Insurtech & Artificial Intelligence: luci ed ombre

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Insurtech & Artificial Intelligence: luci ed ombre.

Le compagnie assicurative si trovano ad operare in un contesto macroeconomico estremamente erratico (i.e. pandemia e conseguente lockdown, la popolazione sempre più longeva, rischi di credito, tassi di interesse estremamente bassi e margini operativi sempre più sotto pressione e a rischio erosione) e caratterizzato da sfide estremamente complesse (i.e. catastrofi naturali sempre più frequenti e distruttive, regolamentazione del settore sempre più stringente, concorrenza aggressiva da parte sia dei player storici sia dei nuovi “operatori”, clientela sempre più esigente). Uno scenario assicurativo che implica una necessaria evoluzione dei modelli di governance, delle competenze e dell’offerta attraverso l’utilizzo sempre più diffuso della tecnologia come leva strategica, la cosiddetta InsurTech.

Insurtech & Tech trend 2021

L’InsurTech è strategica ed abilitante in quanto – grazie all’impiego di dati, dell’Internet of Things (IoT), dell’Artificial Intelligence (AI), del Machine Learning (ML) e della Blokchain – può automatizzare i processi di business e predisporre offerte personalizzate sulla base dei reali bisogni della clientela. La tecnologia permette infatti di adattarsi al cambiamento e alle esigenze del mercato, garantendo la capacità di elaborare in brevissimo tempo una quantità enorme di dati. Questi saranno in grado di favorire processi di richiesta e gestione dei sinistri più rapidi ed efficienti, migliori servizi di consulenza sanitaria preventiva e una varietà di servizi assicurativi su richiesta, per soddisfare le aspettative da parte dei clienti e delle parti interessate  accelerando ulteriormente il processo di innovazione del settore assicurativo.

Vediamo quali sono le tecnologie che, anche nel 2021, caratterizzeranno il settore InsurTech.

  • Artificial Intelligence (AI) – Un sempre maggiore impiego dell’AI può sia migliorare la gestione dei sinistri sia modificare il processo di sottoscrizione, dal momento che si può accedere ai dati più velocemente e destinare l’”attività umana” per mansioni strategiche e a maggior valore aggiunto. Inoltre, sarà possibile migliorare l’attività di prevenzione delle frodi, di antiriciclaggio e offrire prezzi migliori alla clientela.
  • Cloud – Le compagnie assicurative che si affideranno interamente alla tecnologia cloud potranno sfruttarne la flessibilità ed offrire soluzioni atte a soddisfare le esigenze dei propri clienti, migliorando il rapporto con la clientela grazie anche a tempi più rapidi di evasione delle richieste.
  • Telematica – Le polizze auto continuano ad essere influenzate dalle capacità telematiche: nel ramo danni, la tecnologia incoraggia migliori abitudini ed impatta la modalità di relazione con i clienti, favorendo il passaggio dall’approccio reattivo a quello proattivo, in grado di ridurre i costi dei sinistri per gli assicuratori e di evitare l’aumento dei premi per la clientela.
  • Robotics Process Automation (RPA) – Evita all’essere umano task manuali e incombenze legate ad attività ripetitive. In particolare, la Robotic & Cognitive Automation (RC&A) permetterà di estendere l’automazione a processi e compiti ben più complessi delle attività ripetitive basate su regole e procedure predefinite (come quelle di back-office) riducendo, così, i costi operativi, i margini di errori e i tempi di svolgimento delle attività. Al contempo, le risorse saranno convogliate verso nuovi servizi e attività a maggiore valore aggiunto, richiedenti necessarie competenze specifiche.
  • Blockchain –È particolarmente vantaggiosa per i riassicuratori, in quanto in grado di ridurre al minimo i passaggi del processo ed i costi. Di fatto, contratti blockchain intelligenti utilizzati dai riassicuratori nel settore sanitario – ad esempio – potrebbero mitigare i costi e ridurre i tempi di verifica dei dati, della cronologia delle polizze e delle trasmissioni dei documenti.

Il processo di digitalizzazione ed automatizzazione in atto comporterà, altresì, saper gestire le implicazioni dei requisiti normativi esistenti e dei rischi di conformità che implica l’utilizzo della tecnologia che si basa sull’AI, unitamente ad una corretta gestione dei rischi e della conformità a normative stringenti.

InsurTech: non è tutto oro quel che luccica

L’InsurTech apporta benefici sia agli assicuratori sia agli assicurati, dal momento che permetterà al settore assicurativo di offrire servizi altamente automatizzati e competitivi soprattutto in termini di:

  • Personalizzazione – Offerte tailor-made indirizzate, soprattutto, ai millennial o altre fasce di età “digitali”, nel tentativo di soddisfare il loro desiderio di personalizzazione e flessibilità, dato che questa clientela sa di cosa ha bisogno, per quanto tempo e ricerca soluzioni adeguate subito disponibili. Le InsurTech, in questo senso, rendono possibile e facile soddisfare questo tipo di esigenze attraverso pochi click.
  • Assicurazione Peer-to-Peer (P2P) – Un prodotto conveniente che consente a un gruppo di persone di mettere in comune il proprio capitale, auto-organizzarsi e auto-amministrare la propria assicurazione. Il P2P fa appello ai consumatori esperti, che vogliono soddisfare le proprie aspettative in termini di trasparenza e di controllo nei confronti di una compagnia assicurativa. A differenza di quanto avviene tradizionalmente, non sono trattenuti i premi riservati dai sinistri (fondi residui), dal momento che nel P2P – nel caso in cui vengano presentati meno reclami del previsto – i premi possono essere condivisi da tutti i membri dell’assicurazione. La tecnologia blockchain e le criptovalute vengono utilizzate nei P2P per ridurre ulteriormente i costi di transazione, e per una gestione sicura del portafoglio digitale.
  • Riduzione dei Claim Conflitti tra assicurati e assicuratori possono portare alla cancellazione delle polizze a causa di rallentamenti o discussioni durante il processo di liquidazione. I clienti si aspettano una pronta reazione dalla loro assicurazione e la stretta aderenza alle polizze sottoscritte. Le richieste di indennizzo assicurativo, attraverso le modalità implementate dalle InsurTech, si traducono in esecuzioni automatiche immediate, in politiche di risarcimento maggiormente trasparenti e in un aumentano della soddisfazione del cliente.
  • Trasparenza –Nel processo di digitalizzazione e automazione è di fondamentale importanza la trasparenza dell’esecuzione. In tal senso viene in aiuto la blockchain che, trattandosi di una tecnologia crittografata, senza possibilità di modifiche successive, facilita la raccolta trasparente dei dati anche in conformità all’attuazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) nell’UE.

Vediamo invece quali sono le principali difficoltà che caratterizzano l’InsurTech:

  • Sfide per la privacy – Tra le maggiori preoccupazioni per le aziende basate sul digitale c’è la tematica della privacy. Molti utenti sono preoccupati per il modo in cui i loro dati personali vengono raccolti, in che misura e per quale scopo vengono utilizzati. Pertanto, l’InsurTech, come modello di business emergente, può sollevare tali preoccupazioni. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la personalizzazione delle polizze – che è una componente importante dell’InsurTech – è costituita dai dati personali. Ne consegue che le InsurTech devono essere in grado di progettare i propri servizi in modo da garantire la protezione dei dati, oltre ad essere conforme alla normativa del settore di riferimento per la raccolta degli stessi (ad es. Medicina, viaggi, proprietà immobiliari, ecc.).
  • Normative e regolamentazioni diverse –Le InsurTech dovranno essere in grado di soddisfare, altresì, requisiti normativi e regolamentari soprattutto per quanto riguarda il processo algoritmico (i.e. la valutazione e l’analisi del rischio e la determinazione dei prezzi).
  • Incertezza finanziaria –La bancarotta tradizionale di una banca nazionale o di una compagnia di assicurazioni, in generale, prevede l’intervento dei Governi sotto forma di aiuti finanziari.  Per quanto riguarda le InsurTech, essendo una forma fintech relativamente nuova, non è ancora chiaro se, in caso di difficoltà finanziarie, potranno ricevere fondi governativi. Si ritiene ci vorrà del tempo prima che questi aspetti vengano adeguatamente affrontati e regolati.

Riflessioni

Il mondo dell’InsurTech offre sfide competitive e opportunità di trasformazione e flessibilità rispetto all’offerta assicurativa tradizionale. Inoltre, l’adozione delle tecnologie implica un necessario cambio di paradigma, ovvero il passaggio da un approccio di risarcimento dei danni ad una prevenzione degli incidenti: lo scopo non sarà più di “penalizzare” i comportamenti a rischio, ma di intervenire su di essi, prevenendoli.

La strada resta tuttavia ancora lunga: il mercato assicurativo è solo ai primi passi della sua rivoluzione digitale. Lo sviluppo dell’AI ha bisogno di un supporto tecnologico che spesso manca alle assicurazioni. Pertanto, urge avviare un percorso di trasformazione digitale atto a gestire i dati a disposizione e a personalizzare l’offerta sulla base dei bisogni della clientela. Si tratta sia di integrare le nuove opportunità derivanti dagli sviluppi dell’AI sia di intervenire su alcuni aspetti della catena del valore e della relazione con i clienti.  

Ricordiamoci, inoltre, che un buon uso dell’intelligenza artificiale deve essere accompagnato da presidi di controllo e di verifica – da parte di chi se ne avvale – al fine di assicurare che sia i procedimenti sia i parametri adottati siano conformi alla normativa ed evitare qualsiasi forma di discriminazione, diretta o indiretta.

Una delle principali lezioni tratte dal contingente scenario pandemico è che le organizzazioni, che si muovono agilmente e in modo strutturato durante una crisi, sono destinate al successo: questo vale anche per il settore assicurativo, che dovrà dimostrarsi all’altezza, “sfruttando” la capacità di utilizzo dell’AI.  Solo le compagnie assicurative che agiranno in tal senso avranno le migliori possibilità di prosperare nel mondo post crisi.

Federica Maria Rita Livelli

Socio ANRA – Risk Manager & Business Continuity Consultant

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ANRA è l'associazione che dal 1972 raggruppa i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali. È il punto di riferimento in Italia per la diffusione della cultura del risk management in azienda, ed organizza attivamente incontri e corsi per la formazione dei professionisti della gestione del rischio, tra cui quello volto ad ottenere la certificazione europea RIMAP. L’Associazione conta ad oggi un network di oltre 600 Soci, che operano quotidianamente nella professione in aziende pubbliche e private che rappresentano circa il 25% del PIL italiano.

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