Assicurazioni, la trappola cognitiva dell’overconfidence

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Assicurazioni, la trappola cognitiva dell’overconfidence.

Uno dei principali errori dei risparmiatore deriva dal concentrarsi troppo su quello che può succedere nel breve periodo senza prevederne le conseguenze nel medio periodo o peggio ancora, concentrarsi sulle spese impreviste nell’immediato (una possibile rottura della lavatrice o della caldaia), tanto da voler risparmiare preventivamente non sottoscrivendo le assicurazioni sulla casa, sulla salute e infortuni che possono proteggerci nel lungo periodo, ma che sono viste come un costo.

In genere questa è una conseguenza della fiducia che poniamo in noi stessi nel non ammalarci o non subire un infortunio, rimandando il problema all’evento, sicuri che saremo in grado di gestirlo da soli.

Spesso, poniamo troppa fiducia sui nostri risparmi, sicuri che andranno sempre bene o addirittura meglio, e che saranno sufficienti per affrontare un evento nefasto senza però mai quantificare il costo di una qualsiasi sfortuna che potrebbe accadere e valutare se i nostri risparmi saranno sufficienti per superare il periodo negativo, senza considerare che superato l’evento ci ritroveremo con meno risparmi e meno sicurezza.

In un secondo momento, subentra il paradosso del “senno di poi”, per cui, al verificarsi dell’evento si vive un senso di rammarico per non aver sottoscritto una assicurazione specifica. Il paradosso è che piuttosto che fare autocritica e rivedere il proprio comportamento, si preferisce cercare nelle altre persone o nella sfortuna la spiegazione alla propria negligenza, rafforzando in sé la sicurezza che isolata la causa, l’evento non si ripeterà mai più, per cui non è necessario fare una assicurazione; anche perché tanto l’evento è accaduto, e non si  considera che potrebbe ricapitare o accadere a un membro della famiglia.

Assicurazioni, il rischio dell’overconfidence

Questo eccesso di fiducia è chiamato – overconfidence – ed ha moltissime implicazioni, è uno dei principali errori cognitivi che commettiamo e si potrebbe affermare che maggiore è la nostra sicurezza e maggiori sono i rischi che stiamo correndo.

Una delle tante sfumature dell’overconfidence è riconducibile alla nostra incapacità di avere un quadro di insieme del problema a 360°, ma nonostante questo, grazie alle poche informazioni che abbiamo e che riteniamo essenziali e sufficienti, crediamo di essere in grado di prendere la decisione giusta. A volte queste informazioni sono frutto di storie distorte del passato o che rappresentano una eccezionalità, ma che noi riteniamo fondamentali per prendere la nostra decisione.

Un esempio potrebbe essere la credenza per cui le assicurazioni incassano il premio, ma poi non pagano l’eventuale danno subito; oppure che il contratto sia ancora scritto a caratteri minuscoli e illeggibili; che la sanità in Italia sia gratis: tutte credenze figlie di racconti “sentiti intorno al fuoco” che rafforzano la nostra sicurezza nel futuro tanto da credere di non aver bisogno di una copertura assicurativa.

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Michele Clementi

Michele Clementi

Michele Clementi, dopo circa 15 anni di consulenza finanziaria per Azimut, ha deciso di lasciare la vendita e si è dedicato interamente a quella che era fino a quel momento una passione: la formazione. Professore a contratto presso l’Università di Bologna Facoltà di Statistica e docente professionista per i principali istituti di credito dal 2004, per materie finanziarie, assicurative e comportamentali

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