Come è nata e come opera l’unità di business intelligence e data mining di Generali

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In un recente articolo avevamo elencato le vincitrici dell’undicesima edizione del “Women in insurance Leadership award”. Tra di loro figurava anche l’italianissima Elena Rasa, group chief data officer di Generali.

Rasa, in un’intervista a Insurance Networking News, ha parlato dell’attività che svolge all’interno del gruppo triestino e di come è nata l’unità di business intelligence e data mining che sovrintende. Unità che le è stata affidata dal CEO della compagnia Mario Greco.

“Abbiamo notato che le altre compagnie, specialmente negli Stati Uniti, leggevano i big data per assicurarsi che le loro decisioni aziendali fossero basate su fatti e non su parole. Per questo abbiamo deciso di creare una nostra unità di business intelligence e data mining”.

Il primo passo è stato quello di formare l’unità con professionalità competenti. “Per costruire il team abbiamo guardato tra le nostre fila e abbiamo selezionato i migliori profili internazionali presenti nel gruppo. Abbiamo reclutato in tutto venti persone provenienti da ogni parte del mondo”.

Ad oggi sono stati già lanciati 22 progetti con una filosofia ben precisa. “Abbiamo un sacco di tecnologie a disposizione. Al team è permesso di sbagliare. Più errori facciamo più perfezioniamo il prodotto”.

La via da seguire è quella già percorsa ed iniziata da altre compagnie: sfruttare i dati per offrire al cliente la migliore soluzione possibile. Generali ha iniziato questo percorso l’anno scorso con l’acquisizione di MyDrive Solutions, startup inglese fondata nel 2010  che utilizza i dati dei clienti raccolti da un serie di strumenti tecnologici, tra cui blackboxes e smartphone, per formulare algoritmi predittivi e definire dei “behavioral scores”, ovvero valutazioni dei comportamenti degli utenti che consentono, a chi sceglierà i nuovi prodotti, di ricevere offerte commerciali personalizzate.

 

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