Insurance and Finance Day: gli effetti della tecnologia sull’impiego 

Insurtech Industria 4.0

Insurance and Finance Day: gli effetti della tecnologia sull’impiego.

Il 18 maggio si è tenuto l’Insurance and Finance Day, organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope. L’evento ha visto la collaborazione di IGB (Insurance Gold Brokers), società di brokeraggio assicurativo e dell’Istituto di Ricerca su Innovzione e Servizi per lo sviluppo (CNR), oltre che la partecipazione di massimi esperti e docenti universitari del settore.

È stato messo in evidenza il ruolo dell’industria assicurative italiana, che dà lavoro a 300 mila persone e che si trova in una fase di transizione importante: la trasformazione tecnologica la sta infatti rimodellando.  L’innovazione infatti sta portando con sé notevoli vantaggi, come l’ottimizzazione dei costi o la differenziazione dei prodotti, ma anche nuovi pericoli per il mondo del lavoro.

Sono infatti stati discussi questi pericoli, precedentemente illustrati da Christophe Degryse, ricercatore dell’European Trade Union Institute (ETUI): primo tra tutti è la perdita di autonomia organizzativa del singolo lavoratore, dovuta al ruolo sempre più predominante delle macchine. Questa è una minaccia non indifferente, dato che negli USA è stata stimata come rischio influente sul 47% dei posti di lavoro, mentre in Europa su circa il 50%.

Un secondo pericolo deriva dai lavoratori dei paesi in via di sviluppo: molti infatti presentano lo stesso livello di istruzione di lavoratori nei paesi occidentali, ma, a causa del  costo della vita più basso, risultano essere molto più convenienti per i datori di lavoro, soprattutto in settori come l’informatica, dove è più facile e possibile svolgere compiti a distanza.

Terzo pericolo ad essere preso in considerazione nella giornata del 18 maggio è la cosiddetta polarizzazione della società: coloro che presentano skill medie, e di conseguenza medi salari, risultano essere schiacciati tra coloro che invece hanno un livello di istruzione basso e coloro che fanno parte di un’élite altamente qualificata.

Questi rischi contribuiscono a creare il più ampio pericolo derivante da questa estremizzazione tecnologica: la perdita di capitale umano, a favore delle macchine al centro dell’Industria 4.0. Si prevede che queste andranno a sostituire non solo lavoratori impiegati in mestieri prevalentemente faticosi, ma anche in ambiti professionali più qualificati. Le previsioni esposte al World Economic Forum indicano una stima di 5 milioni di occupati che potrebbero perdere il posto già prima del 2020. I settori più a rischio sono le banche, i call center e la contabilità. Si parla dunque anche di posizioni che prevedono un costante contatto con la clientela.

Per quanto riguarda gli impatti sull’economia, nel lungo periodo è previsto che gli effetti siano positivi: la scomparsa di alcuni mestieri sembra comportare la nascita di altri e si stima che entro il 2035 verranno creati 7 milioni di nuovi posti di lavoro in Europa.

Viene quindi chiamata in gioco l’Università, che dovrà essere in grado di formare persone capaci di muoversi in questo nuovo contesto su scala globale.

IGB si augura che il settore assicurativo possa avere una parte importante in questo scenario.

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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