Ivass, il presidente Panetta: “In Italia manca cultura assicurativa”

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Ivass, il presidente Panetta: “In Italia manca cultura assicurativa”.

Qualità, trasparenza, correttezza e confrontabilità. Sono i pilastri su cui si fonda la protezione del consumatore secondo le linee guida indicate da Fabio Panetta, direttore generale della Banca d’Italia e presidente Ivass, durante il convegno “Obiettivo protezione – La diffusione della cultura assicurativa in Italia e l’impatto dell’innovazione tecnologica” organizzato da Intesa Sanpaolo e tenutosi a Torino lo scorso 19 settembre.

Idd e novità normative

Per quanto riguarda trasparenza e correttezza, Panetta ha posto l’accento sulle novità introdotte dalla recente dalla Direttiva sulla distribuzione assicurativa (IDD) e dalle disposizioni attuative nazionali. “Le compagnie devono dotarsi di validi processi per la definizione di prodotti chiari e in grado di corrispondere alle effettive esigenze di protezione dei clienti (nel gergo internazionale Product Oversight Governance – POG), condividendo con le reti distributive l’adozione di procedure di vendita e post-vendita corrette e professionali – ha spiegato il numero uno di Ivass – In particolare, le imprese devono individuare la tipologia di clientela  alla quale è destinato ciascun prodotto e verificarne sistematicamente la rispondenza, anche nel tempo, agli interessi degli assicurati. L’interazione con le reti distributive può essere preziosa, originando uno scambio informativo costante tra clientela e imprese”. Uno scambio che secondo Panetta può favorire la consulenza di un esperto rispetto al “parere di milioni di incompetenti, raccolto ed elaborato sul web mediante qualche aggregatore automatico”.

In Italia manca una cultura e un’alfabetizzazione assicurativa

Sulla cultura assicurativa e la confrontabilità dei prodotti, Panetta invita le compagnie a mettere il consumatore nelle migliori condizioni per compiere scelte consapevoli. “Il compito non è facile: nel nostro Paese, che pure vanta un posto di primo piano nella storia della scienza assicurativa e della sua pratica, la cultura assicurativa è purtroppo ancora poco diffusa” afferma Panetta. “La maggior parte della popolazione italiana non percepisce il bisogno di assicurare sé stessa, i propri beni o i propri congiunti. La definizione di rischio, inteso come possibilità che si verifichi un evento futuro e incerto, la facoltà di coprire tale rischio o, ancora, la presenza di una serie di strumenti che si possono utilizzare per vivere con maggiore tranquillità, sono concetti ancora troppo spesso estranei al modo di pensare dei cittadini. Si acquistano polizze r.c. auto perché obbligatorie, ma pochi mostrano propensione ad assicurarsi contro infortuni, anche domestici, malattie, o per l’arrivo della senilità, per i danni che la propria abitazione potrebbe subire in caso di catastrofi naturali o per il danno che può causare il proprio animale domestico. Come rispondere? L’esigenza prioritaria è informare e formare i cittadini sul concetto di rischio”.

Italia, un paese sotto assicurato

Le parole di Panetta sono surrogate dai numeri, impietosi: nel 2018 gli italiani hanno speso 107 miliardi di euro in giochi e lotterie legali (più del doppio rispetto a 10 anni prima) a fronte di 17 miliardi di premi  del ramo danni-non auto. Non solo. In un paese come il nostro, esposto al rischio di terremoti e alluvioni, appena il 2,4 per cento delle abitazioni è coperto da rischi relativi a catastrofi naturali. Per di più, la diffusione territoriale delle polizze è inversamente proporzionale all’esposizione al rischio. Oltre ad una cultura assicurativa, manca, secondo Panetta anche un’alfabetizzazione assicurativa senza la quale la maggioranza dei cittadini non può comprendere i rischi che corre. “Per questo l’Ivass – rivela Panetta –  ha di recente avviato un progetto volto a sottoporre a un campione rappresentativo della popolazione italiana un test di alfabetizzazione assicurativa al fine di misurare conoscenze e competenze”. A questo proposito c’è una prima data sull’educazione assicurativa: si terrà il prossimo 9 ottobre, nell’ambito del mese dedicato all’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale;

La confrontabilità dei prodotti

L’ultimo pilastro concerne la confrontabilità dei prodotti assicurativi e lo sviluppo di strumenti che la favoriscano. “L’Ivass – dice Panetta – vede con favore iniziative del mondo imprenditoriale che, partendo dai dati disponibili al  pubblico  (KID,  documentazione  precontrattuale),  diano  vita  a osservatori, basi dati e altri strumenti di facile utilizzo che forniscano al consumatore la possibilità di confrontare caratteristiche, garanzie, costi, rischi e rendimenti attesi. Al riguardo, è in corso di realizzazione da parte dell’Ivass un progetto fortemente innovativo, finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico,  per  consentire di confrontare tutta l’offerta di  polizze r.c. auto (quello che  noi chiamiamo preventivatore), accessibile facilmente da qualunque tipo di “supporto” (computer, tablet, smartphone), gratuito, pubblico e vincolante per tutte le imprese e gli intermediari, relativo a una copertura che, per legge, la  più diffusa e  la  più nota ai  consumatori italiani. La  spinta comparativa  e la diffusione di una accresciuta cultura assicurativa determineranno, nelle intenzioni del legislatore e nostre, una maggiore concorrenza tra le diverse offerte e nuove spinte al contenimento dei prezzi r.c. auto.”.

Assicurazioni e tecnologia

La chiusura dell’intervento di Panetta è dedicata alla rivoluzione tecnologica che sta interessando il settore assicurativo. “La rivoluzione digitale – ammette Panetta – si è rivelata non una semplice rivoluzione tecnologica ma una rivoluzione “mentale” che ha cambiato il modo di pensare, la sensibilità, persino i gusti e i valori dei cittadini. I rapporti tra assicurazione e cliente stanno progressivamente transitando dal contatto fisico – secondo la famosa immagine dell’agente che passa a casa del cliente – al contatto telefonico, alla comunicazione via internet. È naturale attendersi che quando le nuove generazioni, native digitali, cominceranno a porsi i problemi assicurativi – auto, casa, figli, salute, risparmio – ne cercheranno la soluzione dove sono abituate a operare: sul web e nei social network”.

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