Insurtech, Bima conquista il mercato globale con le microassicurazioni per telefonia mobile

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Insurtech, Bima conquista il mercato globale con le microassicurazioni per telefonia mobile.

La startup svedese di insurtech Bima ha raggiunto, in soli sette anni, 30 milioni di clienti nei mercati emergenti, grazie all’utilizzo di una nuova strategia: lo sfruttamento delle tecnologie della telefonia mobile. Obiettivo di Bima è quello di offrire ai soggetti a basso reddito servizi di microassicurazioni, acquistabili direttamente dal dispositivo mobile con solo 1 dollaro al mese.

Attraverso questa nuova tecnica, scoperta nel 2007 dalla compagnia kenyana M-Pesa, Bima vuole offrire un servizio finanziario esclusivamente indirizzato alla tecnologia dei cellulari, con il quale le persone possono facilmente accedere al proprio account bancario e gestire le proprie attività.

Microassicurazioni per cellulare – L’avvio di Bima

Gustaf Agartson, fondatore e amministratore delegato di Bima, racconta al magazine online “Techworld” come ha avuto origine l’idea delle microassicurazioni mobile-only.

Nel 2010, Agartson si interessò al lavoro della compagnia kenyana M-Pesa.

“Mi resi conto che c’era molto da fare con la tecnologia dei telefoni cellulari nei mercati in via di sviluppo”, racconta Agartson. “Nei mercati emergenti, più del 70% della popolazione ha accesso ai telefoni cellulari, ma meno del 3% ha accesso a un’assicurazione. Vidi questo divario come un’opportunità”.

Nello stesso anno, Agartson decise di dare vita al progetto di Bima, che iniziò dapprima con il suo trasferimento in Ghana, un Paese aperto e disponibile al business delle compagnie straniere e base di Millicom’s tigo, uno dei principali operatori telefonici che supportò il lancio dei prodotti assicurativi. Da subito, Bima è nata con l’intenzione di fornire microassicurazioni, ovvero polizze sulla vita, incidenti e malattie, a persone con basso reddito: il 93% dei clienti di Bima infatti guadagna meno di 10 dollari al giorno. Primo risultato è stato la vendita di polizze assicurative del tipo “pay-as-you-go”, che permette di pagare la polizza trattenendo l’importo direttamente dal credito telefonico dell’utente.

Microassicurazioni per cellulare – Come funziona?

Si può usufruire dei servizi Bima previa registrazione sul sito, che può effettuarsi attraverso chiamata da cellulare o sms e pagando delle quote mensili che vengono addebitate direttamente sul proprio credito telefonico.

E’ possibile contattare Bima in qualsiasi momento per qualunque richiesta, chiamando il call centre, che fornirà tutta la documentazione e le informazioni necessarie riguardo, per esempio, i pagamenti, che mediamente si aggirano attorno ai 1000 dollari e possono essere effettuati tramite un account mobile o tramite assegno.

Negli ultimi anni, l’influenza degli smartphones è cresciuta rapidamente nei mercati dei paesi in via di sviluppo. Per questo motivo, Bima, sulla scia dell’innovazione tecnologica, sta progettando di passare al modello dell’app, appaltandone per il momento lo sviluppo.

Quando diedero inizio al progetto di Bima, in Ghana non c’erano ancora gli smartphones; “l’esperienza del cliente era basata sulla comunicazione a voce con noi, con sms o con Unstructured Supplementary Service Data, perché questo era quello disponibile al momento” spiega Gustaf Agartson. Il passaggio dal telefono cellulare di bassa qualità allo smartphone “ha creato un’opportunità per comunicare con i clienti in maniera diversa”.

Microassicurazioni per cellulare – Il modello di business

Per Bima è fondamentale l’elaborazione di un modello di business che sia sostenibile e che possa portare la compagnia a raggiungere i livelli più alti. Punti di forza sono il prezzo e la partnership con mobile networks che hanno molti clienti.

“Quello che facciamo è costruire, in ogni Paese, i nostri call centre e una rete di agenti sul campo, addestrati a vendere i nostri prodotti”, spiega Agartson. La condivisione dei dati con gli operatori telefonici, soci integrati nel modello business di Bima, è stata poi la chiave per il successo. Attraverso lo studio dei dati dei loro clienti, infatti, sono in grado di svolgere processi di segmentazione e targetizzazione, basandosi su caratteristiche specifiche, come ad esempio quanto credito ogni singolo utente carica sul proprio telefono al mese. Questo lavoro permette alla compagnia di elaborare offerte precise per ogni segmento del mercato individuato.

I network telefonici in cambio ottengono ricavi in forma di “finders fee” per ogni cliente registrato e la possibilità di  offrire ai loro clienti un servizio di valore aggiunto.

Microassicurazioni per cellulare – L’inclusione finanziaria

Bima non è solo business, ma anche portatrice di un’importante missione sociale: l’inclusione finanziaria. Obiettivo è quello di favorire l’accesso ai servizi bancari a soggetti (e organizzazioni) non ancora completamente integrati nel sistema finanziario ordinario, specie nei paesi in cui opera la compagnia, come il Bangladesh o il Ghana, in cui la morte improvvisa di un capofamiglia può spesso comportare la caduta in povertà dell’intera famiglia.

“Crediamo fortemente che offrire l’inclusione finanziaria e trovare una soluzione con modelli sostenibili e che diano profitto, possa dare a tutti libero accesso a soluzioni assicurative” afferma Gustaf Agartson.

Infine, Bima si è procurata un gran numero di finanziamenti esterni, con il fine di espandere i suoi prodotti sul mercato: Swedish fund Kinnevik AB e telco Digicel, suoi principali investitori, hanno assicurato più di 70 milioni di dollari.

Agartson non ha certamente intenzione di fermarsi: “Abbiamo intenzione di continuare a crescere e vogliamo espanderci geograficamente verso nuovi grandi mercati, come quelli indiano ed egiziano. Per noi è importante continuare a fare business e investire nei prodotti e nella costumer experience”.

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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