Coronavirus, aziende chiuse ma i rischi rimangono

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Coronavirus, aziende chiuse ma i rischi rimangono.

Il lockdown imposto da molti governi occidentali per frenare l’avanzata del coronavirus ha obbligato migliaia di aziende a chiudere temporaneamente i battenti. La chiusura repentina dei siti produttivi può però comportare diversi rischi. A sostenerlo sono i consulenti di Allianz Global Corporate & Specialty (Agcs). In un report intitolato “Coronavirus: misure di sicurezza per le imprese costrette a chiudere temporaneamente i loro uffici“, la società ha elencato alcune misure generali di sicurezza e prevenzione da adottare per prevenire danni fisici alle officine e ai siti produttivi ora scoperti.

“Abbiamo già assistito al verificarsi di sinistri durante le vacanze o i fine settimana, quando la maggior parte del personale non è presente in fabbriche o uffici – osserva Nicolas Lochet, direttore tecnico responsabile dell’analisi dei rischi della regione mediterranea Gats – L’interruzione della produzione a causa della pandemia di coronavirus può aumentare i rischi. Tra i più colpiti vi sono produttori e fornitori di automobili, compagnie aeree, operatori aeroportuali, produttori di macchinari, hotel e ristoranti, nonché molte altre società di produzione e servizi di tutte le dimensioni”.

Quando l’attività viene interrotta, il rischio di danni causati da incendio o mancanza di manutenzione rimane o aumenta. Specifiche misure di prevenzione, spiegano i consulenti di Agcs, consentono di evitare il più possibile danni in caso di chiusura del sito. Per quanto possibile, i controlli periodici e le prove dei sistemi di sicurezza antincendio dovrebbero continuare ad essere effettuati al fine di ridurre significativamente le probabilità che avvenga un incendio. Secondo un’analisi dei sinistri presentata da Agcs, gli incendi rappresentano quasi un quarto (24%) del costo totale dei sinistri in un periodo di cinque anni e hanno comportato perdite di oltre 14 miliardi di euro per circa 9.500 sinistri.

Le misure di prevenzione da adottare

Nella nuova pubblicazione di Agcs, i consulenti per il rischio si concentrano su quattro categorie principali di misure di prevenzione: ridurre il rischio di incendi, garantire la sicurezza di materiali e liquidi infiammabili, rispettare le istruzioni e le buone pratiche di sicurezza e proseguire la manutenzione degli edifici.

In particolare, raccomandano alle aziende di continuare a controllare regolarmente tutti i loro sistemi automatici di rilevazione incendi, irrigatori e pompe antincendio e altri dispositivi di sicurezza antincendio, anche se queste operazioni sono difficili nelle circostanze attuali.

I volumi di materiali altamente infiammabili come prodotti grezzi e finiti, imballaggi, pallet, rifiuti e liquidi infiammabili situati in edifici chiusi dovrebbero essere ridotti al minimo. Se ciò non è possibile, è necessario mantenere una distanza di sicurezza di almeno 1,5 metri tra le apparecchiature elettriche e i materiali in questione.
Tutte le apparecchiature di produzione pericolose e le strutture di servizio, compresi i liquidi infiammabili e le linee del gas, possono anche essere chiuse. Gli alimentatori devono essere spenti a meno che non siano necessari per i sistemi di rilevamento, allarme e sicurezza. Le porte di entrata e di uscita devono essere dotate di dispositivi di bloccaggio rinforzati; l’illuminazione interna ed esterna deve essere ridotta a quanto strettamente necessario per le operazioni di ispezione, sorveglianza e accesso.

Nuove tecnologie per fornire consulenza tecnica

In una nota i consulenti per il rischio Agcs fanno sapere di essere a disposizione delle aziende per fornire consulenza tecnica con l’aiuto delle nuove tecnologie. “Siamo in grado di raccomandare misure di miglioramento e fornire assistenza telefonica o in videoconferenza – spiega Nicolas Lochet – Stiamo inoltre utilizzando sempre più strumenti di monitoraggio remoto come MirrorMe. L’analisi del rischio di fabbriche e locali può essere effettuata in remoto utilizzando foto e video. I risultati vengono poi condivisi con il cliente tramite una piattaforma digitale”.

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