Le compagnie alla ricerca di talenti per innovare il proprio settore

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Secondo gli amministratori delegati di Munich Re e State Auto Insurance Companies, il primo impedimento per una vera svolta digitale delle assicurazioni è la mancanza di talenti all’interno delle proprie organizzazioni. Non solo. Un altro deficit è la difficoltà di cogliere subitaneamente le innovazioni in atto nel settore.

“Anche una volta i prodotti erano nuovi l’unica grande differenza ora è la velocità con cui cambiano” ha affermato il Ceo di Munich Re Anthony Kuczinski nel corso di una tavola rotonda al Property/Casualty Insurance Joint Industry Forum.

Secondo Kuczinski un altro degli ostacoli alla digitalizzazione del settore assicurativo, è l’esitazione delle compagnie nell’assumere rischi ad innovare per motivi strutturali.

“E’ anche per questo che le compagnie di assicurazione siglano partnership o fanno investimenti con le startup dell’insurtech” chiosa Michael LaRocco di State Auto. “In questo modo le assicurazioni possono mettere un piede nell’innovazione senza andare troppo in profondità”.

AAA cercasi talenti

In tutto ciò si iscrive la ricerca da parte delle assicurazioni di talenti da assumere per sostituire gli oltre 400 mila professionisti che andranno in pensione nei prossimi anni (dati Bureau of Lavor Statistics). “C’è una guerra per la ricerca di talenti” rivela Kuczinski “Noi (Munich Re) non siamo l’unica compagnia in cerca di essi”.

E per attrarre talenti le compagnie sono disposte a tutto. Anche a cambiare radicalmente la cultura del lavoro. E l’ambiente in cui gli assicuratori operano. “Offrire un ambiente lavorativo ideale per i Millennials è una delle chiavi di volta per attrarli” spiega LaRocco. Cambiamenti che la sua compagnia ha già adottato in questo senso. Sono stati infatti eliminati i vetusti codici di abbigliamento e le revisioni annuali delle prestazioni. Inoltre è stato creato uno spazio di lavoro più aperto simile agli spazi di co-working tanto amati dai giovani di oggi.

“I cambiamenti dell’insurtech sono reali – conclude LaRocco – Le startup sono nate proprio per rompere le vecchie barriere che dividono le compagnie dall’innovazione. Noi dobbiamo collaborare insieme a loro se vogliamo abbatterle”.

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Laureato alla Cattolica di Milano in Linguaggi dei Media. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. Nel mentre contribuisce alla realizzazione del magazine insurtech InsurZine. Dal 2016 fa parte dell'ufficio relazioni esterne del Gruppo Galgano.

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