserva al contesto domestico: il 43% degli intervistati italiani dichiara di aver già sviluppato una DBP e che questa stia producendo significativi benefici sia in termini di offerta che di costo.  Questa differenza, presente anche nel mercato tedesco, può essere spiegata attraverso una probabile diversa interpretazione del significato del termine di DBP: associandola all’apertura alle terze parti guidata dall’adeguamento PSD2 in corso e non al reale grado d’integrazione dei sistemi della banca/assicurazione con le terze parti che consentirebbe di vendere i loro prodotti attraverso gli attuali canali bancari e assicurativi.

“Una Digital Business Platform permette alle aziende di creare e supportare svariati modelli di business in una sola struttura tecnica senza sostituire gli attuali sistemi “legacy” esistenti da decenni e che,  per lungo tempo, hanno rappresentato un freno allo sviluppo di servizi digitali” ha aggiunto Luca Pozzoli – “Creando una Digital Business Platform, banche e assicurazioni possono collaborare con fintech ed insurtech per integrare nuove tecnologie digitali, usare interfacce di programmazione applicative aperte (il c.d. Open Banking) e condividere i dati dei clienti – acquistando una nuova capacità di adattarsi alle aspettative dei clienti che chiedono servizi totalmente digitale e personalizzabili”

“Gli istituti finanziari e le assicurazioni che aspirano ad essere digitali ritengono le digital business platform come il mezzo più efficiente per sviluppare nuove caratteristiche e funzioni digitali per la clientela senza un significativo intervento di modifica dei propri sistemi legacy”. Continua Luca Pozzoli. “Coloro che pensano di conservare il proprio business continuando ad utilizzare tecnologie datate avranno delle difficoltà a rimanere competitivi nel mercato digitale ormai basato sull’utilizzo di piattaforme sempre più aperte alla contaminazione con le Terze Parti”.

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