Insurtech, l’italiana Axieme: “Vogliamo rendere le assicurazioni social”

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Insurtech, l’italiana Axieme: “Vogliamo rendere le assicurazioni social”

In una recente ricerca di mercato sul settore assicurativo, Accenture ha parlato di boom del modello peer to peer. Boom che interessa soprattutto le polizze vita e quelle auto. Non è un caso quindi se compagnie e startup abbiano deciso di puntare su questo modello. Le realtà nate negli ultimi anni sono molteplici. Da Friendsurance in Germania a Lemonade negli Stati Uniti passando per InsPeer in Francia.

Insurtech, il boom del modello peer to peer: il caso Axieme

Anche in Italia il fenomeno sta piano piano prendendo piede. Tra i capofila di questi boom c’è Axieme, realtà nata a Torino dall’idea di quattro persone, “Vogliamo far diventare le assicurazione social“, ci dice Edoardo Monaco, ceo di Axieme, “In realtà – aggiunge – non è altro che un ritorno alle origini”.

Partiamo dall’inizio allora. Da dove è nata l’idea di Axieme e chi ci lavora dietro?

D’accordo, partiamo dall’inizio. Pensiamo, ad esempio, all’idea con cui sono nate le assicurazioni, a partire dalla prime società di mutuo soccorso. Se andava a picco la barca di una persona nel paesino dei pescatori, la domenica c’era chi portava i chiodi, chi le assi di legno, chi la mano d’opera per far sì che la barca potesse tornare in acqua il lunedì e il malcapitato pescatore potesse continuare a lavorare e mantenere la propria famiglia.

Questo concetto di solidarietà funzionava bene ed è cresciuto fino ad arrivare alle grandi compagnie assicurative di oggi, ma nella dimensione odierna si è un po’ persa la connessione con gli altri; un gruppo, quindi, di persone percepibili e conosciute. Noi vogliamo ritornare a quel modello, integrandolo con l’ausilio delle nuove tecnologie.

Lo spunto è nato mettendo il naso fuori dall’Italia, dove già esistono esempi simili a questo. L’idea di fondo è cercare di alleggerire l’attuale sistema assicurativo e svecchiarlo, provando a renderlo più smart. Per quanto riguarda il gruppo, attualmente siamo formati da quattro persone: oltre a me ci sono Luca Pomo, Matteo Gallo e Marco Pollara.

In breve, che cos’è Axieme?

In breve si può riassumere dicendo che Axieme è un servizio che fa da tramite per fornire assicurazioni attraverso il meccanismo del peer-to-peer, ovvero da pari a pari. Siamo la prima piattaforma in Italia che assicura in modo “social” le communities e ci basiamo sul principio dei modelli economici emersi con l’avvento della Sharing Economy.

Axieme fa risparmiare perché acquisti la tua assicurazione con un gruppo di persone che hanno esigenze simili alle tue. In questo modo i rischi vengono ripartiti e se non accadano sinistri ottieni un rimborso. Minore sarà il numero di sinistri e maggiore sarà il rimborso, di cui si potrà esaminare l’andamento in totale trasparenza e in qualsiasi momento.

Ci teniamo a sottolineare, però, che non siamo una compagnia assicurativa ma un intermediario regolarmente iscritto all‘IVASS (Istituto per la vigilanza delle assicurazioni), per cui la polizza che ogni persona del gruppo sottoscrive sarà sempre con una compagnia primaria e l’assicurato non pagherà mai di più di quanto avrebbe pagato in una classica agenzia o su un sito di assicurazioni. Tutt’al più potrà ricevere un importo come rimborso – più o meno elevato in funzione dei sinistri – su quello che aveva pagato ad inizio anno. E questo nessun’altra agenzia glielo avrebbe concesso.

A che tipo di clientela vi rivolgete?

Ci rivolgiamo principalmente alle communities. Ognuno può creare un gruppo (noi le chiamiamo “cerchie”) e anzi, incoraggiamo le sinergie. Si può scegliere di entrare in una cerchia già esistente oppure crearne una nuova facendo aderire persone conosciute o con esigenze simili. Di solito le cerchie sono composte da gruppi di amici, colleghi, associazioni professionali, squadre sportive, ma non è esclusa nessuna categoria.

Per semplicità io faccio sempre l’esempio di un condominio. Due appartamenti identici. Al piano di sotto c’è una persona precisa e scrupolosa che chiude sempre il gas, le ante delle finestre e via dicendo. Al piano di sopra invece abita un distratto a cui capita di lasciare spesso l’acqua aperta e non curarsi delle eventuali perdite.

Se oggi queste due persone si presentano in un’assicurazione avendo la stessa metratura di appartamento, il preventivo sarà lo stesso. Con il nostro modello non sarà più così, perché la persona che abita al piano di sotto potrà finalmente condividere una cerchia con altre persone che hanno la sua stessa cura, e alla fine del periodo assicurativo potrà ottenere un rimborso proporzionato. Stiamo ricevendo già diverse richieste da communities con cui siamo in trattativa.

Che cosa significa quando affermate che volete rendere le assicurazioni “social”?

Qualcuno recentemente ha definito un “sogno” l’idea di rendere le assicurazioni social. Noi invece crediamo non solo che sia una realtà concreta, ma che ci siano anche i margini per lavorare e divulgare questi nuovi modelli in Italia.

In parole povere, a breve il nostro sito sarà strutturato come una specie di social network in cui si potrà trovare la community con cui c’è maggiore affinità. Una volta entrati nella community, l’aspetto “social” sarà ulteriormente incrementato dai criteri di trasparenza, cioè dalla possibilità di condividere le informazioni assicurative praticamente in tempo reale.

Quando parliamo di “affinità” non intendiamo per forza abitare nello stesso quartiere o essere parenti. Prendiamo l’esempio di un medico di Torino specializzato in una determinata disciplina, avrà sicuramente molto in comune con un suo collega di Brindisi e un altro di Roma con i quali potrà dare vita a una cerchia per la loro assicurazione professionale.

In questo modo si ritorna quindi a quello stato di prossimità e affinità da cui nel tempo ci siamo lentamente ma inesorabilmente allontanati con le attuali compagnie.

Quali sono i vostri prossimi passi?

A breve il sito nuovo sarà online e il passo successivo sarà l’inserimento di un rating associato al profilo di ogni singolo utente, basato sui sinistri accaduti in passato. Nel gruppo si condivideranno le informazioni con gli altri, in modo tale da poter garantire con assoluta trasparenza la possibilità di avere o meno un rimborso alla fine del periodo assicurativo. Il tutto ovviamente calcolato sulla base dei sinistri accaduti ai membri della cerchia.

Stiamo inoltre incontrando diverse compagnie assicurative che interessate al nostro modello ci stanno contattando per instaurare delle partnerships.

In che cosa vi differenziate dai vostri competitor italiani Darwinsurance?

Abbiamo avuto modo di osservare che dopo di noi sono apparsi diversi competitor sul mercato e questo ci fa certamente piacere, soprattutto perché vuol dire che il nostro modello funziona, o comunque ha le potenzialità per essere d’ispirazione anche per altre realtà.

Detto ciò, in una fase iniziale ed embrionale come la nostra è complicato capire concretamente quali siano le differenze più significative, perché si testano modelli e si fanno tentativi differenti. Tuttavia da quello che ci sembra di aver visto, loro probabilmente sono meno focalizzati rispetto a noi sul concetto di community, e inoltre non credo abbiano l’intenzione di creare un vero e proprio social network con un rating basato su algoritmi come il nostro.

All’estero ma anche in Italia il modello peer to peer per il settore assicurativo è esploso negli ultimi anni. Da Lemonade negli Stati Uniti a Friendsurance in Germania passando per InsPeer in Francia. Perché secondo voi questo modello sta avendo successo?

E’ una domanda interessante. Credo significhi principalmente due cose: il primo aspetto riguarda il consumatore medio, che prima in qualche modo si trovava “represso” dalle compagnie assicurative tradizionali; recenti studi mostrano come l’assicurazione sia infatti uno dei servizi più odiati dai consumatori. Questi modelli più agili sono il trionfo di Davide contro Golia, perché stanno riportando il consumatore al centro. Insomma, molto banalmente le persone tornano a essere protagoniste. Il secondo aspetto, nemmeno a dirlo, è chiaramente la possibilità di ottenere un risparmio attraverso il meccanismo del rimborso, per cui questi modelli sono vantaggiosi anche per le tasche degli assicurati virtuosi.

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Laureato alla Cattolica di Milano in Linguaggi dei Media. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. Nel mentre contribuisce alla realizzazione del magazine insurtech InsurZine. Dal 2016 fa parte dell'ufficio relazioni esterne del Gruppo Galgano.

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