Connected Mobility Forum 2018: l’evoluzione della mobilità e lo scambio dei dati 

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Connected Mobility Forum 2018: l’evoluzione della mobilità e lo scambio dei dati 

Durante il Connected Mobility Forum 2018, tenutosi il 26 giugno e promosso da The Innovation Group, molti sono stati i temi toccati in materia di evoluzione e digitalizzazione della mobilità, sia a livello mondiale, sia con un focus sul panorama italiano.

Innanzi tutto è stata sottolineata la triplice direzione in cui sta andando l’evoluzione della mobilità: l’elettrificazione, il car sharing e le auto autonome. A livello globale, non tutti i consumatori richiedono le stesse cose e le esigenze cambiano a seconda del contesto. Concetto univoco è quello secondo il quale a poco a poco tutte le auto saranno connected car e lo scambio di dati diventerà fondamentale.

A tale proposito è stato introdotto il tema delle smart road, con le quali lo scambio di dati avrà un’ulteriore spinta. Questo tipo di innovazione è in una fase di accelerata sperimentazione in Italia e la stesura delle “Decreto Smart Road” fa ben sperare. Infatti, come descritto da Mario Nobile, Direttore Generale per i Sistemi Informatici e Statistici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i pilastri su cui si basa sono le regole per la sperimentazione in sicurezza e la presenza di standard funzionali, oltre che la gestione del dato generato dalle stesse smart road.

La sicurezza stradale è al centro della connettività che permetterà di scambiare dati tra le strade e le vetture, per permettere una guida più sicura, un minore inquinamento, un traffico più scorrevole e le basi per un ulteriore sviluppo economico. Questi gli obiettivi primari esposti.

I big data sono stati quindi al centro del dibattito e questi permettono a tutti i player di connettersi, rielaborarli e metterli a disposizione in modo utile per tutti gli utenti, non solo per le auto autonome. Tuttavia una domanda sorge spontanea: chi è proprietario del dato raccolto? Tale questione è stata affrontata durante la tavola rotonda pomeridiana, dedicata all’Insurance Telematics: i kpi, l’infrastruttura per l’evoluzione verso i nuovi modelli assicurativi on demand, che ha visto intervenire Marco Brachini, Chief Marketing, Brand and Customer Relationship Officer, Sara Group; Alberto Busetto, Head of Connected Insurance Development, Generali Italia; Gianfranco Giannella, COO e General Manager, Octo Telematics ed Emilio Torda, Head of Motor Business Development, Groupama Assicurazioni.

Il dato sensibile, personale raccolto dalla connected car è dell’individuo, ma può essere reso anonimo e diventare dunque tecnico, analizzato dall’azienda che dunque ne diventa proprietaria. I dati grezzi infatti non sono utili, devono essere rielaborati e ritrasmessi agli utenti in servizi come il riconoscimento di cambio corsia.

Durante la medesima tavola rotonda è stato inoltre trattato il tema legato al miglior servizio da offrire al consumatore in relazione ai nuovi dispositivi. Infatti, tutte le compagnie assicurative hanno riscontrato una certa difficoltà da parte del cliente nel percepire il valore, che si traduce in un’ulteriore difficoltà nel trasmetterlo e trovare la polizza più adatta. Infatti, attualmente, l’acquisto della black box viene effettuata solo per avere uno sconto sull’assicurazione. La copertura dell’auto è dunque strettamente legata al prezzo, mentre i dati permettono una migliore gestione del sinistro e implementano notevolmente i servizi. Questo, però, non è ancora chiaro al consumatore, che tende a prediligere un prezzo inferiore anche a costo di non usufruire di tali servizi. Si tratta dunque di un mercato con un lato supply più forte, dove è l’offerta a generare la domanda.

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. E’ Direttore Responsabile di InsurZine. Dal 2016 fa parte dell’ufficio stampa del Gruppo Galgano.

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