Insurtech, Onorato (Deloitte): “Collaborazione possibile tra Assicurazioni e giganti del Tech”

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Insurtech, Onorato (Deloitte): “Collaborazione possibile tra Assicurazioni e giganti del Tech”.

“Il settore delle Assicurazioni non verrà fagocitato dai tech giant, quali Amazon, Apple o Microsoft. Anzi, l’arrivo di nuovi competitor rappresenta, per le Compagnie tradizionali, uno stimolo ad innovare”. A dirlo in un’intervista ad Insurzine è Luigi Onorato, partner di Monitor Deloitte che traccia un quadro generale del settore assicurativo. A cominciare dai numeri dell’Insurtech.

Ecco partiamo dai numeri

Vorrei iniziare da un dato. Nel 2014 le startup del settore fintech erano circa 700. Da allora il numero di startup è diminuito. L’anno scorso ad esempio ne sono nate solo 92. Ma di queste il 70% erano startup insurtech. Segno che esiste un grande interesse in questo settore. Un interesse confermato dal numero di investimenti: nel 2016 avevano raggiunto quota 1,4 miliardi di dollari, l’anno dopo 1,6 miliardi e anche il 2018 promette bene. Bisogna poi considerare un altro fattore. Gli investimenti in insurtech si concentrano soprattutto in startup late stage, già avviate e quindi più mature. Basti pensare che quest’anno gli investimenti in startup late stage sono stati il 64% in più rispetto al 2017. Ciò dimostra come il settore si stia interessando ad idee concrete. Per quanto riguarda il mercato italiano non ci sono numeri di riferimento. Va comunque segnalato che tutte le grandi compagnie presenti nel nostro Paese hanno al loro interno strutture dedicate non solo allo scouting ma anche alla gestione delle startup che vengono individuate come interessanti.

Qual è lo stato di salute del settore assicurativo in quest’era pervasa dalla digitalizzazione? E’ in ritardo o sta tenendo il passo?

Il settore assicurativo sta sicuramente tenendo il passo. Prova ne sono gli ingenti investimenti sia dal punto di vista economico che industriale. Al centro delle strategie delle Assicurazioni c’è l’innovazione e l’utilizzo intelligente delle tecnologie disponibili. Un esempio indicativo arriva dalla telematica, di cui il nostro Paese è leader con oltre 6 milioni di blackbox installate. Ora lo sforzo che devono fare le Compagnie è quello di trasformare le tecnologie in soluzioni che possono portare valore. Oggi le Compagnie stanno cercando di innovare i processi operativi per servire i clienti in maniera più efficace e veloce.

La possibilità, concreta, di un’entrata nel mercato di Amazon e altri big del Tech rappresenta un pericolo o uno stimolo per le Compagnie?

Tutti i tech giant stanno osservando con interesse il settore assicurativo. Una loro entrata nel mercato è una concreta possibilità. Per due ragioni: hanno capacità tecnologiche importanti e soprattutto possiedono una base clienti con informazioni dettagliate. I tech giant guardano alle Assicurazioni a 360°: dalla mobilità alla casa passando per la salute e il benessere. Se rappresentano una minaccia per il settore assicurativo? Non credo, anzi, ritengo che rappresentino uno stimolo per le Compagnie. L’entrata dei tech giant nel settore può portare a nuove forme di collaborazione. Amazon e compagni possono unire i loro big data alla capacità analitica delle Assicurazioni. Un matrimonio tra le due realtà è quindi possibile.

Nel settore assicurativo si parla sempre più spesso di ecosistemi. In futuro, si dice, le Assicurazioni non venderanno solo prodotti ma anche servizi collegati.

E’ probabile che sarà così. Nelle Assicurazioni sono presenti almeno 4 ecosistemi: mobilità, risparmio, casa, salute e benessere. Diverse Compagnie stanno pensando di estendere i loro bracci operativi su servizi non di natura assicurativa. Pensiamo ad un prodotto salute. Intorno si possono costruire servizi di prevenzione, assistenza, acquisto di prodotti collegati al benessere della persona. Bisogna però capire quale ruolo l’assicuratore vuole avere in questo ecosistema. Vuole essere protagonista o semplice coordinatore?

Quale sarà il futuro degli intermediari assicurativi a fronte dell’arrivo di nuove tecnologie quali l’intelligenza artificiale? Si parla già di broker/robot. E’ una professione a rischio?

Partiamo da un numero: in Italia la distribuzione diretta attraverso internet rappresenta il 3% di tutta la filiera distributiva. Secondo una nostra ricerca sul largo consumo, oltre l’80% dei clienti ritiene ancora necessaria la presenza di un negozio fisico. Oggi i clienti durante la fase d’acquisto hanno un approccio ibrido, nè totalmente digitale nè old economy, va a seconda dei momenti. Nel settore assicurativo questo aspetto è più evidente. Qui il distributore e in particolar modo l’intermediario svolgono un ruolo fondamentale per il cliente. L’intelligenza artificiale e le altre tecnologie possono essere utilizzate per migliorare la gestione dei processi e del cliente. Sono tutti strumenti che la Compagnia mette e metterà a disposizione dell’intermediario fisico. La nostra convinzione è che si andrà verso un modello ibrido con un intermediario consulente che utilizzerà le nuove tecnologie per soddisfare le esigenze del cliente.

La prossima sfida per le Assicurazioni sarà…

La vera sfida del futuro per le Assicurazioni è legata all’utilizzo intelligente dei dati. Le due startup nate all’interno del nostro programma di accelerazione e premiate nel corso del Deloitte Innovation Summit rispondono proprio a questa sfida. D.Automotive Telematics è un’idea che si rivolge al mercato del noleggio a lungo termine e propone, grazie ad un utilizzo innovativo dei dati, l’incentivazione di comportamenti virtuosi dei driver con benefici economici sia per la società di noleggio che per il cliente finale. Peer2Peer Insurance, invece, è un’idea che si colloca all’interno del processo di digitalizzazione del settore assicurativo attraverso il concetto di “Assicurazione social” che consenta la condivisione del rischio portando vantaggi sia in termini di costi per l’assicuratore e per l’assicurato, che di customer experience.

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. E’ Direttore Responsabile di InsurZine. Dal 2016 fa parte dell’ufficio stampa del Gruppo Galgano.

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