Insurtech, Boccadoro (AIBA Digital): “Social media importanti per il business degli intermediari”

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Insurtech, Boccadoro (AIBA Digital): “Social media importanti per il business degli intermediari”.

Una piattaforma web di interscambio per consentire ai broker di dialogare con le diverse Compagnie utilizzando un unico linguaggio informatico, senza intervenire sui sistemi gestionali già in uso. E’ questa la finalità ultima di AIBA Digital, progetto realizzato da AIBA Associazione Italiana Broker di assicurazione e riassicurazione. Diversamente da altre piattaforme, AIBA Digital è pienamente autonoma e indipendente  rispetto alle procedure informatiche utilizzate dalle diverse Compagnie. Concetto rimarcato dal Segretario Generale di AIBA, Antonia Boccadoro in questa intervista concessa d Insurzine. “Si tratta di una garanzia di indipendenza  del mercato del brokeraggio anche in ottica di integrazione digitale. Un grande interesse nel progetto è stato manifestato dall’Ania e, soprattutto, dalle compagnie che lavorano abitualmente con i broker, alcune delle quali, hanno già iniziato a utilizzare la piattaforma come strumento di interscambio dati con i Broker AIBA”.

“AIBA Digital – continua Boccadoro – è un servizio innovativo sviluppato in cloud e può essere utilizzato in ogni momento della giornata, con qualsiasi dispositivo, desktop, tablet o smartphone. Costituisce un grande passo avanti nei rapporti tra Broker e Compagnie, dove lo scambio di documenti è ancora largamente dominato dalla carta”.

Come funziona la piattaforma?

Lo strumento permette oggi di automatizzare lo scambio e la consultazione di estratti conto e quietanze in formato digitale, superando quindi le tipiche inefficienze di una gestione totalmente manuale: generazione del documento in formato elettronico dal sistema aziendale; verifica manuale della correttezza dei dati; spedizione del documento, solitamente via corriere, ma solo dopo averlo stampato (quietanze) o anche via fax/mail (estratti conto); ricezione del documento e verifica manuale della correttezza. Considerando il fatto che lo scambio di informazioni avviene tra un Broker e molte Compagnie, questa modalità operativa appare alquanto onerosa e anacronistica. Il sistema è già utilizzabile per lo scambio delle polizze con firma digitale e per gestire il registro dei reclami obbligatorio per gli intermediari assicurativi. La struttura della piattaforma consente alta scalabilità con integrazioni successive che potranno in futuro generare una vera e propria struttura di market place.

Qual è la peculiarità di AIBA Digital?

L’aspetto innovativo di AIBA Digital risiede nel processo di normalizzazione dei flussi che consente la trasformazione dei dati immessi, rendendoli leggibili dal sistema gestionale utilizzato dal ricevente. Ciò significa che, ad esempio, se una Compagnia carica sulla piattaforma il quietanzamento di una polizza, AIBA Digital converte il documento in un secondo file, con gli stessi contenuti di quello originale, ma secondo i parametri richiesti dal software gestionale utilizzato dal Broker destinatario.

Secondo lei quanto digitali e tecnologici sono gli intermediari italiani?

Rispetto ad altri settori l’industria assicurativa ha accumulato un certo ritardo nell’avvio della trasformazione digitale. La strategia digitale è una priorità e diversi operatori hanno già allocato somme significative in progetti di rinnovamento tecnologico, mentre altri lo stanno per fare. Il che porta a ritenere che il gap iniziale possa essere colmato in tempi brevi. Inevitabilmente, gli intermediari assicurativi hanno dovuto adattarsi ai tempi delle compagnie con le quali collaborano, pur essendo consapevoli che la loro crescita professionale sarà sempre più legata alle nuove tecnologie. I Broker dispongono di un patrimonio informativo di grande valore. Il problema che avvertono è semmai quello della gestione ottimale della massa di dati e delle informazioni che permetta di trasferire ulteriore valore ai propri clienti.

Per questo motivo credo non sia tanto importante misurare il tasso di alfabetizzazione digitale degli intermediari italiani, che peraltro mi sembra abbastanza buono, quanto evidenziare che il fattore decisivo è la capacità di comprendere le potenzialità e le funzionalità dei vari strumenti digitali, in modo da poter scegliere le soluzioni più in linea con le proprie ambizioni professionali e con gli obiettivi strategici.
Con un atteggiamento proattivo aperto alla conoscenza e incline al continuo aggiornamento, gli intermediari potranno continuare a crescere in un mercato sempre più competitivo, dove il capitale umano continuerà a fare la differenza.

Siamo in piena rivoluzione digitale. Tutte le compagnie stanno innovando i propri prodotti. Qual è secondo lei la tecnologia, tra quelle già esistenti, che più di tutte trasformerà drasticamente il settore assicurativo?

L’innovazione è sinonimo di cambiamento e siamo consapevoli di essere sulla soglia di una rivoluzione industriale 4.0 dominata dai nuovi paradigmi (Internet of Things, driverless car, peer-to-peer, big data, mobile app per la salute) applicati al mondo delle assicurazioni, chiamato a confrontarsi con l’aumento del volume di dati, lo sviluppo di analytics e delle soluzioni di business intelligence, ma anche con nuove forme di interazione fra uomo e macchina e sistemi di realtà aumentata. Fare delle previsioni è sempre un esercizio complicato. Tuttavia, da quello che si può osservare gli investimenti dei principali player assicurativi mondiali vanno sostanzialmente a premiare l’Internet of Things e l’intelligenza artificiale.

All’inizio dell’anno ha fatto scalpore la notizia della compagnia giapponese Fukoku Mutual Life Insurance che ha sostituito, prima al mondo, 34 dipendenti con un software di intelligenza artificiale. E questo non credo rimarrà a lungo un caso isolato. Lo scenario è sufficientemente chiaro. Da un lato, le imprese assicurative cercano di affidare all’intelligenza artificiale una serie di processi finora gestiti dall’uomo, mentre dall’altro lato sono messe sotto pressione dall’affacciarsi sul mercato di sempre più numerose startup tecnologiche. In tutto questo processo di innovazione tecnologica si inserisce la reale minaccia che caratterizzerà il prossimo futuro: il cyber crime.

Quali strumenti tecnologici deve saper utilizzare un intermediario 2.0?

Attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie le compagnie stanno ridisegnando i propri processi operativi, rivedendo gli assetti organizzativi così come gli stessi modelli di offerta. Gli intermediari devono tenere conto di questo processo in divenire, dove stanno cambiando i comportamenti dei consumatori che da un lato sono sempre più connessi, cercano l’accesso alla rete in ogni occasione e circostanza, e dall’altro desiderano la relazione personale. Ciò significa che gli intermediari dovranno cercare di costruire relazioni sempre più strette con i loro clienti e focalizzate sulla consulenza. A mio avviso gli intermediari, broker e agenti, dovranno principalmente dimostrare profonda conoscenza delle innovazioni in materia di comunicazione, cercando di trasferire anche ai propri dipendenti e collaboratori, la padronanza dei nuovi strumenti di gestione delle relazioni personali. In questo senso, i social media rappresentano una opportunità da cogliere, soprattutto in ottica di mantenimento e rafforzamento della relazione con i clienti.Sarà quindi necessario per il broker del futuro mantenere la relazione personale dotando il proprio cliente di servizi che passano per piattaforme digitali.

Secondo lei le Compagnie sono in ritardo nello sviluppo tecnologico?

Dicevo prima che le compagnie si sono mosse in ritardo provocando, a cascata, una partenza ritardata anche degli altri attori del mercato. Tuttavia, le imprese di assicurazioni più accorte hanno recuperato velocemente terreno e sono ben avviate nel processo di trasformazione tecnologica che sarà fondamentale per mantenere una elevata competitività, mentre altre faticano ancora oggi ad abbandonare i vecchi schemi, continuando a considerare i dispositivi digitali come strumenti di aiuto ai processi dell’azienda, e non come la base sulla quale costruire una strategia di sviluppo del business.

Con l’avvento delle nuove tecnologie (cognitive computing, Iot) non è a rischio la figura dell’intermediario?

Ogni volta che si affaccia qualche novità sul mercato si tende a prefigurare il rischio estinzione per gli intermediari assicurativi. L’innovazione è una opportunità e non penso che la progressiva digitalizzazione potrà mettere a rischio la figura del broker. In quanto intermediario di bisogni, piuttosto che di soluzioni assicurative, il broker continuerà a rimanere una figura centrale anche in un sistema assicurativo digitalizzato. Professionalità, specializzazione, flessibilità, competenza, conoscenza dei mercati, sono caratteristiche che fanno parte del bagaglio tecnico dei Broker associati AIBA che essendo in grado di valutare percorsi di mitigazione dei rischi maggiormente coerenti con le esigenze delle aziende, dei professionisti, della pubblica amministrazione e delle famiglie, resteranno una figura centrale del sistema assicurativo.
In questa fase di rapido cambiamento diventerà decisivo per i broker investire in competenze tecniche, conoscenza degli strumenti tecnologici di ultima generazione, in modo da continuare a fornire un servizio di consulenza indipendente volto a ottimizzare il costo del rischio, in una consapevole politica di mitigazione dello stesso. Ovvero, il reale valore del ruolo del broker.
Dal lato dei rapporti amministrativi con le compagnie, un sistema affidabile di reporting e di matching con il portafoglio, quale è AIBA Digital, può senz’altro costituire un utile strumento per valorizzare i portafogli gestiti da Broker in assenza di appesantimenti procedurali.

Quali progetti avete in cantiere per il futuro?

Il processo di trasformazione in corso apre le porte a diversi interrogativi che riguardano non solo l’industria assicurativa nel suo complesso, ma anche l’associazionismo. Tutto si evolve e nulla è impermeabile all’innovazione. Questa realtà in movimento va letta e interpretata se vogliamo continuare a rappresentare la pluralità dei broker associati, in un contesto che sarà molto diverso da quello attuale.
Sempre attenta ai segnali di cambiamento, AIBA ha affidato a una società specializzata la realizzazione di un vero e proprio studio di settore, un percorso di analisi e approfondimento sul mondo AIBA. Si tratta di un progetto impegnativo e dispendioso, ma indispensabile per poter misurare la percezione reale dell’associazione e le necessità più avvertite dagli associati, in modo da poter mettere in atto tutte quelle azioni necessarie ad anticipare la nuova realtà sempre più digitale e dotare l’Associazione di strumenti e servizi all’avanguardia che siano in grado di favorire l’ulteriore sviluppo delle già elevate professionalità che contraddistinguono i suoi associati.

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. E’ Direttore Responsabile di InsurZine. Dal 2016 fa parte dell’ufficio stampa del Gruppo Galgano.

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