Il problema dell’accesso ai dati di bordo delle auto

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Il problema dell’accesso ai dati di bordo delle auto.

L’UE deve agire entro il 2020 per garantire parità di condizioni per l’accesso remoto ai dati di bordo delle auto. Questa la richiesta di  un gruppo di stakeholders, tra cui Insurance Europe, che rappresentano il mercato dell’assistenza post-vendita automobilistica.
In un manifesto, il gruppo di aziende ha elencato i bisogni degli stakeholders per poter continuare a fornire servizi e soluzioni competitive e innovative ai propri clienti.

Il primo punto prevede l’accesso in tempo reale e diretto ai dati generati dall’auto che non sono monitorati dai produttori. In secondo luogo, il gruppo di aziende chiede di avere una comunicazione bidirezionale con il mezzo e le sue funzioni, indipendentemente dal costruttore del veicolo e di garantire un’interazione remota sicura, protetta e indipendente con il conducente, utilizzando interfacce di bordo. Infine i richiedenti affermano la necessità di un software indipendente in esecuzione direttamente nel veicolo collegato in modo tale da elaborare i dati il ​​più vicino possibile alla sua fonte. Il tutto con il consenso del conducente.

Gli stakeholers hanno fatto sapere che tutto ciò sarebbe possibile utilizzando una piattaforma di accesso aperto nel veicolo (OTP) che supporterebbe anche i più alti standard in termini di sicurezza informatica e privacy dei dati e pertanto non costituirebbe un rischio in termini di sicurezza.

Tuttavia, test approfonditi hanno dimostrato che queste capacità non sono adeguatamente affrontate nel modello di accesso proposto dai costruttori di veicoli – il cosiddetto “veicolo esteso” – che convoglia tutte le comunicazioni per l’accesso remoto ai dati attraverso il server back-end proprietario del costruttore del veicolo. Di fatto, a causa dei suoi intrinsechi difetti concettuali, un simile modello potrebbe costare fino a 65 miliardi di euro stimati per i consumatori e gli operatori indipendenti entro il 2030.

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