Il governo si faccia carico di una maggiore educazione assicurativa

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Il governo si faccia carico di una maggiore educazione assicurativa.

Durante l’estate il Consiglio Europeo valuterà come strutturare il maxipiano di rilancio delle economie nazionali per rispondere alla crisi causata dal Coronavirus.

Sul tavolo ci sono 750 miliardi di aiuti con l’appellativo di Recovery Fund, in parte a fondo perduto, e forse l’Italia sarà tra i paesi membri quella che si aggiudicherà la fetta più grossa, anche se non sono ancora chiari come saranno distribuiti e soprattutto, restituiti.

L’obiettivo primario è aiutare le economie maggiormente colpite dalla pandemia, ma non secondario cercare di sconfiggere gli euroscettici e salvare il futuro dell’Unione Europea dissipando definitivamente i populismi e le campagne politiche incentrate sul referendum contro Germania e Francia, offrendo montagne di denaro o forse si potrebbe dire, comprando consensi.

La sfida che dovrà affrontare l’Italia, ricevuti gli aiuti, sarà quella di non perdere definitivamente credibilità tra scandali, appalti truccati, politici indagati, infiltrazioni mafiose, sperperi e soprattutto: spese inutili.

Le proposte? Il ponte sullo Stretto, abbassamento dell’Iva e le tasse in generale, per poi passare a proposte più o meno fumose e generaliste in qualche maniera legate alle nuove tendenze digitali.

Cosa ci insegna Thaler, premio Nobel per l’Economia? I governi possono essere gli architetti delle nostre scelte mediante delle iniziative pubbliche costruttive con l’obiettivo di migliorare i nostri comportamenti con una “spinta gentile”.
Nella fattispecie, in ambito assicurativo, si possono così riassumere i comportamenti degli individui nel prendere una decisione:

1 – secondo qualche criterio normativo che impone di prendere una decisione definita e precisa, come l’assicurazione per la macchina;

2 – grazie all’autocontrollo e razionalità. In questo caso facciamo riferimento al pianificatore seriale, che non ha bisogno di pungoli per prendere decisioni, sa pianificare il presente per raggiungere e proteggere obiettivi futuri;

3 – l’impulsivo, tali pulsioni possono essere generate da diversi fattori, e possono (non necessariamente devono) causare comportamenti di tipo irrazionali che contraddicono quello che è normalmente ritenuto corretto.

Se nel primo caso, la scelta è imposta in maniera coercitiva e nel secondo l’individuo ha il controllo delle scelte più efficienti per se, la sua famiglia e il suo lavoro, il terzo caso deve essere guidato in maniera gentile, perché la sua irrazionalità gli fa credere che “i contratti sono scritti in piccolo e comunque l’assicurazione non paga se mi capita qualcosa”. Eppure un italiano su due vorrebbe avere una assicurazione infortuni, quindi deve essere guidato creando una nuova consapevolezza assicurativa.

Thaler dimostra come le nuove generazioni, a cui è messo di default la partecipazione ad un fondo pensione nella prima busta paga, solamente il 4% lo disdice, mentre il 96% continua a versare parte della sua retribuzione mensile al fondo.

Questa è la strada: incentivando le coperture assicurative del Welfare, per quanto riguarda infortuni e malattia; mediante un ulteriore sgravio contributivo per il datore di lavoro, senza troppi paletti; un incentivo monetario per il lavoratore, prendendo in considerazione le fasce di reddito più deboli.
Considerando che siamo una popolazione che sta invecchiando e sempre più sola perché i figli per lavorare si allontanano da casa assecondando la flessibilità della carriera lavorativa, si potrebbe trovare una soluzione mediante le Long Term Care che ad oggi sono care per chi ha la pensione minima, offrendo la possibilità ai figli o più figli di prendersi cura dei propri genitori con sgravi anche a favore del datore di lavoro.

Si potrebbe prendere in considerazione una forma di finanziamento con garanzia statale per il pagamento dei premi assicurativi in caso di perdita del posto di lavoro, perché è quello il momento in cui siamo maggiormente vulnerabili.

Si potrebbe pensare a una struttura di polizze mutualistiche per i grandi gruppi industriali così da creare nuove strutture ospedaliere private dove sarebbe possibile strutturare anche asili e strutture per anziani.

L’Italia è un paese sottoassicurato rispetto ad altri paesi europei, per i soli infortuni non auto, i premi rappresentano meno dell’1% del Pil, mentre Spagna è al 2% e l’Olanda addirittura all’8%, Francia e Germania al 2,5%.

In questo senso, se nel finanziario ormai tutti i risparmiatori hanno compreso cosa sia la Mifid, nell’ambito assicurativo la IDD è ancora una sconosciuta.
Allora il governo deve farsi carico di una maggiore educazione assicurativa così come ha fatto per il finanziario perché i cittadini italiani sono vulnerabili. L’obiettivo deve essere quello di aumentare la consapevolezza assicurativa anche con importanti sgravi fiscali per le fasce più deboli così da traslare il rischio sociale dallo stato alla compagnia assicurativa.

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Michele Clementi

Michele Clementi

Michele Clementi, dopo circa 15 anni di consulenza finanziaria per Azimut, ha deciso di lasciare la vendita e si è dedicato interamente a quella che era fino a quel momento una passione: la formazione. Professore a contratto presso l’Università di Bologna Facoltà di Statistica e docente professionista per i principali istituti di credito dal 2004, per materie finanziarie, assicurative e comportamentali. https://www.percorsofinanza.it/

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