Collezionismo d’arte, tecnologia ed assicurazioni: quale futuro?

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Collezionismo d’arte, tecnologia ed assicurazioni: quale futuro?

Lo scenario sempre più digitalizzato in cui stiamo vivendo è destinato ad impattare anche su settori altamente tradizionali come quello del collezionismo d’arte. Il digitale si rivela sempre più una leva preziosa nella gestione delle opere d’arte e delle collezioni. In particolare, i collezionisti millenials sono sempre più alla ricerca di modalità immediate, fondate sulla sicurezza e sull’innovazione per la gestione delle proprie raccolte.

La tecnologia a tutela dell’arte

Tecnologia ed arte sembrano apparentemente distanti, ma se analizziamo l’origine etimologica della parola tecnologia, in realtà, scopriamo che si compenetra con quella di arte. Tecno, dal greco τέχνη [téchne], significa “arte” nell’accezione del “saper fare” un’attività sia esclusivamente intellettuale sia manuale; mentre “logia” da greco antico: λόγος [lógos], significa discorso, trattato. Di fatto nel tempo arte e tecnologia si sono compenetrate ed a volte soprapposte, in quanto l’opera d’arte è frutto dell’artista che, nella sua fase di progettazione/realizzazione, diventa altresì tecnico, scienziato ed inventore. Oggigiorno, la tecnologia si converte in una leva preziosa a supporto dell’arte compenetrandola nella sua essenza per gestirla, monitorarla e tutelarla. Numerose sono le piattaforme ed applicazioni che si stanno sempre più diffondendo e permettono ai collezionisti di gestire, valorizzare e proteggere le proprie collezioni tramite pc, laptop e smartphone e, al contempo, ottenere certificazioni di autenticità a tutela degli artisti, dei collezionisti e degli operatori di settore.

Esistono tecnologie di scansione artistica, per aiutare nel resoconto delle condizioni delle opere d’arte e per fornire documentazione aggiuntiva indispensabile per le compagnie assicurative e per le istituzioni finanziarie nel garantire una valutazione equa delle condizioni delle opere d’arte e fornire preventivi assicurativi congrui. File master digitali ricchi di dati permettono di mappare milioni di punti sulla superficie di un’opera e garantiscono un resoconto coerente delle condizioni, rilevandone e monitorandone i cambiamenti nel tempo.

Inoltre, grazie alle applicazioni basate sull’artificial intelligence e la blockchain, è possibile creare veri e propri “passaporti” delle opere d’arte a tutela dell’autenticità, contenenti informazioni strategiche sulla loro provenance (i.e. passaggi di proprietà) ed atte a svolgere una due diligence in modo tale da aumentare la fiducia dei vari attori del mercato dell’arte. Vengono salvaguardati anche aspetti quali la privacy, la sicurezza e la valenza legale dell’opera d’arte, sino a giungere a fissare una vera e propria “marca temporale” in grado di dimostrare che un file – avente funzione di “certificato d’arte” – è stato creato in un determinato momento dimostrabile e, soprattutto, verificabile. In questo modo, viene tutelato il diritto d’autore, e diventa possibile contrastare i falsi e le contraffazioni documentali. La blockchain contribuisce a valorizzare, di fatto, tutti gli stakeholders che hanno contribuito ad accrescere il valore storico, culturale ed economico di un’opera, permettendo di creare un registro digitale che si basa su database decentralizzati. Le informazioni contenute nel registro digitale sono confermate da più parti nel mondo. Esse risultano immodificabili e sono memorizzate in blocchi crittografici che vanno a formare una catena incorruttibile, immutabile e tracciabile. Inoltre, ogni transazione di opere d’arte che viene registrata su blockchain è crittografata e restituita con un codice alfanumerico, che solo il suo destinatario è in grado di decifrare, senza il rischio di perdita di dati o limitazioni alcune.

Arte, assicurazioni e blockchain

Le collezioni d’arte vanno protette, e molti collezionisti sanno quanto a volte sia problematico ottenere un risarcimento per perdite o danni, dal momento che l’adempimento dei risarcimenti implica: la raccolta di prove dell’autenticità di un pezzo, la sua cronologia dei passaggi di proprietà, le transazioni tra i proprietari e le valutazioni di mercato nel tempo. La perdita o l’incompletezza della documentazione di supporto, in caso di calamità, può rallentare drasticamente o impedire completamente i pagamenti dei sinistri. Per ovviare a tutte queste problematiche le compagnie assicurative stanno sempre più considerando l’impiego della blockchain applicata all’arte per la gestione delle polizze assicurative. Il vantaggio principale degli accordi blockchain specifici per le assicurazioni è il pagamento accelerato dei sinistri in caso di un evento ben definito che attiva un contratto “intelligente”. Pertanto, se la blockchain contiene un contratto “intelligente” per richieste di risarcimento per danni causati, ad esempio, da un disastro naturale e il contratto è ancorato a uno standard di settore come l’indice PCS® Catastrophe Loss, i pagamenti possono essere rilasciati istantaneamente.

Diverse compagnie assicurative nazionali ed internazionali – tra cui Arte Generali, AxaXL Art – offrono soluzioni assicurative basate principalmente sulla digitalizzazione di servizi specializzati. I clienti collezionisti e gli operatori del mercato dell’arte, grazie alle app messe a disposizione dalle compagnie assicurative, sono in grado di raccogliere informazioni, catalogare le opere, dare valutazioni in remoto, avere informazioni di mercato e avere accesso ai servizi di assistenza e ricevere, altresì, un’offerta assicurativa su misura in base al proprio profilo e avere a disposizione un vero e proprio servizio di “conciergerie”, h24 attivo 7 giorni su 7, al quale il cliente si può affidare e costituito da una rete di partner esterni specializzati e attentamente selezionati.

Riflessioni

Le opere d’arte e gli oggetti da collezione sono pezzi unici che devono essere protetti e richiedono una copertura assicurativa adeguata. Ne consegue che è necessaria una conoscenza specializzata, ai fini di garantire un underwriting in grado di soddisfare le esigenze del settore ed effettuare una puntuale valutazione del rischio assicurativo. In futuro sarà sempre più necessario avere da un lato underwriter esperti e buoni conoscitori d’arte, dall’altro lato saper gestire le relative complessità in termini di valorizzazione, gestione, trasporto e custodia con il supporto della tecnologia, dal momento che il cliente richiederà sempre più una copertura assicurativa “sartoriale” che presuppone gestione agile e tecnologica della polizza ed un’assistenza continua a 360°. Inoltre, grazie alla tecnologia blockchain – che rende inalterabile il certificato digitale emesso dagli esperti di valutazione – sarà necessario creare, come ha affermato Jean Gazançon, CEO di ARTE Generali, una comunità di amanti dell’arte e favorirne la condivisione come valore per la società.

La blockchain può facilitare, pertanto, un cambiamento a lungo termine nel modo in cui l’arte viene creata, venduta, curata e assicurata migliorando, altresì, la capacità di tracciare la provenienza di un’opera e creando, in quest’ottica, un registro digitale globale a livello di settore. L’atto di “tokenizzare” le opere originali semplificherebbe, di fatto, l’esperienza di acquisto, di vendita e di scambio: ogni pezzo grazie alla propria identità digitale rimarrebbe invariato nel tempo indipendentemente dai passaggi di proprietà e, al contempo, si garantirebbero la provenienza e le quotazioni.

Alea iacta est: il binomio tecnologia ed assicurazioni è sempre più indissolubile e deve convertirsi in leva strategica da utilizzare per raggiungere un fine ben specifico, ovvero la salvaguardia del mondo dell’Arte. Ogni collezionista si converte, di fatto, in un custode che ha come primo dovere fondamentale quello di salvaguardare l’integrità di un’opera per le generazioni future e, altresì, favorire la condivisione dell’arte come valore per la società.

Federica Maria Rita Livelli

Consigliera ANRA

Business Continuity & Risk Management Consultant

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ANRA

ANRA è l'associazione che dal 1972 raggruppa i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali. È il punto di riferimento in Italia per la diffusione della cultura del risk management in azienda, ed organizza attivamente incontri e corsi per la formazione dei professionisti della gestione del rischio, tra cui quello volto ad ottenere la certificazione europea RIMAP. L’Associazione conta ad oggi un network di oltre 600 Soci, che operano quotidianamente nella professione in aziende pubbliche e private che rappresentano circa il 25% del PIL italiano.

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