Cyber Risk, le coperture esistenti? Secondo uno studio sono “imperfette”

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Cyber Risk, le coperture esistenti? Secondo uno studio sono “imperfette”.

Imperfette. E’ questo il giudizio che la società inglese Mactavish ha dato alla maggior parte delle polizze assicurative specializzate in cyber risk. Secondo Mactavish, la gran parte delle coperture cyber contiene falle significative che potrebbero far precipitare accordi raggiunti e reclami contestati. Dopo aver revisionato circa 30 polizze assicurative informatiche elaborate da alcune compagnie nel Regno Unito, Mactavis ha identificato sette difetti comuni:

– La copertura potrebbe essere limitata a attacchi deliberati e attività non autorizzate, lasciando gli affari non protetti in caso di incidenti causati da errori o omissioni accidentali.
– I costi di violazione dei dati coperti potrebbero essere limitati a quelli che l’azienda è legalmente tenuta a sostenere rispetto a costi molto maggiori che sarebbero sostenuti nella pratica.
– In caso di interruzione del sistema, la copertura può essere limitata al solo al breve periodo di interruzione effettiva della rete, ignorando gli effetti di trascinamento dopo la riparazione del guasto tecnologico.
– La copertura per i sistemi forniti da fornitori di servizi in outsourcing varia in modo significativo ed è spesso limitata o esclusa.
– C’erano spesso esclusioni per lo sviluppo di software o per l’installazione di sistemi. In alcuni casi possono anche essere esclusi eventi che coinvolgono sistemi aggiornati di recente.
– Se i problemi sono causati dai contraenti ma l’azienda è legalmente responsabile, le polizze potrebbero non rispondere
– I requisiti di notifica sono spesso complessi e onerosi.

Cyber risk, mercato ancora immaturo

“Sono state avviate numerose nuove polizze di assicurazione cibernetica, ma nonostante un forte aumento degli incidenti informatici, questo mercato è molto immaturo e per molti aspetti non testato” ha dichiarato Bruce Hepburn, CEO di Mactavish.
“Forse alcune di queste polizze sono state lanciate sul mercato dagli assicuratori desiderosi di sfruttare i crescenti rischi informatici che devono affrontare le organizzazioni e il loro desiderio di spendere ingenti somme di denaro per proteggersi da questo”.
Il rischio di contestazioni è molto alto, “tuttavia – conclude Hepburn – questo può essere evitato se le organizzazioni prima capiscono i rischi informatici che affrontano, e quindi assicurano una polizza su misura per soddisfare le loro esigenze”.

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