Insurtech, si avvicina la fase di disillusione degli investitori

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Insurtech, si avvicina la fase di disillusione degli investitori.

Ad inizio settimana abbiamo visto i dati del primo InsurTech Briefing del 2020 a cura di WillisRe. Il report ha evidenziato un leggero calo degli investimenti nel primo trimestre del 2020 rispetto all’ultimo del 2019, causato in buona parte dalla pandemia Covid-19. Quello che però attende il settore insurtech è uno scenario completamente diverso da quello vissuto negli ultimi anni. Andrew Johnston, Global Head of InsurTech di Willis Re ha affermato, infatti, che i prossimi dieci anni che ci attendono saranno una “nuova epoca” per le insurtech e le loro molteplici incubatrici.

In un colloquio con Insurzine, Federica Pizzaballa, Country leader di Insurance Consulting Technology (ICT) Italia, e Vittorio Magatti, P&C Sales and Practice Leader Italia, che hanno partecipato attivamente lato ICT nell’analisi e nella valutazione di molte di queste società insurtech all’interno di Plug&Play, affermano di concordare su questa visione di medio termine esposta da Johnston.

Secondo i due esperti, il ciclo di Gartner Hype può rappresentare la sintesi di questa nuova epoca (vedi immagine). “Attualmente ci sono un numero elevato di insurtech, la maggior parte di queste è in cerca di investitori e talvolta non hanno ancora prodotto significativi volumi di ricavi – spiegano Pizzaballa e Magatti – Le aspettative sono pertanto eccessive (“Peak of Inflated Expectation”) e la fase della disillusione è prossima: gli investitori stanno già cambiando le loro preferenze e scegliendo chirurgicamente su cosa investire”.

Willis Towers Watson, inoltre, osserva una decelerazione degli investimenti nel Q12020, trimestre ancora non soggetto del tutto all’impatto del Covid-19 su scala globale. “Tuttavia, il valore della tecnologia, specialmente quando risponde ad un’esigenza reale dell’industria ed adatta al raggiungimento di alcuni obiettivi di top o bottom line, non è mai stato percepito in modo così forte e questo determinerà il cosiddetto “Plateau of Productivity”, ossia un equilibrio dove investimenti e sviluppo saranno concordi e produrranno il valore che l’Industria assicurativa oggi percepisce e si appresta ad affrontare” concludono Pizzaballa e Magatti.

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