Assicurazioni, Tucci (Eurovita): “Servono nuove competenze ed un impianto normativo coerente”

eurovita assicurazioni -sandro tucci

“Sottoscrizione della polizza con firma elettronica, flessibilità distributiva e piattaforma di dialogo per intermediari”. Sono queste le  capability tecnologiche costruite da Eurovita Assicurazioni e rivelate in esclusiva per InsurZine, da Sandro Tucci, COO della compagnia la cui mission aziendale è essere la piattaforma leader, indipendente e specializzata per i distributori finanziari di medie dimensioni per il life insurance nel mercato assicurativo italiano.

“Da noi la digitalizzazione è  la leva per servire i clienti e i distributori nelle modalità preferite, oltre che creare efficienza nei processi: abbiamo costruito capability tecnologiche, focalizzandoci su tre priorità – spiega Tucci.- Innanzitutto la sottoscrizione della polizza, che può essere fatte con firma elettronica e totalmente paperless: quando la polizza nasce digitale, tutti i successivi processi e servizi ne traggono vantaggio. In secondo luogo – continua Tucci – abbiamo mirato alla flessibilità distributiva per adattarci ai processi e ai sistemi dei nostri intermediari, i quali possono scegliere se utilizzare direttamente il nostro portale, progettato ottimizzando la user experience, che copre tutti i processi assicurativi end-to-end: la cosiddetta opzione digital; oppure possono avvalersi della nostra architettura multicanale aperta, basata su API, che dialoga real time con i loro sistemi: l’opzione che chiamiamo co-digital. Entrambe le soluzioni sono dotate di firma elettronica e funzionano indifferentemente sia in mobilità fuori sede, sia presso le filiali e gli uffici di promotori e banker”.

“Infine, per l’importanza che attribuiamo alla consulenza assicurativa, disponiamo di una piattaforma di dialogo, formazione e informazione, che i nostri intermediari possono utilizzare anche a distanza ed in autonomia”.

“In sintesi abbiamo abbinato all’ormai classico approccio multicanale/multi device anche la flessibilità di processo, creando una vera e propria catena del valore componibile”.

Ma l’innovazione di Eurovita non si ferma qui.

Eurovita sta sviluppando il segmento private, tramite prodotti integrati, che possano combinare diverse opzioni di risparmio, investimento e protezione. Si tratta di prodotti multigaranzia, che combina rami I, ramo II, fondi interni ed esterni, TCM, con la possibilità di muovere la ripartizione fra i diversi rami, cumulare e decumulare risparmio. Con un unico contratto, siamo in grado di adattarci al mutare nel tempo delle esigenze del cliente”.

Nessuna unità digital all’interno, “siamo una realtà piccola” spiega Tucci che però ci tiene a precisare che “Eurovita punta a diffondere l’approccio digitale su tutti i propri prodotti, processi operativi e nella comunicazione.  Puntiamo a diffondere il virus “digitale” invece che creare unità organizzative specializzata. Lo sforzo più grande, la sfida più difficile è far attecchire competenze ed attitudini digitali in un contesto più tradizionale”.

Per quanto riguarda la custom experience, Tucci fa una mezza autocritica. “Finora abbiamo pensato alla user experience dei nostri distributori, il prossimo passo è consentire al cliente la scelta fra operatività in autonomia e servizio assistito, realizzando il paradigma self-help: sarà fondamentale utilizzare un linguaggio meno tecnico/assicurativo è più vicino ai bisogni dei clienti”

Ad oggi Eurovita Assicurazioni non prevede partnership con startup insurtech. “Puntiamo piuttosto ad un outsourcing selettivo, stringendo partnership mirate: stiamo approcciando il tema big data facendo leva sulla piattaforma di servizio di Google”.

D’altro canto le startup insurtech “rappresentano uno stimolo alle compagnie, anche perché il destino è segnato: le nuove generazioni approcceranno i servizi finanziari in modo totalmente diretto  disintermediato per i servizi di base (self) e richiederanno consulenza qualificata per quelli più complessi in termini decisionali”.

E sono proprio gli intermediari a rischiare di più con la digital disruption. Complice anche il ritardo delle compagnie ad innovare o ad innovare modelli vecchi. Critica quest’ultima mossa da Mark Dowds, ceo di Trov, e che trova d’accordo anche Tucci. “E’ vero , la prima tendenza è di cercare di fare meglio le stesse cose (e comunque sarebbe un passo avanti): servirebbero nuove competenze ed un impianto normativo coerente: es.: per inviare ai clienti le comunicazioni in formato elettronico ho bisogno di un consenso esplicito e preventivo, quindi di fatto scritto”.

Una delle scommesse per il futuro sarà conquistare i Millennials, poco inclini a sottoscrivere assicurazioni vecchio stile. Su questo punto Eurovita sta già lavorando. “Stiamo iniziando a riflettere sul tema delle assicurazioni on demand – conclude Tucci – finora non abbiamo un pensiero compiuto tuttavia, specialmente sulla protection, trovo che sia una strada da percorrere”.

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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