IA e Healthtech: casi d’uso

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IA e Healthtech: casi d’uso.

Da uno studio recente condotto dall’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, è emerso come il settore assicurativo sia tra i più attivi negli investimenti in soluzioni di intelligenza artificiale. Di IA e della sua applicazione nell’industria assicurativa e in particolare nell’insurtech si è parlato venerdì 28 maggio durante l’evento “Big Data e i nuovi confini dell’Healthtech” promosso da Fintech District nell’ambito di Talking Heads, ciclo di incontri dedicati all’innovazione finanziaria a 360 gradi. All’evento virtuale hanno partecipato Guglielmo Sanchini, Data Scientist presso Ibm, Lorenzo Frollini, founder di Flywallet e Giorgio Bramati, Chief Information Security Officer di Yolo.

IBM

Secondo Sanchini, “le migliori organizzazioni sono quelle data driven, ovvero che basano le decisioni sulle analisi dei dati”. Per Sanchini “l’intelligenza artificiale è importante ma non è facile sfruttarla. Un nuovo approccio che potrebbe risolvere questo problema è la data fabric. L’obiettivo ultimo è creare applicazioni che sviluppano l’IA in determinati settori”. In ambito healhtech, IBM ha lanciato un programma per aiutare i professionisti dell’industria sanitaria ad affrontare maggiori sfide con dati di IA e innovazione tecnologica. “Abbiamo realizzato un’app che analizza immagini mediche e combina ciò che estrae da esse con i dati presenti nella cartella clinica del paziente, dando supporto al medico nel processo, senza sostituire il professionista”.

Flywallet

L’IA è utilizzata anche da Flywallet, startup innovativa che attraverso la sua piattaforma digitale connette servizi di pagamento, mobilità e salute in un unico ecosistema. “Nel settore healthcare usiamo l’intelligenza artificiale per rilevare le impronte digitali e il battito cardiaco. Stiamo inoltre  lavorando per parlare con le blackbox in caso di sinistro”.

Yolo

L’insurtech Yolo, invece, sfrutta l’IA per rivoluzionare la distribuzione assicurativa. “Il nostro obiettivo è proporre la polizza giusta nel momento giusto. Ad esempio se un cliente si ferma per più di 20 minuti in un’area dove si trova un impianto di risalita, scatta la polizza per la protezione sci”.

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