Coronavirus, De Felice (Anra): “Per il futuro si pensi a strumenti parametrici per la copertura di eventi catastrofali”

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Coronavirus, De Felice (Anra): “Per il futuro si pensi a strumenti parametrici per la copertura di eventi catastrofali”.

Il coronavirus ha infettato anche l’economia mondiale. Le previsioni per l’Italia parlano di scenari terribili, con perdite di Pil stimate da un ottimistico 3% (in caso di rimbalzo positivo nel corso dell’anno) ad un 8% su base annua. Per le imprese la botta sarà altrettanto dura. Cerved stima una perdita di giro d’affari di 275 miliardi di euro in caso di fine emergenza sanitaria a fine maggio. Se invece l’agonia dovesse prolungarsi fino a dicembre, con alti e bassi, la perdita stimata arriverebbe a 469 miliardi nel 2020 più altri 172 nel 2021. In questo contesto, le assicurazioni hanno cominciato a muoversi offrendo estensioni gratuite delle coperture per gli assicurati con polizze Commercio in corso oppure lanciando polizze per tutelare le imprese dagli imprevisti. Basterà? Abbiamo provato a chiederlo ad Alessandro De Felice, presidente di Anra (Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali).

Le compagnie stanno offrendo i giusti strumenti per permettere alle imprese di proseguire il loro lavoro, finita la tempesta?

Premettiamo: le linee tradizionali di copertura, quali Property & Business interruption e Trasporti non trovano applicabilità. Le coperture di Responsabilità, in particolare per il datore di lavoro, potrebbero operare laddove non vi fosse una specifica esclusione. Le coperture Rimborso spese mediche potrebbero prevedere una specifica esclusione, ed alcune polizze infortuni prevedono specifiche estensioni ai contagi: in tutti i casi, è bene rileggere attentamente le condizioni.  Le coperture assicurative che operano – per chi le aveva stipulate – sono quelle specifiche per la cancellazione di eventi e le assicurazioni sulla cancellazione viaggi. Al di fuori di questo, non esistono attualmente sul mercato strumenti di finanziamento del rischio a copertura della continuità aziendale. A mio avviso, in futuro si potrà pensare a strumenti di tipo parametrico finalizzati alla copertura di eventi catastrofali.

Le misure approntate dal governo basteranno o servirà altro?

L’Italia è stato il primo Paese occidentale che si è trovato ad affrontare su larga scala l’epidemia: sono state adottate misure eccezionali mai viste nell’intera storia repubblicana, che hanno l’obiettivo della separazione sociale per contenere il contagio e diluire l’onda d’urto sulla sanità pubblica. Tali misure si sono rivelate efficaci in Cina attraverso una rigida applicazione, in Italia si fa anzitutto affidamento alla responsabilità ed alla collaborazione dei cittadini pur con le sanzioni previste dal Decreto. È compito di tutti noi cittadini rispettarle con convinzione. Dobbiamo avere fiducia, in quanto il Governo agisce sulla base delle raccomandazioni del Comitato Scientifico, dell’Istituto Superiore di Sanità e della Protezione Civile ed eventuali ulteriori misure saranno adottate in ragione di quanto la comunità scientifica raccomanderà. In base alla mia esperienza aziendale sulle fabbriche in Cina, posso dire che questi provvedimenti hanno funzionato: nella stessa Wuhan, dal 17 marzo è ripresa la produzione.

 

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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