Bitcoin nelle Assicurazioni: fenomeno di moda oppure espressione di un futuro attuale?

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Bitcoin nelle Assicurazioni: fenomeno di moda oppure espressione di un futuro attuale?

Ultimamente il Bitcoin è nelle bocche di tutti e oserei dire nelle tasche di pochi.

Tutti i giornali finanziari stanno inseguendo il fenomeno del momento; ogni giorno almeno un articolo parla di una delle più note monete elettroniche oramai affermate e riconosciute nel mondo.

La rete ha riconosciuto il Bitcoin come il re delle criptovalute ; oramai , sia nel web che nel dark web, l’acquisto di beni oppure di  prestazioni e servizi è una realtà consolidata.

Tra questi purtroppo ci sono anche il pagamento di riscatti che le famiglie pagano in cambio della vita di persone rapite; oltre a ciò accade che molte aziende pagano gli hacker per rientrare in possesso dei propri dati o del funzionamento dei propri sistemi dopo un atto di pirateria informatica.

Bitcoin, quindi; bit + coin.

Il bit ha due significati diversi a seconda del contesto in cui si usa; nel primo, nel contesto della teoria dell’informazione, è utilizzato come unità di misura della quantità di informazioni in un secondo.

Il secondo, in informatica, è una cifra binaria ovvero uno dei due simboli del sistema binario ( 0 – 1); informatica e informazione, quindi.

Coin, ovviamente moneta – valuta.

La valuta, comunque, deve avere un valore. Il concetto di moneta come scambio di beni e servizi nasce nel VII secolo a.C da Creso, re di Lidia. Dapprima nacquero monete costruite da una lega di metalli povera, subito dopo nacquero le monete d’argento con la quale si regolavano i pagamenti per grosse transazioni commerciali.

Ma quelle erano monete che si pesavano, si toccavano. Hai provato a toccare un bitcoin?

Quanto pesa? Dove viene utilizzato?

Intangibilità e delocalizzazione sono alcune delle caratteristiche delle criptovalute; ma se prima ogni Stato aveva la sua valuta e controllava tutti i suoi parametri finanziari cosa succederà quando il bitcoin entrerà come moneta corrente nelle nostre case? Tanto per curiosità, ho sviluppato una piccola cronistoria.

26 Agosto 2016 un Bitcoin valeva 509,79€

15 Dicembre 2017 valeva 16721,77€

  8 Maggio 2021 valeva 30.327,24€

23 Maggio 2021 valeva 28.521,16€

Vale a dire che una spesa fatta il 21 Maggio al supermercato per l’equivalente di 100 euro avrebbe pesato 0,0035057 Bitcoin;  nel 2016 la stessa spesa avrebbe pesato (considerando = 0 inflazione e svalutazione) 0,1961592 Bitcoin.

Tradotto in soldoni: in 5 anni il Bitcoin ha decollato, ma durerà?

Ad oggi sono più di 800 le criptovalute in circolazione; molte di loro sono scomparse sul nascere in quanto non “spendibili” in beni e servizi; gli investitori, in questi casi, si sono ritirati dal mercato facendo così sfumare i loro investimenti.

Pochissime di queste monete sono “ufficialmente riconosciute dal mercato”. L’ufficialità di una criptovaluta non è riconosciuta, per ora, da un ente ben specifico oppure da uno Stato, ma dalla circolarità della stessa ovvero dalla quantità di beni e servizi che possono essere acquistati con la stessa.

La funzione di controllo del valore di queste monete è determinata dalla “capillarità” delle informazioni distribuite in tutti i server del mondo; queste informazioni non potranno mai, data la natura distributiva del fenomeno, diventare “proprietà” di qualcuno.

Questo sistema si chiama” Blockchain” ed è una grande garanzia per i possessori di criptovalute; lavorando con la fantasia, come immagini una Compagnia di Assicurazione che lavora “solamente” tramite Bitcoin?

Avrebbe senso? E oggi, in uno spazio temporale di 5 anni, cosa potrebbe accadere? Personalmente credo che tutto il comparto assicurativo, in particolar modo in Italia, sia ancora “in fasce” per un utilizzo quotidiano di questo strumento finanziario per l’acquisto di prestazioni e servizi assicurativi.

Eppure qualcosa si muove; Axa Assicurazioni in Svizzera è stata la prima compagnia in Europa ad offrire la possibilità del pagamento dei contratti assicurativi a tutti i suoi clienti privati; la conversione di tali pagamenti avviene per il tramite di Bitcoin Swisse SA, intermediario finanziario specializzato nelle attività di criptovalute.

E se volessi assicurare le criptovalute? Nel settembre 2020 Satec, del gruppo Cattolica Assicurazioni, ha ,realizzato per la startup italiana CheckSig la prima polizza dedicata alla custodia di Bitcoin.  Ciò che viene assicurato è il rischio di furto nell’ambito di operazioni di deposito e prelievo in tale valuta che, effettuato tramite web, è soggetto a rischi informatici.

Vedo in prospettiva, data la natura delle criptovalute, l’utilizzo delle stesse su scala internazionale e su grandi transazioni, un po’ come la moneta d’argento ai tempi dei Persiani.

Immagino più coerentemente lo sviluppo delle criptovalute nell’ambito delle riassicurazioni, oltre che nel ramo trasporti, in natural disaster insurances, nei rami fine art, cyber risks ed inquinamento in cui i soggetti interessati sono molteplici e l’impatto economico conseguente sviluppa grandi volumi.

Nel ramo Vita, invece , vedo uno un possibile sviluppo nell’ambito dell’health care e, più precisamente, nei contratti di Long Term Care.

Ai posteri l’ardua sentenza.

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Roberto Patanè

Roberto Patanè è un intermediario ed è autore del libro "La rivoluzione assicurata"

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