Insurtech, ecco come The Floow sta trasformando l’assicurazione auto attraverso la telematica

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Insurtech, ecco come The Floow sta trasformando l’assicurazione auto attraverso la telematica.

Il boom della telematica applicata all’auto è ormai una solida realtà. Lo confermano numerosi studi di settore, non ultimo quello di Octo Telematics, secondo cui la vendita di prodotti legati  alle auto connesse dovrebbe crescere di almeno quattro volte tra il 2015 e il 2020, aggiungendo quasi 149 miliardi di dollari di controvalore solo nel segmento auto.

Su questo business ha scommesso in tempi non sospetti, Aldo Monforte ceo e founder di The Floow, società inglese indipendente posseduta dal management team con partecipazioni dell’Università di Sheffield e Direct Line Insurance. Un mix interessante.

La storia di questa azienda insurtech inglese, ma con cuore al cento per cento italiano, ha inizio nei primi anni dieci del 2000 quando Monforte è direttore generale di Cobra Automotive Technologies (ora Vodafone Automotive ndr) società che progetta e produce apparati elettronici per la sicurezza dei veicoli e per lo sviluppo di servizi basati sulla geolocalizzazione sulla base delle tecnologie Machine to Machine.

“In quegli anni Cobra aveva sviluppato insieme a Generali il primo prodotto di guida driving behaviour” ci racconta Elisabetta Pizzini, Business Devolpment Director di The Floow. “Fino ad allora Cobra aveva progettato antifurti per le auto. Non interessava il dato in sé ma l’hardware da vendere. Aldo non la pensava allo stesso modo. Cercò di convincere l’azienda ad espandere il proprio business nei big data e negli analytics. Non ci riuscì. E così lasciò Cobra con l’intenzione di creare una società tutta sua”.

Insurtech, la storia di The Floow

Monforte aveva l’idea ma non l’algoritmo per svilupparla. La ricerca di qualcuno che fosse in grado di analizzare lo stile di guida delle persone in base a dei dati iniziò da Stanford dove Aldo aveva conseguito un MSC in Management. L’idea piacque ma non si trovò nessuno in grado di svilupparla. Caso volle che idee e competenze si incontrassero a Londra. “Qui – continua Pizzini – Aldo fece la conoscenza di Fabio Ciravegna, capo dipartimento Computer Science presso l’Università di Sheffield. Nell’istituto inglese avevano sviluppato un algoritmo in grado di analizzare i dati provenienti dai motori Rolls Royce per gli aerei. Aldo trovò quello che stava cercando”.

E’ il 2012. Monforte fonda The Floow. “Con due o – ci tiene a precisare Pizzini – in principio il nome della società doveva essere The Flow che significa corrente, flusso. L’idea era quella di un continuo fluire di creatività. Il nome però non potemmo registrarlo perché troppo comune. Allora visto che eravamo una startup insurtech decidemmo di aggiungere un’altra o. Come Google”.

Insurtech, i primi clienti

Le soddisfazioni arrivarono presto. “A fine 2012 partecipammo ad una gara internazionale per American Insurance Group e vincemmo.  Diventammo il loro provider di telematica”. E’ solo l’inizio. Racconta Pizzini. “Successivamente arriva Direct Line. Diventa nostro cliente. Poi nel giro di sei/sette mesi decide di comprare il 15% di The Floow”. E’ la svolta. L’azienda cresce, aumenta il proprio organico fino a contare più di 80 dipendenti. Il 70% sono Phd in Computer Science, Fisica, Statistica. Matematica e anche Psicologia. “Tra i nostri dipendenti c’è Lisa Dorne, professore associato presso l’università di Cranfield – spiega Pizzini – E’ la massima esperta mondiale di psicologia comportamentale del guidatore. Questo perché  riteniamo che il fattore umano sia la parte più rilevante del progetto”.

Insurtech, la mission di The Floow

Ma qual è la mission della società? “La nostra mission finale – spiega Pizzini – è avere una mobilità economica e sicura. Il nostro obiettivo è creare un circolo virtuoso in cui tutti gli attori si rendono conto di cosa deve essere messo in piedi per evitare i sinistri”.

Una mission condita da due aspetti peculiari. “La prima è che siamo una società completamente agnostica rispetto al device che raccoglie i dati. Ovvero noi analizziamo i dati forniti dalla macchina. Non produciamo hardware. Facciamo analisi”.

Da qui la creazione di una piattaforma di lettura dati adattabile per qualunque device in grado di raccogliere dati da sensori telematici siano essi uno smartphone, una black box o macchine intelligenti.

Insurtech, l’app XLNT Drive

“A inizio 2013 abbiamo realizzato un’app di lettura dati mentre a febbraio 2014 abbiamo lanciato con AIG Irlanda la prima polizza telematica supportata da XLNT Drive, app in grado di raccogliere  tutti i dati utili per analizzare lo stile di guida di un’automobilista con relativo punteggio. Il tutto attraverso l’implementazione di cinque/sei possibilità di algoritmo diversi”.

Ad oggi gli algoritmi riconoscono in base alla velocità se l’utente è su un treno (“Abbiamo mappato tutte le tratte ferroviarie” puntualizza Pizzini), su un battello, su una bicicletta e volendo su un aereo. Frodare il sistema è inutile. “Un integrity score ci permette di scovare chi tenta di manipolare l’app per avere un buon punteggio di guida”.

Il futuro di The Floow è roseo. E’ di marzo la notizia della raccolta da parte della società inglese di 16,6 milioni di dollari provenienti per la maggior parte da Fuson Group, gruppo di investimento cinese.

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Andrea Turco

Andrea Turco

Classe 1986. Laureato alla Cattolica di Milano in Linguaggi dei Media. Dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano nel 2012 approda a Termometro Politico e l’anno successivo a Smartweek. Nel mentre contribuisce alla realizzazione del magazine insurtech InsurZine. Dal 2016 fa parte dell'ufficio relazioni esterne del Gruppo Galgano.

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