Cyber risk: aumentano i danni e le vittime

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Cyber risk: aumentano i danni e le vittime

L’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, con sede all’interno del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano, ha redatto il Rapporto Clusit 2018, che ha analizzato l’andamento del cyber risk nell’ultimo anno. I dati sono allarmanti, sia per il numero di attacchi che per la loro diversa forma di manifestazione.

Sono infatti cresciuti sia gli attacchi ritenuti gravi, sia quelli che colpiscono normalmente tutti gli utenti: i primi hanno superato il migliaio nell’ultimo anno, mentre i secondi sono aumentati del 240% dal 2011. Sono stati analizzati con particolare attenzione quelli appunto definiti “gravi”, che hanno causato danni di grossa entità, come perdite economiche, violazione di dati sensibili e danni alla reputazione.

Cyber risk, i numeri che spaventano

Analizzando le cifre relative al fenomeno, il 76% dell’intero volume è dato dal cyber crime con finalità di sottrare denaro, informazioni e dati, che ha mostrato inoltre una crescita del 14 % dall’anno precedente. La sottrazione di informazioni e dati, compresa il furto di proprietà intellettuale, rimane la più ambita (24%), unita allo spionaggio informatico (o cyber espionage), che è cresciuto del 46%.

La prima analisi fatta dall’associazione risale al 2011 e i costi causati da questo genere di crimine sono cresciuti di 5 volte in 6 anni, toccando globalmente i 500 miliardi di dollari lo scorso anno. Le vittime variano dalla cosiddetta categoria multiple all’area business, e in entrambe i numeri sono aumentati. Nel primo caso si è addirittura visto un incremento del 353%. Nella seconda area la crescita degli attacchi varia da settore a settore: il più alto è stato il settore ricerca/educazione, con il 29%, seguito dalle societa di hardware/software, con il 21%, dal comparto bancario e assicurativo (11%) e infine quello sanitario (10%).

Le tipologie di incidente cyber con crescita più elevata sono i malware, gli attacchi industriali con bersagli multipli e l’esordio degli stati come fonti di minaccia.

Cyber risk: In Italia sicurezza informatica troppo bassa

I dati rivelano inoltre che il nostro Paese non ha sufficiente protezione. Nel 2016 infatti i danni subiti arrivano quasi a 10 miliardi di euro, ovvero un valore che supera di 10 volte quello relativo agli investimenti di sicurezza informatica. “Gli investimenti in sicurezza informatica nel nostro Paese sono ancora largamente insufficienti e ciò rischia di erodere i benefici attesi dal processo di digitalizzazione della nostra società”, ha affermato Andrea Zapparoli Manzoni, membro del Comitato Direttivo del Clusit “Ad oggi riscontriamo che il dibattito politico in Italia sta dando risposte inadeguate al tema della sicurezza cyber, fondamentale per lo sviluppo e il benessere dei suoi cittadini, nonché per la credibilità e la competitività del nostro Paese sul piano internazionale”.

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