Insurtech, alla scoperta di Spitch, l’azienda svizzera che vuole rivoluzionare il mercato del riconoscimento vocale automatico

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Insurtech, alla scoperta di Spitch, l’azienda svizzera che vuole rivoluzionare il mercato del riconoscimento vocale automatico.

“Ad oggi le tecnologie vocali all‘avanguardia che permettono alle aziende di identificare,  capire e servire i propri clienti in modalità automatica aumentando di conseguenza la customer  experience sono davvero poche. Noi siamo tra quelle”. Alexey Popov, è il ceo di Spitch,  azienda svizzera fornitrice di soluzioni basate su riconoscimento vocale automatico,  interfacce utente vocali e analisi dei dati vocali in linguaggio naturale. Tutte tecnologie incentrate sul facilitare l’automazione del knowledge work, uno dei trend più promettenti del prossimo decennio.
In un incontro con i giornalisti, Popov ha spiegato i punti di forza della società svizzera presente sul mercato italiano da ormai un anno e con sedi a Milano, Londra e Zurigo.

“A differenza di altre società noi non forniamo al cliente un pacchetto standard, ma creiamo su misura per l’azienda la tecnologia adatta al proprio business. E lo facciamo in time to market. In massimo due mesi noi diamo al cliente quello di cui ha bisogno e lo istruiamo per  utilizzare al 100% la nostra tecnologia”.

Una tecnologia che nasce in Svizzera e si avvale della collaborazione del’Istituto di  Linguistica Computazionale dell’Università. A realizzarla ci ha pensato il team Spitch di R&D che ha completamente ridisegnato la delivery delle tecnologie di riconoscimento vocale.

“La nostra mission – spiega Popov – è fornire un’elaborazione del linguaggio naturale precisa come parte dell’intelligenza artificiale per migliorare il servizio clienti e ridurre i costi. Vogliamo diventare leader mondiale nel mercato delle tecnologie vocali”.

Un mercato florido quest’ultimo, basti pensare che il 20% di tutte le ricerche su Internet effettuate nel 2016 sono state eseguite usando comandi vocali.

Insurtech, l’identificazione biometrica

L’identificazione biometrica è una delle punte di diamante di Spitch. Consente di identificare  un chiamante in tempo reale, e di eseguire quindi una verifica continua dell’identità nel corso della conversazione telefonica. Funziona sia per le conversazioni con un operatore di call center che per le chiamate elaborate automaticamente in combinazione con un IVR a navigazione vocale e self-service.

Secondo un recente sondaggio su oltre 100 funzionari di banca, effettuato nel corso del  webinar della British Banking Association (BBA), tenuto da Spitch il 24 gennaio 2017, il 54,1% dei professionisti finanziari ritiene che, per ridurre i costi e migliorare la soddisfazione dei clienti, l’implementazione combinata di identificazione del parlante, di verifica e di  automazione della risposta alle chiamate sarebbe prioritaria rispetto all’acquisizione di soluzioni singole.

“Le aziende che adottano l’identificazione biometrica – rivela Shoin Hatano, Business Development Manager di Spitch – hanno dei benefici immediati. Prima di tutto il tempo di  gestione delle chiamate si riduce fino al 30% consentendo una riduzione di costi fino al 15%.
In più l’80% del traffico in entrata può essere gestito in modo automatico”.

Una minaccia per gli operatori dei call center quindi? Non è proprio così. Spiega Natano. “Il 20% del servizio verrà svolto tramite un operatore telefonico che diventerà sempre più un consulente per l’azienda”.

I prodotti di Spitch sono rivolti a banche, call center, pubbliche amministrazioni, sanità e anche assicurazioni. Attualmente sono in corso trattative con alcune grandi Compagnie. “Puntiamo molto sul mercato italiano” ha fatto sapere Popov concludendo il suo incontro con la stampa. L’obiettivo minimo dichiarato è raggiungere i 5 milioni di euro di fatturato nel breve periodo.

 

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Laureato alla Cattolica di Milano in Linguaggi dei Media. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. Nel mentre contribuisce alla realizzazione del magazine insurtech InsurZine. Dal 2016 fa parte dell'ufficio relazioni esterne del Gruppo Galgano.

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