Insurance telematics: cosa sta cambiando

Insurance telematics: cosa sta cambiando

Insurance telematics: cosa sta cambiando.

Le trasformazioni della mobilità, sempre più elettrica, connessa, autonoma, intelligente e condivisa, andranno a modificare gli equilibri di un intero sistema, settore assicurativo incluso. Pensando alle evoluzioni verso la guida autonoma (che riguarderanno inizialmente flotte e lunghe percorrenze di mezzi pesanti) si ipotizzano riduzioni
considerevoli degli incidenti: negli USA, dove ogni anno si verificano 1,2 milioni di incidenti gravi sulle strade, si ipotizza di riuscire a salvare, grazie all’intelligenza artificiale applicata alla mobilità, 585mila vite umane tra il 2035 e il 2045.

Per le compagnie assicurative diventa quindi necessario ripensare l’intera offerta in tema di copertura dei rischi auto. Già oggi oltre il 75% delle compagnie ritiene fondamentale lo sviluppo di competenze in ambito InsurTech, con un 52,7% che ritiene che queste competenze permetteranno di progettare prodotti e servizi personalizzati in modo rapido ed efficiente. I modelli assicurativi tradizionali diventeranno obsoleti. L’arrivo dell’auto a guida autonoma sposta una grossa fetta di responsabilità dal conducente al produttore. Inoltre, sulla mobilità condivisa non esistono statistiche consolidate: fino ad oggi un assicuratore, in assenza di informazioni dettagliate, avrebbe offerto polizze standard spesso onerose. Adesso, grazie alla telematica a bordo e alle black box, le compagnie
possono monitorare diversi parametri e tradurli in tariffe più dettagliate, personalizzabili e rimodulabili nel tempo.
Se fino ad oggi elementi recepiti dagli assicuratori per personalizzare le polizze sono stati il chilometraggio medio e gli incidenti, avremo in futuro (in parte, già oggi) un’offerta sempre più su misura, personalizzata per il singolo cliente. Le nuove polizze assicurative offriranno:

▪ Formule tariffarie a tempo o a chilometraggio (“Pay as you go”)
▪ Monitoraggio dello stile di guida con feedback in tempo reale al cliente
▪ Tariffe basate sullo stile di guida (“Pay how you drive”)
▪ Assistenza stradale automatica in caso di emergenza
▪ Notifica furto/ritrovamento auto
▪ Servizi assistenza/manutenzione compresi nella polizza
▪ Accesso immediato a tutte le proprie informazioni in caso di incidente.

Per compensare una tendenza alla continua diminuzione dei premi, legata alla competizione sempre più forte nel settore, le compagnie assicurative stanno puntando quindi verso la generazione di ricavi da servizi aggiuntivi (come assistenza stradale, assistenza telefonica avanzata, geolocalizzazione, informazioni sul traffico, accesso a
informazioni sul proprio stile di guida, polizze on demand attiviabili nel momento in cui servono, il tutto gestibile con un’app). L’ottica è mantenere la relazione con il cliente e diventare per lui l’interfaccia principale verso un’offerta sempre più ampia: Unipol, ad esempio, ha iniziato a offrire a Milano e Como un servizio di noleggio a lungo termine che include una polizza individuale tramite la quale i driver conservano la propria classe di
rischio. Sara, pensando agli scenari della mobilità condivisa e del car pooling, ha una soluzione che include la RC Terzi trasportati e ha lanciato una polizza a consumo che copre solo gli effettivi chilometri percorsi.
In Italia la crescita delle black box negli ultimi anni è stata molto elevata: il numero di dispositivi attivi sulle auto è 4,6 milioni (Ania, 2018) grazie principalmente allo sconto sulla  polizza (tra il 20 e il 25%) di chi decide di installare la scatola telematica sulla propria auto. Secondo Ivass, la popolarità delle polizze telematiche si sta  progressivamente estendendo a tutto il territorio nazionale, e nel secondo trimestre del 2017, il 19,6% delle polizze stipulate prevedeva l’installazione della scatola nera.

Fonte: “Connected Mobility Report 2018” di The Innovation Group

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