Insurtech spinge le compagnie a innovare

insurtech, cgpa

Insurtech spinge le compagnie a innovare.

Nel 2018 imprese e start up dell’insurtech hanno raccolto 4,5 miliardi di dollari contro i 2,22 miliardi del 2017. Nel quarto trimestre, in particolare, sono stati raccolti quasi 1,6 miliardi di dollari 63 startup. A rivelar è uno studio dell’Osservatorio di CGPA Europe che ha analizzato l’evoluzione dell’insurtech, settore in forte crescita.

Il 2019 sta confermando la tendenza. Nel primo trimestre le operazioni d’investimento sono state 85 (+35% rispetto al trimestre precedente) con una raccolta totale di circa 1,42 miliardi di dollari. Il secondo trimestre ha portato in dote alle imprese dell’insurtech quasi 1,41 miliardi di dollari e per il quarto trimestre consecutivo è stata superata la soglia di 1,2 miliardi di dollari.

Nella raccolta di capitali del 2019, gli Stati Uniti sono leader incontrastati (42%) seguiti da Regno Unito (16%) Cina (9%) e Francia (6%).

Sul fronte dell’operatività e dell’impatto sul mercato, l’evidenza primaria di questa fase è che gli operatori dell’insurtech stanno proponendosi come partner delle compagnie assicurative più che come concorrenti.

La conoscenza delle tecnologie digitali delle imprese insurtech e la capacità di farne il perno di un sistema di
business ha un potenziale valore strategico per le compagnie assicurative, sia nella fase di costruzione dell’offerta sia nella distribuzione. Stanno così crescendo gli accordi di partnership con le nuove imprese che contribuiscono all’innovazione dell’offerta delle compagnie, in termini di contenuti e formulazione (condizioni e procedure di sottoscrizione, personalizzazione, gestione dei sinistri ecc.), permettendo loro di rispondere meglio nuove attese dei consumatori. Sta insomma innescandosi un meccanismo virtuoso che può fare crescere il sistema assicurativo nel suo complesso.

Verso la semplificazione dei contratti: che cosa ci guadagnano gli intermediari

L’Osservatorio di CGPA Europe è stato accompagnato da uno studio sulla normativa in materia di semplificazione dei contratti assicurativi realizzato dall’Observatory on The Insurance Market dell’Università Bocconi.
Lo studio, curato da Patrizia Contaldo, direttore dell’Osservatorio, contiene un’analisi della nuova disciplina europea e nazionale, che ha introdotto modelli precontrattuali e stabilito i princìpi per la formulazione dei contenuti e la loro presentazione grafica. Prefigura, inoltre, gli impatti della normativa sull’attività di compagnie e intermediari professionali.
“La semplificazione è una tappa importante nell’evoluzione dell’industria contrattuale perché obbligherà le compagnie a ripensare la comunicazione dell’offerta”, ha dichiarato Patrizia Contaldo. “E’ una grande opportunità per imprese e intermediari professionali: la migliore comprensione di prodotti e condizioni d’offerta, favorita dai princìpi della nuova disciplina, può contribuire a ridurre la distanza tra bisogni dell’utenza e proposte dell’industria favorendo la diffusione della cultura assicurativa”
L’impatto della semplificazione dei contratti assicurativi è stato anche oggetto di una tavola rotonda, Consulenza e semplificazione: opportunità o limite? alla quale hanno partecipato vertici di gruppi agenti e delle associazioni di categoria dei broker: Luca Franzi de Luca, presidente AIBA, Luigi Viganotti, presidente ACB, Paolo Iurasek, vice-presidente ANAPA, Elena Dragoni, vice-presidente SNA, Donato Lucchetta, presidente Gruppo Agenti Cattolica, Salvatore Palma, vice-presidente vicario Gruppo Agenti Professionisti Cattolica, Laura Puppato, responsabile rapporti istituzionali di AGIT, Gruppo Agenti Groupama, Claudio Tomiato, Presidente Gruppo Intermediari Assicurativi Italiana, Massimo Uncini, presidente Gruppo Agenti Italiana Assicurazioni.

Calano ancora gli agenti italiani, ma la quota di mercato tiene

Come nelle precedenti edizioni, l’Osservatorio di CGPA Europe ha effettuato un’analisi demografica degli intermediari e andamento del business. La novità della sesta edizione è un confronto pluriennale tra quattro Paesi (Italia, Francia, Spagna e Germania) sullo scenario della distribuzione assicurativa che dà la misura di come sta cambiando il mercato.

Da segnalare, per l’Italia, il calo progressivo degli agenti passati dai 35.942 del 2013 ai 27.979 del 2018 mentre il numero dei broker è aumentato da 5.285 a 5.710. In calo (da 8.563 a 3.669) anche i produttori diretti, cioè gli intermediari specializzati nella commercializzazione a titolo accessorio di prodotti di assicurazione vita, infortuni o sanitaria, attività svolta in nome e per conto degli assicuratori che se ne assumono la responsabilità. In calo anche la bancassicurazione (da 653 a 467 operatori).

La flessione degli agenti ha solo in parte determinato un’erosione della storica leadership detenuta dagli agenti italiani nella raccolta dei premi dei rami danni (scesa dal 79,3% del 2014 al 77,3% del 2018) e non ha impattato sulla quota detenuta nei prodotti assicurativi vita (cresciuta, sia pure di poco, dal 12,8 al 13,4%). Pressoché invariate, nello stesso periodo, le quote di mercato detenute dai broker (in crescita dall’8,7 al 9% nei rami danni e dallo 0,6 allo 0,9% nel ramo vita).

“Le evidenze dell’Osservatorio confermano che, ovunque in Europa, sta aumentando la complessità dello scenario in cui gli intermediari professionali operano – ha dichiarato Lorenzo Sapigni, Rappresentante Generale per l’Italia di CGPA Europe – Imprese e famiglie, d’altra parte, hanno oggi più che mai bisogno di essere assistite nelle scelte assicurative. Per agenti e broker si stanno aprendo nuove opportunità che crediamo vadano perseguite incrementando la capacità di prevenire i rischi collegati.

Seguici sui nostri canali social: Facebook Twitter 

Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI

The following two tabs change content below.

Lascia un commento