Insurtech, studio Friss: “Trasformazione digitale ancora lenta nelle Assicurazioni”

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Insurtech, studio Friss: “Trasformazione digitale ancora lenta nelle Assicurazioni”.

La trasformazione digitale del settore assicurativo è in pieno svolgimento. Le compagnie di assicurazione, così come le banche e altri fornitori di servizi finanziari, stanno diventando sempre più aziende guidate dalla tecnologia. La digitalizzazione offre opportunità per aumentare l’efficienza, nuovi servizi e migliori relazioni con i clienti. Ma qual è lo stato dell’arte ad oggi? A tracciare una panoramica del settore assicurativo ci ha pensato FRISS, fornitore mondiale di soluzioni antifrode e sul rischio basate sull’intelligenza artificiale e destinate al mondo delle assicurazioni danni e sinistri, che ha pubblicato la “Digital Transformation in Insurance Survey 2018” (Indagine 2018 sulla trasformazione digitale in campo assicurativo). Al survey hanno partecipato oltre 170 professionisti del settore di diversi paesi nel mondo.

Assicurazioni e canali online

Secondo lo studio, lo sviluppo dei canali di distribuzione online dei prodotti assicurativi procede lentamente. Attualmente il 69% degli assicuratori ha una qualche forma di distribuzione online. Nella rilevazione del 2016 era del 65%. Fatti i dovuti conti, la crescita è stata solo del 4%. Poco se si pensa che due anni fa, il 25% degli assicuratori che non avevano ancora installato la distribuzione online, aveva dichiarato che lo avrebbe fatto entro 12 mesi. Così non è stato. Ora il 45% di questa platea afferma di essere intenzionato a realizzare un canale online entro il prossimo anno. Si vedrà.

Assicurazioni e customer experience

Sul fronte della customer experience, il 35% degli assicuratori dichiara di offrire attualmente la possibilità di copertura basata sull’utilizzo (ad esempio l’assicurazione auto) e il 34% sta lavorando su qualche forma di copertura su richiesta, ad esempio per quanto riguarda l’assicurazione di viaggio. Il 64% degli assicuratori sta iniziando questo sviluppo internamente. Gli altri stanno collaborando con un partner tecnologico specializzato. Il 25% degli assicuratori indica che non prenderanno alcun provvedimento in questa direzione nel prossimo anno.

Insurtech come motore dell’innovazione

L’88% degli assicuratori è convinto che l’insurtech offra grandi opportunità. Sebbene sia certamente possibile sviluppare autonomamente una tecnologia specifica, molte aziende preferiscono utilizzare l’esperienza di società specializzate per supportare la trasformazione digitale, ad esempio per lo sviluppo di applicazioni mobili, apprendimento automatico, intelligenza artificiale, bot o blockchain. La metà degli assicuratori ora sta lavorando su applicazioni insurtech o sta conducendo esperimenti con queste applicazioni. Il 19% sta già investendo in questo settore. L’11% degli assicuratori considera anche l’acquisto di società di assicurazioni per garantire continuità di manutenzione e innovazione.

Per quanto riguarda il rischio frodi, il 32% degli assicuratori afferma di utilizzare la tecnologia per prevenirli. Il 48% degli intervistati usa la tecnologia per determinare il livello dei premi e il 45% la utilizza per supportare la sottoscrizione.

Assicurazioni, screening video sempre più utilizzato

Lo screening visivo può essere molto utile per la gestione dei sinistri e la prevenzione delle frodi, come la valutazione automatica di foto e video di oggetti e danni. Il 29% degli assicuratori afferma di farne uso. Il 20% intende iniziare a utilizzare questa tecnica nel prossimo anno.

Assicurazioni, utilizzo blockchain ancora in fase embrionale

Negli ultimi mesi si è molto parlato di blockchain applicata al settore assicurativo. Il 44% degli assicuratori non ha ancora idea di cosa sia la blockchain e di come possa risultare utile per il proprio business. Gli assicuratori che l’hanno presa in considerazione pensano che possa essere utile per semplificare le transazioni, facilitare il processo di richiesta di risarcimento o ridurre le frodi. Il 21% sta pensando di utilizzarla Solo il 2% ha effettivamente iniziato ad applicarla al suo business.

 

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