Ecco come il coronavirus cambierà il mondo delle assicurazioni

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Ecco come il coronavirus cambierà il mondo delle assicurazioni.

La pademia Covid-19 ha colpito indistintamente tutti i settori produttivi del Paese. Anche il mondo assicurativo non ne è stato immune. Da una crisi però possono nascere nuove idee, nuovi modelli di business, nuove esigenze. Nel progettare quello che sarà il mondo del lavoro di domani, alcuni esperti hanno parlato di “nuovo Rinascimento”. Sarà così anche per le assicurazioni? Quale sarà l’impatto del coronavirus sul settore? Lo cambierà nel profondo? Domande che Insurzine ha girato ad alcune delle società di consulenza più importanti a livello globale. Per avere una risposta o un indirizzo su quello che sarà il futuro prossimo delle assicurazioni.

Assicurazioni, le parole chiavi del futuro: flessibilità e velocità di azione

“Per quanto riguarda l’assicurazione vita, le persone – soprattutto ora – ne avranno compreso il valore – affermano in coro Federica Pizzaballa Insurance Consulting and Technology Country leader Italy, e Vittorio Magatti, Director and Italy P&C Sales and Practice Leader di Willis Towers Watson – Non si può dare per scontato che si possano comprare in qualunque occasione e scenario: la pandemia crea e continuerà a creare instabilità. Molte persone che ne conoscono il valore ma potrebbero non poterselo permettere, specialmente se la copertura e, quindi, l’impegno fosse pluriennale. Una polizza vita flessibile – fornita dalle insurtech – potrebbe essere una risposta e tale flessibilità potrebbe essere gestita direttamente da una “APP”. I clienti di un insurtech, già in possesso di una polizza vita, potrebbero variare facilmente la loro copertura tramite questa APP in funzione dei loro bisogni e disponibilità, avendo sempre “in tasca” quello che meglio risponde ai propri bisogni. Tali coperture potrebbero essere offerte quantificando ogni anno il rischio e quindi il premio, anziché applicare una tariffa forfettaria per i successivi 20 anni. Le APP, inoltre, potrebbero anche aiutare nella sottoscrizione, ad esempio utilizzando le ultime soluzioni tecnologiche (c.d.” Internet of Thing” o “IoT”) per calcolare l ‘”età biologica” di un potenziale assicurato. Per l’assicurazione del ramo danni, la stessa idea di flessibilità è evidente. Abbiamo visto come, durante il periodo di lock-down, nessuno abbia tratto valore dalle loro coperture RCA. Ma se avessimo delle polizze attivabili o disattivabili con la semplice pressione di un pulsante su una APP, tale flessibilità potrebbe garantire un grande valore, poiché rispetterebbe le esigenze dell’assicurato. Infine, siamo tutti molto più consapevoli di quanto possa essere preziosa la copertura per “perdite pecuniarie”, con particolare attenzione alla copertura dei redditi, per esempio, per 2-3 mesi (d’altra parte una polizza in grado di far fronte ad una perdita di salario per più di qualche mese sarebbe molto costosa). Di nuovo e in conclusione, la flessibilità e la rapidità di azione con la quale un cliente di una insurtech potrebbe modificare la sua esposizione al rischio su una o più garanzie sarebbe d’aiuto in questo scenario e probabilmente anche dopo.”

La pandemia accelererà la digitalizzazione

“La pandemia avrà un forte impatto anche sul comparto assicurativo, soprattutto su quello più tradizionale. Ma ogni crisi presenta un’opportunità e credo che questa emergenza sanitaria farà da acceleratore esponenziale alla digitalizzazione del settore, che era già stata avviata”. E’ questa la convinzione di Enrico Vanin, Ceo di Aon SpA e Aon Hewitt Risk&Consulting. “Aon ha da tempo introdotto nel suo modo di fare business l’adozione di soluzioni innovative che utilizzano le più avanzate tecnologie, tra le quali l’intelligenza artificiale, grazie anche a partnership strette con realtà dell’insurtech. Alla base di tutto c’è l’elaborazione degli analytics, per conoscere meglio le esigenze dei clienti e poter sviluppare soluzioni sempre più tailor made in grado di portare benefici in termini di riduzione dei costi, una migliore consumer experience e più trasparenza. Da quando è scoppiata l’epidemia da Covid-19 si è riscontrato un sensibile aumento nella richiesta di prodotti assicurativi per la salute, così come per la copertura dell’annullamento di eventi da rischi di contagio, segno di una forte sensibilizzazione nei confronti della percezione del rischio e della necessità di assicurarsi. Si apre quindi una nuova sfida per la industry assicurativa, che dovrà mettersi in gioco per dare nuove risposte ai bisogni dei clienti, anch’essi sempre più digital. Aon è pronta a cogliere questa opportunità, potendo contare sulla piattaforma tecnologica Tsunami, di cui è proprietaria, che ci permette di offrire prodotti e servizi assicurativi e non sia al B2B che al B2C in svariati settori e network. La bancassicurazione è tra i comparti sui quali stiamo puntando di più negli ultimi anni e che sta crescendo ed evolvendo molto rapidamente. Tra i diversi prodotti e servizi offerti a questo comparto, quelli relativi alla tutela della salute attraverso il nostro network OneNet, con un sensibile incremento dei servizi di digital health, come quelli di telemedicina, che possono garantire un controllo costante dei soggetti più fragili, in presenza di malattie croniche”.

Una nuova relazione con il Cliente

Anche Luigi Onorato, Senior Partner Monitor Deloitte, concorda nell’affermare che “la crisi Covid-19 è da considerarsi a tutti gli effetti un fenomeno senza precedenti e, come ricordato da più parti, una crisi che non ha esperti e che porterà ad una ulteriore, repentina ed inaspettata evoluzione del modo di fare impresa e dei bisogni delle persone”. Ma quali impatti ha avuto la pandemia sul settore assicurativo? “La situazione Covid ha avuto un impatto immediato anche nel settore assicurativo – risponde Onorato. Le limitazioni di movimento e di apertura di Agenzie e Filali bancarie hanno portato alla contrazione delle attività commerciali, causando un calo della raccolta premi sia per il comparto Danni, sia per quello Vita, e la necessità di sostenere il canale agenziale, oggi sotto forte pressione. Allo stesso tempo, è stato necessario attivare in tempi rapidi soluzioni di lavoro da remoto sia per le funzioni aziendali che per la rete distributiva, oltre ad ulteriori soluzioni per garantire la business continuity. Infine, in prospettiva, si pone il tema del possibile impatto sui requisiti patrimoniali legato all’instabilità dei mercati finanziari, del rischio Paese e la difficoltà di assicurare i rischi, per imprese e consumatori legati al fenomeno Covid (es. le associazioni di categoria francesi e inglesi hanno stimato rispettivamente in 50 e 100 miliardi di euro il costo per gli assicuratori, qualora fossero stati chiamati a coprire le perdite operative delle aziende colpite dalla crisi Covid-19)”.
Onorato traccia due direttive strategiche per la gestione del coronavirus: in primo luogo “accelerare la trasformazione del business model, in molti casi già in atto, capitalizzando quanto fatto “con urgenza” durante la crisi”. E seconda cosa “giocare a pieno il ruolo sociale che spetta al settore assicurativo”. Questa accelerazione “deve avvenire lungo tutta la value chain: modello di offerta, distributivo, organizzativo, operativo e di servizio/ gestione del Cliente”. Per quanto riguarda la realzione con il cliente ci sarà una “nuova consapevolezza dei bisogni assicurativi e progressivo passaggio da un mercato trainato dall’offerta a un mercato di domanda; una spinta verso servizi innovativi e digital in logica di ecosistema in risposta alle nuove esigenze dei clienti (soluzioni digitali in ottica omnichannel); l’adozione di logiche di lavoro da remoto e potenziamento delle soluzioni infrastrutturali per garantire la business continuity; nuovi comportamenti digitali da parte della Rete agenziale con forte (e forzato) utilizzo di soluzioni digitali e di vendita da remoto e infine nuove logiche di relazione con il Cliente con aspettative crescenti sull’esperienza digital (ingaggio, velocità e facilità utilizzo)”.
Per quanto riguarda il modello dell’offerta, spiega Onorato, “le compagnie dovranno rispondere ai nuovi bisogni di un Cliente interessato a ricevere nuovi servizi a valore e anche in formato digitale, ad esempio tramite un arricchimento offerta salute anche con soluzioni digitali (teleconsulto, consegna farmaci a domicilio, kit distanziamento sociale, test di immunità) con particolare attenzione al target anziani; un potenziamento soluzioni per la casa, luogo sempre più nevralgico per le famiglie; lo sviluppo offerta auto telematica per garantire tariffe variabili ed erogazione di nuovi servizi che contribuiscano ad una riduzione dei costi (il 30% dei costi legati all’auto dipende dai comportamenti di guida e di questi il 55% può essere ridotto tramite l’utilizzo dalla telematica); l’ampliamento servizi per PMI e professionisti per garantire business continuity, gestione della sicurezza sul lavoro e supporto alla gestione delle crisi e maggior flessibilità delle soluzioni di risparmio per far fronte alle nuove esigenze di protezione e di liquidità”.
Relativamente al modello commerciale, è necessario “dare nuovo impulso alla digitalizzazione delle reti agenziali sia nelle fasi “core” della value chain sia nelle attività di supporto, training e controllo commerciale e disegnare nuove journey ibride (Digiali e Relazioniali) in grado di ottimizzare il rapporto con il cliente”.
Lato operations, ci sarà una remotizzazione del lavoro che comporterà “una revisione degli spazi, una definizione di nuovi «way of working» (Agile, Lab) ibridi e una revisione di costi anche in logica “Zero Based Budget” per evitare sprechi in iniziative che, visto il contesto, non possono essere intraprese
Infine, conclude Onorato, “il Sistema Assicurativo diventerà un interlocutore chiave per le Istituzioni per potenziare le capacità di prevenzione, fornire protezione e sicurezza da una parte, e sostegno agli investimenti necessari per un rilancio sociale ed economico veloce e sostenibile dall’altra”.

Assicurazioni e Insurtech chiamate ad elaborare nuovi modelli di rischio e di business

Carlo Alberto Minasi, Chief Innovation Officer Financial Services di EY, delinea tre tipologie di reazioni all’interno del comparto assicurativo a seguito della pandemia Covid-19. “La prima, adottata dalla maggior parte degli incumbent, si è concentrata sull’agevolare gli assicurati, sulla base di quanto fatto anche dalle banche per i mutui, sospendendo il pagamento dei premi e agevolando il riscatto per i prodotti vita. A tutela della propria customer base, le stesse compagnie, hanno emesso nuovi prodotti o inserito garanzie dedicate all’emergenza. Ad esempio, negli Stati Uniti, Allstate coprirà automaticamente i clienti che utilizzano i loro veicoli personali per consegnare cibo, medicine e altri beni a fini commerciali. La seconda reazione riguarda sia alcuni incumbent e sia la maggior parte delle insurtech che, pur soffrendo la congiuntura del settore, hanno provato a cambiare rotta velocemente elaborando, ad esempio, nuovi modelli di rischio in linea con i tempi. È il caso di RiskGenius Insurtech americana, che ha raccolto 60 milioni di dollari dalla sua fondazione e che utilizza l’intelligenza artificiale per rivedere rapidamente e accuratamente le polizze assicurative, per semplificare il lavoro di broker e underwriter soprattutto nel mondo delle coperture destinate ad aziende fortemente legate ad aspetti tecnologici. La terza reazione adottata dalle Insurtech più innovative e, da quanto so, da pochissimi incumbent riguarda la capacità di evolvere e cambiare il proprio modello di business sulla base del nuovo contesto socio economico. Pensiamo a Ping An, Compagnia cinese e più grande gruppo assicurativo al mondo per capitalizzazione in borsa, che, pur registrando un utile netto in diminuzione di quasi il 43% su base annua nel Q1 2020, ha registrato un aumento dell’utile operativo di oltre il 5% in relazione alle numerose misure adottate per mitigare gli impatti dell’epidemia COVID-19. Ma non solo, all’interno dell’app “Ping An Auto Owner”, che oggi conta 100 milioni di utenti, la Compagnia cinese ha subito lanciato “One-click Claims Services”, consentendo la risoluzione dei sinistri e dei reclami online in pochi minuti e azzerando il contatto fisico. Per non parlare della lotta diretta al COVID-19 grazie alla cooperazione del servizio Ping An Good Doctor con le provincie e il governo, che ha consentito di offrire consulenza online in tempo reale durante l’epidemia. Ultima iniziativa, ma non meno importante, il “Corona Virus Disease 2019 (COVID-19) smart image-reading system” sviluppato da Ping An Smart Healthcare, il team di assistenza sanitaria intelligente della controllata Ping An Smart City. Il sistema assiste i medici con diagnosi efficienti e accurate sfruttando i vantaggi di Ping An nel campo dell’intelligenza artificiale e sta aiutando a controllare l’epidemia attraverso diagnosi e trattamenti specifici ad personam. Dal suo lancio, il sistema intelligente di lettura delle immagini ha fornito servizi a oltre 1.500 ospedali. Migliaia di pazienti hanno ricevuto gratuitamente il servizio di lettura intelligente delle immagini delle radiografie, generando un responso in 15 secondi, con un tasso di precisione superiore al 90%”.

Secondo Minasi, “il settore assicurativo risentirà pesantemente dell’emergenza legata al coronavirus sotto diversi aspetti. Le grandi perdite “totalmente inaspettate” principalmente si concentreranno su 2 tipologie di coperture. Le coperture legate alla cancellazione di eventi che, tenendo in considerazione solamente Tokyo 2020 e gli Europei di Calcio, potrebbero costare alle compagnie più di 3 miliardi di dollari con alcuni riassicuratori come SwissRE che hanno già dichiarato di essere esposti ad una perdita di circa 250 milioni di dollari solo per quanto riguarda le Olimpiadi giapponesi. La seconda, l’assicurazione sul credito, fortemente impattata dal probabile fallimento di migliaia di PMI e alcune grandi aziende – basti pensare al comparto dell’aviazione civile – che potrebbe portare nel prossimo semestre ad un crescita esponenziale dei sinistri in un mercato che conta ogni anno 8,5 miliardi di dollari di premi, dei quali due terzi concentrati nel portafogli di 3 player. Per quanto riguarda le insurtech, la minaccia più grande sarà invece relativa alla liquidità e all’accesso al capitale di rischio, con sempre più fondi di Venture Capital e Private Equity che concentreranno i loro investimenti nel salvaguardare le aziende già presenti in portfolio. Infine, la vera sfida per incumbent e insurtech sarà intercettare la sensibilità assicurativa stimolata dagli eventi attuali. Parlando con diverse Insurtech, come ad esempio l’Italiana Lokky, mi è stato confermato che il traffico online, anche se principalmente in ottica informativa, è aumentato esponenzialmente. La grande rivoluzione, almeno in Italia, non avverrà però nel comparto retail e nel mondo salute, nell’ambito del quale, seppur bersagliato di critiche, il nostro sistema sanitario nazionale si è dimostrato efficiente per tutti. Arriverà, invece, dalle PMI e dai relativi imprenditori, che in milioni vivono il dramma della business interruption dovuta all’arrestarsi delle attività dovuto all’emergenza, o dall’aumento di attacchi informatici. Questa situazione sta creando la consapevolezza che l’assicurazione può essere un partner nei momenti di bisogno e, in un mercato come quelle delle PMI storicamente sotto assicurato in Italia, questa è un’occasione irripetibile per tutta l’industria assicurativa”.

“Ogni trasformazione genera nuove esigenze, nuovi mercati e nuove opportunità – aggiunge Francesco Pisapia, Partner EY e advisory insurance leader per l’Italia – Il settore assicurativo svolge una funzione importantissima nel mercato, rappresenta uno stabilizzatore dell’economia. Questa funzione per essere svolta necessità di operatori agili nel trasformarsi. Ecco perché i piani industriali delle compagnie saranno soggetti ad una revisione importante alla luce della disruption del Covid-19. Questo non deve far desistere le compagnie nell’investire in business e product model nuovi che possano avvicinare ancora di più le assicurazioni ai propri clienti e svolgere al meglio il ruolo a loro demandato.”

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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