Assicurazioni, i clienti e quell’avversione alle perdite

assicurazioni, avversione alle perdite

Assicurazioni, i clienti e quell’avversione alle perdite.

Risulta impressionante il dato per cui nei conti correnti dei risparmiatori sono parcheggiati circa 1.500 miliardi di euro, quasi l’intero Prodotto Interno Lordo Italiano. Si può definire questo comportamento come un ancoraggio alla liquidità e alla necessità mentale di non voler rischiare.
Questi dati possono anche essere spiegati come il timore per il presente e per il futuro o la poca fiducia verso gli intermediari, ma anche e soprattutto come un comportamento dettato da motivi psicologici per cui i risparmiatori hanno paura di perdere. Per questo motivo prediligono la liquidità di per sé poco rischiosa  e neanche vogliono sottoscrivere prodotti assicurativi di protezione, perché il premio è sentito come una perdita immediata.
L’avversione alle perdite è una potente forza conservatrice che favorisce la tendenza a non allontanarsi che di pochissimo dallo status quo, quello che si è sempre fatto, si conosce e definisce come sicuro.

Facciamo come sempre un esempio – devi scegliere una delle due alternative:

  1. Un guadagno certo di 100 euro con una probabilità del 100%;
  2. Lancio di una monetina: se esce testa si guadagnano 200 euro, mentre se esce croce non si vince nulla.

L’84% degli intervistati ha scelto l’ipotesi A), solo il 16% il lancio della monetina.

In un successivo esperimento sono stati sostituiti i guadagni con le perdite:

  1. Una perdita di 100 euro con una probabilità del 100%;
  2. Lancio di una monetina: se esce testa si perdono 200 euro, mentre se esce croce non si perde nulla.

In questo caso, le risposte sono state del 69% il lancio della moneta e soltanto il 21% l’ipotesi A) in cui si perdevano 100 euro certi.
Se il primo quesito rispecchia la volontà dei risparmiatori di preferire un rendimento certo (liquidità) alla possibilità di ottenere un rendimento superiore, ma esposto all’incertezza di non prendere niente, il secondo quesito, relativo alla perdita, dimostra come la maggior parte degli intervistati preferisca esporsi al rischio degli eventi piuttosto che avere una perdita certa (il premio assicurativo).

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Michele Clementi

Michele Clementi

Michele Clementi, dopo circa 15 anni di consulenza finanziaria per Azimut, ha deciso di lasciare la vendita e si è dedicato interamente a quella che era fino a quel momento una passione: la formazione. Professore a contratto presso l’Università di Bologna Facoltà di Statistica e docente professionista per i principali istituti di credito dal 2004, per materie finanziarie, assicurative e comportamentali

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