La blockchain un’opportunità per il settore assicurativo

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La blockchain un’opportunità per il settore assicurativo.

La Blockchain è un innovativo strumento tecnologico, capace di rivoluzionare il settore assicurativo. Ma sarebbe meglio dire dell’Insurtech, vista l’importanza che potrebbe avere.

Partiamo innanzitutto chiarendo cosa si intende per Blockchain, quali sono le sue caratteristiche e le sue concrete applicazioni. Al termine saranno evidenti i benefici che potrà apportare al sistema assicurativo.

Senza scendere in tecnicismi, è senza dubbio una tecnologia che consente la creazione e l’aggiornamento di un database condiviso di informazioni in maniera tale che ciascuna operazione potrà dirsi validamente compiuta solo se “approvata” da tutti gli altri utenti del sistema, o anche da uno solo, che definiamo “sovrano”. Qualsiasi transazione compiuta viene censita dal sistema, che le attribuisce una sorta di c.d. marcatura temporale, oltre a definire tutte le caratteristiche della stessa (parti, oggetto, etc.).

Va da sé, quindi, che la Blockchain è anche un valido strumento di certificazione, consentendo l’assoluta certezza delle operazioni in tutte le sue sfaccettature, ma non solo. Infatti, non solo consente la piena e completa tracciabilità di qualsiasi azione, ma impedisce anche che una qualsiasi operazione già compiuta possa essere modificata dopo la sua realizzazione.

Dunque, si atteggia a una sorta di libro giornale aziendale in grado di riportare dettagliatamente – e senza alcun margine di errore – tutte le operazioni commerciali compiute. Sono evidenti le ricadute sul business: basti pensare a una compagnia assicurativa che tiene traccia di tutti i contratti stipulati per mezzo dei propri collaboratori la quale, con l’introduzione della Blockchain, non dovrà più usare complessi gestionali.

Un modello come quello descritto viene definito Permissioned, distinto dal ben diverso Permissionless. Con il primo termine, si indica un sistema di Blockchain che vede un utente porsi al vertice della struttura di nodi e utenti – e quindi di polizze stipulate – che compone la stessa tecnologia. Una sorta di sovrano del sistema, come si diceva qualche riga più su, che, in ogni momento, è in grado di sapere con un semplice click quali polizze siano state stipulate, con quali premi, in che zona geografica o con quale classe di rischio, e – è meglio ricordarlo – senza che tutto ciò possa essere assolutamente modificato. A meno che non si decida di integrare differentemente il sistema, cosa sicuramente possibile.

Con il secondo termine, Permissionless, si indicano invece sistemi aperti a tutti dove vi è una equivalenza fra i nodi in quanto tutti hanno la stessa importanza.

È evidente che il primo modello fa al caso delle compagnie di assicurazione, degli intermediari più strutturati o delle società di Insurtech. Godere e fornire un servizio che consente la piena riconducibilità di un atto a un soggetto ben identificato, considerato il valore giuridico riconosciuto in via interpretativa e, a breve, per espressa previsione legislativa, è una garanzia di compliance ed efficienza.

Nessun rischio economico o di frode vista la certezza garantita dallo stesso sistema, il cui valore sarebbe in effetti riconducibile a quello della firma digitale, e con meno incombenze pratiche e costi di servizio.

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