Auto high tech e polizza “fatta a mano?”

Insurtech, assicurazione auto

Auto high tech e polizza “fatta a mano?”

Iniziano a circolare anche se ancora sono poche; le auto che guardano il futuro prodotte in California con il fregio “T” in bella mostra iniziano a farsi vedere sempre più spesso.

Auto elettrica e, oserei dire, multisensoriata: ma la polizza assicurativa a Lei riservata sarà all’altezza?

Mi chiedo: tutte le altre autovetture che avranno le stesse caratteristiche potranno essere assicurate con dei contratti assicurativi “multisensoriali”, oppure saranno assicurate con polizze che contempleranno il solito “sconto” per una ovvia riduzione dei rischi assicurati?

Di fatto la soluzione intrapresa da qualche Compagnia di assicurazione è questa; sicuramente è quella più “comoda” senza, per questo, dover rimodulare l’offerta ed effettuare il ricalcolo attuariale dei rischi.

Ma ad un’auto “multisensoriata” a che cosa serve una polizza che prevede “solamente” uno sconto?

Immagino che la serie di sensori installati sulle autovetture in fase di acquisto dell’auto migliorino la sicurezza dell’auto e dei suoi occupanti durante la circolazione.

A questo punto, dato il minor rischio, le compagnie di assicurazione dovranno necessariamente rimodulare l’offerta assicurativa e dovranno, per ottenere ciò, poter accedere a tutti i dati inerenti la circolazione che i sensori raccolgono.

Ma i conducenti oppure i proprietari di queste auto acconsentiranno all’utilizzo dei dati raccolti durante la circolazione dei veicoli per ottenere una “cospicua” riduzione sul costo della polizza?

Noi tutti siamo sempre pronti a mettere a disposizione i nostri dati sensibili in caso di cure mediche, vedi la situazione vissuta durante la pandemia che ha coinvolto quasi tutti noi. Ma saremo tutti pronti a condividere con la compagnia di assicurazione i dati raccolti dai sensori durante la circolazione della nostra autovettura?

Condividiamo giornalmente i nostri dati nella rete per ottenere dei servizi gratuiti; un caso tra tutti è la navigazione attraverso le diverse applicazioni scaricabili nei nostri smartphone. Ma saremo pronti a condividere, tra questi, il superamento dei limiti di velocità, il rispetto della distanza di sicurezza con gli altri veicoli, l’utilizzo a mani libere del cellulare ed il fermarsi – dico fermarsi, non rallentare – al segnale di stop per ottenere una “profilazione su misura” di ogni conducente che guiderà la nostra autovettura?

Ma poi chi dovremmo autorizzare per l’utilizzo dei nostri dati? La casa costruttrice oppure la Compagnia di Assicurazione?

Ad oggi la possibilità che l’azienda sia la stessa non è più molto remota.

Il caso Tesla Assicurazioni è già realtà.

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Roberto Patanè

Roberto Patanè è un intermediario ed è autore del libro "La rivoluzione assicurata"

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