Insurtech, il Ceo di Irion, Alberto Scavino: “Data quality essenziale per le Assicurazioni”

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Insurtech, il Ceo di Irion, Alberto Scavino: “Data quality essenziale per le Assicurazioni”.

Secondo uno studio presentato un anno fa da Kaggle, la più nota community di data scientist al mondo, e intitolato “The State of Data Science & Machine Learning“, i dirty data venivano considerati dal 49,4% degli addetti ai lavori una delle principali problematiche in fase di gestione dei dati. Percentuale che saliva però al 57,5% se si consideravano esclusivamente i professionisti che operano nel settore assicurativo.

Con l’entrata in vigore il 1° gennaio 2021, della IFRS 17 per la contabilizzazione dei contratti assicurativi, la data quality (controllo e certificazione dei dati), quindi, diventerà ancor più prioritaria per le compagnie di assicurazione.

Su questo aspetto alcune aziende si sono mosse con anticipo. Tra queste Irion, software house italiana nata nel 2004. “Noi di Irion siamo da sempre consapevoli della fondamentale importanza della data quality, che da sempre è focus della nostra offerta – afferma in un’intervista ad Insurzine Alberto Scavino, CEO di Irion – è infatti essenziale determinare l’affidabilità dei dati di cui si dispone, per poterli trasformare in informazioni certificate e utili. Proprio per questo, le caratteristiche della nostra piattaforma di Enterprise Data Management e dei suoi Add-On specifici per il Data Quality Management, consentono di strutturare e ingegnerizzare il processo di elaborazione dei dati, permettendo il monitoraggio e il controllo nel continuo della qualità degli stessi”.

Parliamo della vostra piattaforma Enterprise Data Management. In che modo facilita la raccolta e l’integrazione dei dati per le Compagnie?

Irion EDM è espressamente concepito e costantemente migliorato per sostenere le aziende – in particolare le Compagnie assicurative – nella gestione integrata di tutte le attività “data centric”: un’unica piattaforma tecnologica offre funzionalità di mapping da fonti interne ed esterne, integrazione, data enrichment, verifica e miglioramento della qualità, data reconciliation, data discovery, data masking, analytics e machine learning (grazie alla presenza di R e Python). Attraverso la struttura consulting & solution supportiamo inoltre i nostri clienti con servizi finalizzati all’implementazione e integrazione di soluzioni basate sulla nostra piattaforma e business consulting (con una forte specializzazione nelle tematiche tipiche del settore insurance) per aiutarli a sfruttare al meglio tutta la potenza dei nostri strumenti.

Si parla molto di digitalizzazione delle piattaforme assicurative. A che punto sono le Compagnie?

In generale possiamo dire che le Compagnie in questa fase storica sono impegnate su più fronti: certamente la digitalizzazione è uno di questi, un fattore di vantaggio competitivo che presenta come tale rischi e opportunità. La sfida si gioca sicuramente sulle piattaforme, ma anche ad esempio sul machine learning. Certamente la velocità con cui ci si adegua o si anticipano questi fenomeni fa la differenza, ma d’altra parte e in parallelo le compagnie non possono tralasciare la crescente spinta regolamentare (IDD, GDPR, IFRS17, per citarne solo qualche caso). Vincono i player che riescono ad interpretare tutti questi fattori con una visione integrata: in questo senso la gestione “virtuosa” del patrimonio informativo aziendale è un elemento abilitante per la digital trasformation, la compliance, la data science.

I big del tech potrebbero ben presto far la loro entrata nel mercato assicurativo. Ritenete che abbiano un vantaggio, soprattutto in termini tecnologici, rispetto agli incumbent?

E’ difficile da dire in questo momento. Partiamo dalla considerazione scontata che è il mercato a riconoscere il valore dell’offerta: vince quindi chi esprime i prodotti e i servizi migliori, certamente attraverso le potenzialità del canale digitale, ma anche grazie alla qualità complessiva del servizio. In questo senso i newcomers del mercato Finance possono partire da condizioni di vantaggio su certe categorie di prodotti, magari più facilmente gestibili attraverso i canali digitali. Ci sono poi esempi in altri paesi, in particolare la Cina, di Compagnie che hanno puntato decisamente e con successo sul digitale: fatte le debite proporzioni, queste esperienze possono incoraggiare anche le nostre Compagnie a intraprendere o consolidare con determinazione questo percorso. Altri modelli che si stanno affermando si basano su ecosistemi che integrano contributi di compagnie tradizionali, partner tecnologici, insurtech, ma anche di altri attori, per esempio fornitori di prodotti o servizi in grado di generare una domanda di una soluzione assicurativa. Per quanto riguarda l’attenzione alla qualità e al governo del patrimonio informativo aziendale, gli incumbent – le Compagnie tradizionali –  possono vantare sicuramente un elevato grado di maturità, anche in conseguenza dei requisiti regolamentari (in particolare Solvency) cui hanno dovuto adeguarsi negli ultimi anni: quelle Compagnie che hanno saputo interpretare queste obbligazioni non come semplice assolvimento ma in modo più profondo e pervasivo dei processi, dell’organizzazione, della cultura aziendale, si trovano ora a poter giocare una carta importante in più nell’arena della competizione.  In ogni caso l’importante è che tutti gli attori o i sistemi che si presentano sul mercato possano giocare ad armi pari, almeno dal punto di vista del contesto regolamentare, che non vi siano cioè vincoli normativi che gravino solo sui player del business tradizionale e non sui chi si affaccia sullo stesso mercato pur con una connotazione originaria differente. Questa è una condizione necessaria per spingere tutti a migliorare la propria offerta a vantaggio del cliente.

Il futuro delle assicurazioni passerà per un’integrazione di servizi diversi?

L’Insurance è forse uno dei settori in cui un ecosistema si può sviluppare più facilmente: il business assicurativo è storicamente basato su un concetto di impresa estesa. Certo gli ecosistemi sono uno dei possibili scenari futuri. Uno scenario interessante anche per Irion: l’integrazione e la comunicazione delle informazioni tra più entità sono temi che le nostre tecnologie sostengono in modo efficace, agile e performante. Offriamo strumenti basati su un’architettura aperta, in grado di dialogare con altri sistemi aziendali, ad esempio attraverso un data service layer o esponendo API.

Irion ha altri progetti innovativi in fase di realizzazione pensati specialmente per il settore assicurativo?

Consideriamo le discipline e i processi di data management uno dei fattori abilitanti della digital transformation.  Con questo spirito stiamo proseguendo nel costante percorso di evoluzione della nostra piattaforma EDM e degli acceleratori RTG (Ready To Go). Nell’Irion Innovation Day, il nostro evento annuale di incontro e networking con i nostri clienti e partner, abbiamo annunciato un pacchetto di più di 200 nuove feature sulla sola piattaforma  EDM. Tra queste l’integrazione di Python in aggiunta all’attuale disponibilità dell’engine R. Consideriamo che più del sessanta per cento del lavoro di un data scientist oggi consiste nella raccolta, aggregazione, integrazione, pre-elaborazione dei dati da utilizzare per lo sviluppo e l’esercizio dei propri modelli. La presenza degli strumenti di machine learning e di data preparation in un unico ambiente integrato e “declarative” (una prerogativa specifica del nostro approccio al data management, che semplifica molti passaggi delle attività di trattamento dei dati) rappresenta un supporto importante in termini di efficienza sia in fase di realizzazione sia di esecuzione di una soluzione di machine learning. Siamo poi impegnati nel consolidamento di funzionalità già presenti, il cui impiego è reso ancora più necessario anche per ragioni regolamentari: ad esempio il nostro motore di data masking può essere impiegato convenientemente per implementare le misure di pseudonimizzazione dei dati strutturati, in particolare negli ambienti di sviluppo, test, preproduzione. Abbiamo inoltre lavorato molto per garantire alle nostre componenti di data management la flessibilità imposta dalle sfide sia competitive sia regolamentari che si presentano sempre più numerose e accelerate nel settore Finance: è da questo impegno che è nato Dots, un rivoluzionario strumento in grado di disegnare modelli attivi e dinamici di adaptive data governance.

Nella foto di copertina: Alberto Scavino, Ceo di Irion

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. E’ Direttore Responsabile di InsurZine. Dal 2016 fa parte dell’ufficio stampa del Gruppo Galgano.

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