Cyber Security, c’è poca formazione in tema di Data Protection

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Cyber Security, c’è poca formazione in tema di Data Protection.

KPMG produce annualmente un’analisi sul tema della Cyber Security. Quest’anno la ricerca ‘Cyber Security Benchmark 2017’ ha coinvolto 800 società quotate appartenenti a 28 paesi, tra cui l’Italia. Tra i risultati principali, l’analisi mostra come quasi il 60% delle organizzazioni nella propria relazione annuale non faccia menzione dei rischi cyber cui sono soggette: solo un’azienda su quattro ha dedicato almeno un paragrafo della relazione annuale alle misure di protezione adottate in tema Cyber Security, mentre meno del 20% considera la sicurezza informatica come un’area di responsabilità del Consiglio di Amministrazione.

Relativamente all’Italia, i risultati sono in linea con quelli rilevati a livello europeo e globale: il dato più allarmante deriva dalla scarsa maturità in merito a tematiche chiave come la formazione e la sensibilizzazione, la threat intelligence e la privacy, nonostante minacce ed attacchi informatici sempre più diffusi (es. WannaCry) e la deadline del nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy (GDPR), che entrerà in vigore da maggio 2018.

Cyber Security, i dati positivi

Incoraggiante invece il dato che evidenzia un più ampio coinvolgimento del board delle società italiane sui temi Cyber Security (27%), ed una positiva maturità riscontrata nei settori delle telecomunicazioni, delle utilities e dei beni di largo consumo.

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Redazione

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