Il ruolo del risk management nel governo della complessità

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Il ruolo del risk management nel governo della complessità.

In un contesto globale fortemente caratterizzato da una complessità crescente a livelli esponenziali delle realtà Corporate per via di molteplici fattori (evoluzione tecnologica costantemente disruptive, integrazione ed interconnessione sempre più spinte di mercati ed imprese, framework normativi che rincorrono in densità, non sempre in modo efficace o efficiente, i primi due) fare azienda deve potersi basare su paradigmi di governance e gestionali in grado di garantire allo stesso tempo la profittabilità dell’impresa ed il suo costante ed accorto controllo.

Queste due esigenze hanno una natura non sempre facilmente conciliabile: una governance asfittica ed un management oberato possono tradursi in processi aziendali meno agili con conseguente perdita di competitività mentre, all’opposto, briglie troppo sciolte da parte della prima ed eccessiva audacia del secondo possono lasciare il campo libero a decisioni avventate o non adeguatamente ponderate. In entrambi i casi il valore per gli stakeholder ne risulta intaccato o quantomeno non ottimizzato rispetto il rischio assunto: in poche parole il capitale viene sotto-remunerato. Questa eventualità risulterebbe particolarmente annosa alla luce di investitori sempre più attenti alla volatilità dei rendimenti ed al risk/reward ratio.

Date queste premesse, l’Enterprise Risk Management (ERM) rappresenta l’approccio più solido e strutturato per rispondere dunque alle sfide prima presentate. Mentre il tradizionale approccio di Risk Management si focalizza secondo una logica a silos sui diversi rischi specifici che interessino la realtà aziendale, l’ERM propone una visione unitaria ed olistica della medesima che si traduce in un corpo di procedure atte ad individuare e misurare sistematicamente l’esposizione al rischio dell’azienda proponendo dunque misure di mitigazione e gestione dell’intero portafoglio rischi (non limitandosi dunque ai soli assicurabili).

L’efficacia di questo framework risulta quanto più incisiva quanto più la figura del Risk Manager viene dotata e di trasversalità a tutti gli ambiti aziendali (per una continua mappatura dei rischi attraverso avanzate metodologie quali-quantitative) e di un adeguato livello gerarchico finalizzato sia alla proattiva proposizione di misure di gestione che alla diffusione di una vera cultura del rischio improntato sulla trasparenza e la consapevolezza da parte degli organi direttivi.

Questa figura quindi si evolve in quella di Risk Officer, passando dunque dalla funzione di consulto dei ruoli manageriali più tradizionali (con eventuali deleghe in ambito assicurativo) ad interlocutore obbligato degli stessi per la convalida delle operazioni vitali e per il supporto nell’adozione di misure volte alla gestione del rischio eventualmente necessarie. Le stesse misure che i Risk Officer, in virtù di expertise sempre più specializzati, sono in grado di proporre si evolvono dai classici prodotti assicurativi a soluzioni più avanzate (polizze parametriche, securitizzazioni, derivati o articolate risk financing strategies).

In questo modo il Risk Manager, ora Officer, ha modo di monitorare costantemente le capacità di Risk Tolerance aziendali e la compatibilità dell’operato del management con il Risk Appetite predefinito dagli stakeholder. Questi sono periodicamente aggiornati riguardo questi aspetti attraverso una puntuale attività di reporting che il Risk Officer mette in atto, andando dunque a fungere da medio tra le figure manageriali tradizionali e gli organi di governance. Mediante l’adozione di questa figura, il Top Management riceve un feedback immediato sulla ricaduta che le proprie decisioni hanno sul portafoglio rischi, consentendo dunque eventualmente tempestive ed efficaci azioni mitigatrici e, nei casi più estremi, anche la rinuncia a determinate iniziative nel caso in cui queste violino irrimediabilmente quanto la governance ritiene opportuno e proficuo per gli stakeholder.

Gli stessi organi di vigilanza ottengono una figura di riferimento direttamente operativa con cui interfacciarsi per avere costantemente il polso del portafoglio rischi che l’azienda stia affrontando, ricavandone una clinica insight senza andare in alcun modo ad intralciare o ad appesantire l’operatività del Management.

Flavio Tassielli, Senior Associate Strategic Risk Consulting di Willis Towers Watson Italia

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Willis Towers Watson (NASDAQ: WLTW) è una società leader a livello globale nella consulenza, nel brokeraggio e nell’offerta di soluzioni alle imprese e alle istituzioni di tutto il mondo, al fine di trasformare i rischi in opportunità di crescita. Nata nel 1828, Willis Towers Watson oggi conta 45.000 dipendenti in oltre 140 paesi e mercati.

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