Un indice d’imprevedibilità per monitorare l’evoluzione dei fattori di rischio

indice imprevedibilità

Un indice d’imprevedibilità per monitorare l’evoluzione dei fattori di rischio.

QBE Insurance Group ha creato un Indice d’imprevedibilità per consentire alle imprese di monitorare l’evoluzione dei fattori di rischio e disporre di indicazioni utili a determinare le decisioni manageriali.

L’Indice d’imprevedibilità è il risultato di un sondaggio condotto da QBE intervistando 1.314 manager di Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Danimarca che hanno contribuito a disegnare un quadro di che cosa è accaduto nelle rispettive imprese e nei propri Paesi nel trentennio 1987-201
Dalle risposte è emerso che in almeno 15 dei 30 anni intercorsi si è verificata un’evoluzione anomala delle cinque variabili considerate (aziendale, economica, ambientale, politica e sociale) con picchi di criticità nel 2010 e 2015. La ricorrenza statistica non ha tuttavia indotto le imprese a dotarsi di strumenti di analisi preventiva: solo il 17% compie regolari stress test per determinare la propria capacità di tenuta nel caso di eventi straordinari.

Politica fattore meno prevedibile

L’analisi condotta include in particolare un capitolo dedicato alla valutazione del rischio politico da parte dei manager britannici (che vedono la Brexit come un tipico esempio di evento straordinario). Non sorprende l’esito: la maggioranza (42%) considera la politica il fattore meno prevedibile dei prossimi dodici mesi; il 65% un rischio significativo per la propria azienda vista la volatilità dei mercati originata dalle incertezze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Una volatilità che rischia di impattare, seppur in misura ridotta, anche il mercato assicurativo italiano.

Ciclo economico preoccupazione principale

Il sondaggio ha infine indagato le prospettive nel breve e medio periodo. L’evoluzione del ciclo economico rappresenta oggi, pressoché ovunque, la preoccupazione principale: il 47% dei manager intervistati (il 54% in Italia) ritiene questo fattore il meno prevedibile nei prossimi dieci anni dopo essersi rivelato il più imprevedibile nei passati dieci. E se il 68% degli intervistati ritiene “prevedibile” lo scenario di riferimento dell’azienda per i prossimi dodici mesi, la quota scende al 37% se l’orizzonte si estende ai prossimi cinque anni e al 29% se si allunga la prospettiva a dieci anni.

La situazione in Italia

Se il focus si sposta sull’Italia, le incertezze crescono. “Ad oggi le aziende italiane restano tendenzialmente sottoassicurate nonostante aumentino le risorse destinate alla gestione dei rischi. Una condizione difficilmente sostenibile”, ha commentato Angela Rebecchi, General Manager di QBE Italia, “che dovrebbe indurre a riflettere”. In particolare dall’indice di QBE emerge che, in Italia, il 40% dei manager ritiene “imprevedibili” i prossimi 12 mesi e solo il 60% considera la propria azienda in una condizione di sicurezza. La quota scende al 45% se la prospettiva si estende a tre anni. Sette aziende italiane su dieci si dichiarano pessimiste sul proprio futuro.

“Il tema dell’incertezza è al centro del dibattito sulla gestione dei rischi ed effettivamente preoccupa non poco”, ha dichiarato Simone Jurina, Market Manager di QBE Italia. Ma qual è la soluzione? Secondo Jurina, “è necessario implementare procedure di prevenzione e monitoraggio. L’indice prodotto da QBE garantisce supporto alle imprese in quanto consente loro di monitorare l’evoluzione dei fattori di rischio e di poter così raccogliere indicazioni utili a formulare decisioni manageriali”.

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