Insurtech, Lemonade presenta i documenti per l’Ipo

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Insurtech, Lemonade presenta i documenti per l’Ipo.

L’insurtech Lemonade ha depositato presso la Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori, i documenti necessari per il lancio di una Ipo da 2 miliardi di dollari sul listino di New York. E fin qui, nulla di nuovo: il lancio della Ipo, infatti, era stato anticipato già un anno fa dal quotidiano economico israeliano Calcalist. L’aspetto più interessante della vicenda riguarda però i conti della società. Nella sua dichiarazione di registrazione, Lemonade ha dichiarato di aver registrato una perdita netta di 108,5 milioni di dollari nel 2019, più del doppio delle perdite del 2018. Al contempo, le entrate sono aumentate di tre volte nello stesso periodo da 21,2 milioni a 63,8 milioni.

Anche quest’anno le cose non stanno andando molto bene per Lemonade. Nel primo trimestre le perdite sono cresciute a 36,5 milioni di dollari rispetto ai 21,6 milioni di un anno fa. Le vendite, invece, sono più che raddoppiate a 26,2 milioni di dollari. L’impatto del coronavirus sui conti della società è stato attutito dalla tecnologia come ha spiegato Lemonade ai potenziali investitori. Infatti, tra i “dipendenti” dell’insurtech ci sono due robot “AI Jim” e “AI Maya” che aiutano Lemonade a registrare i nuovi clienti e gestire i sinistri.

Nel prospetto consegnato all’ente di vigilanza, i vertici dell’insurtech mettono le mani avanti: “Abbiamo una storia di perdite e potremmo non raggiungere o mantenere la redditività in futuro. Prevediamo che la nostra perdita netta aumenterà nel breve termine. Allo stesso tempo continueremo a fare investimenti per far crescere la nostra attività”. La società assicura che i suoi margini stanno migliorando grazie anche all’espansione dell’attività oltre i confini nazionali (Paesi Bassi e Germania).

In una lettera inclusa negli atti depositati, i fondatori di Lemonade hanno dichiarato di voler far parte della trasformazione che sta rivoluzionando il settore assicurativo. “Questa volta nessuna parte della catena del valore del settore assicurativo è immune: modelli di distribuzione, modelli di business, strumenti statistici, sistemi di gestione, strutture di costo, strutture aziendali, cultura aziendale, stack tecnologici, esperienza utente, canali di marketing, fonti di dati, utilizzo dei dati, valore proposizioni, capitale umano: tutto questo e molto altro verrà ribaltato.

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Redazione

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