Cyber insurance, aziende ancora sotto assicurate ma mercato in fermento

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Cyber insurance, aziende ancora sotto assicurate ma mercato in fermento.

L’ultimo report realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con Zurich e Marsh ha evidenziato come il cyber risk sia un argomento sempre più dirimente per aziende e imprenditori. Del rischio cyber e delle sue implicazioni nel settore assicurativo hanno discusso i partecipanti alla tavola rotonda “Cyber insurance: l’offerta delle compagnie ad aziende e professionisti” svoltasi il 18 ottobre all’interno del Festival delle Assicurazioni.

Il primo ad intervenire è stato Marcello Bottazzi, membro del comitato scientifico di Aiba: “Le polizze cyber sono ancora poche. Gli assicuratori stanno facendo un approccio al mercato in varie modalità soprattutto verso le medie piccole imprese. Siamo sotto-assicurati. Eppure i ritorni dagli investimenti del cyber risk sono molto superiori a quelli delle frodi, ma non vengono percepiti. Anche le singole persone farebbero bene a proteggersi.  Le statistiche ci dicono che il danno che una persona supporta per il rischio d’identità è notevole. Il singolo si trova davanti a importanti danni. Da sottoscrivere.”

Sulla stessa linea d’onda Chiara Gatti, assunzione cyber di UnipolSai “A settembre un’indagine svolta presso 41 compagnie in 12 paese ha evidenziato un aumento del 72% del volume dei prime del settore cyber. Non se ne occupano più solo gli esperti di tecnologia informatica ma anche gli assicuratori. Oggi è cresciuta la sensibilità e la percezione dai maggiori players circa il rischio cyber, ma di fatto sono pochi gli sforzi attuati”.

Anche Andrea Nicelli, responsabile cyber per Chubb, vede una crescita del mercato “grazie alla spinta dei maggiori brokers. Stiamo vedendo una crescita della propulsione all’acquisto da parte delle PMI. Un elemento concreto riguarda l’investimento delle compagnie assicuratrici, in assunzioni. Però l’obiettivo non deve essere per forza raccogliere i premi, ma invece il profitto tecnico. Nelle attuali polizze cyber non ci sono servizi solo per il post incidente ma anche pre. Nel prossimo futuro ci sarà un’ulteriore evoluzione: il prodotto assicurativo sarà bilanciato con garanzia e servizi annessi”.

A concludere il ciclo di interventi è Michele Lavaggi, cyber leader di AIG: “i clienti che più si avvicinano a questo tipo di copertura inizialmente erano i grandi gruppi industriali, grazie alla loro cultura e alla loro struttura. Oggi le medie aziende dai 50 milioni di fatturato ai 500 che operano insieme all’estero hanno sempre più il bisogno di tutelarsi. Anche i più piccoli hanno delle esigenze anche se un po’ confuse. L’interesse crea richiesta e la richiesta crea movimento. Le compagnie che credono nel mercato cyber sanno di dover investire sempre più in questo settore. Le aziende stanno investendo molto nella prevenzione, perché un cliente informato è un cliente migliore”.

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