Effetto Dunning Kruger, lo scontro tra ignoranza e conoscenza

Effetto Dunning Kruger, lo scontro tra ignoranza e conoscenza.

A chi non è capitato di volersi avventurare in un lavoro di bricolage in casa, magari aggiustando il rubinetto che perde o addirittura nel voler fare un lavoro di manutenzione più articolato. Spesso questa iniziativa è preceduta da una ricerca in internet e, dopo aver guardato un video di pochi minuti, ci si sente pronti ad affrontare il lavoro credendosi degli esperti.

Questo comportamento ha il nome dei due psicologi “effetto Dunning Kruger” che ne hanno testato gli effetti,  per cui le persone incompetenti sono incapaci di rendersi conto della loro incompetenza, o meglio, meno ne sai e più credi di sapere acquisendo poche informazioni. È un errore cognitivo causato proprio dalla scarsa conoscenza della materia per cui non si ha la consapevolezza della propria ignoranza, potrebbe anche essere paragonata alla over confidence in noi stessi riguardo al problema.
Se la persona in questione, decide in un secondo momento, di approfondire la propria ricerca sulla materia, documentandosi riguardo l’argomento, si renderà conto che la sua prima valutazione era del tutto superficiale e continuando lo studio, la sua percezione di essere stato presuntuoso aumenterà fino a capire di non sapere niente e questo sarà il nuovo punto di partenza per approfondire la conoscenza.

effetto Dunning Kruger

In questo periodo in cui tutti siamo bombardati da infinite informazioni tramite internet è facile cadere in questa distorsione cognitiva: e – book, video, blog, articoli di giornale e diventiamo subito degli esperti in qualsiasi argomento. Diventa difficile trasmettere una consulenza quando abbiamo a che fare con una controparte affetta da quella che viene definita – l’arroganza dell’ignoranza .

Dall’altra parte, il consulente, spesso cade nella – maledizione della conoscenza – per cui, essendo un esperto conoscitore dell’argomento si dimentica di come era prima di diventare tale e di come si è svolto il suo processo di apprendimento e comunica in maniera incomprensibile al cliente, usando acronimi, pseudonimi e inglesismi.

Lo scontro tra questi due errori cognitivi non permette certo una corretta comunicazione e inconsapevolmente si ha lo scontro tra ignoranza (inconsapevole) e apparente presunzione (conoscenza). Per ovviare a questo problema di comunicazione, il conoscitore della materia deve prima ascoltare il neofita e in un secondo momento, usando le sue parole, confrontarsi e approfondire l’argomento.

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Michele Clementi

Michele Clementi

Michele Clementi, dopo circa 15 anni di consulenza finanziaria per Azimut, ha deciso di lasciare la vendita e si è dedicato interamente a quella che era fino a quel momento una passione: la formazione. Professore a contratto presso l’Università di Bologna Facoltà di Statistica e docente professionista per i principali istituti di credito dal 2004, per materie finanziarie, assicurative e comportamentali

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