La gestione del rischio nel 2021: quali sono le nuove sfide e le possibili soluzioni?

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La gestione del rischio nel 2021: quali sono le nuove sfide e le possibili soluzioni?

Gli eventi che hanno caratterizzato il 2020 hanno modificato il panorama dei rischi come mai prima. Nel pieno della pandemia Covid-19, le imprese hanno dovuto gestire gli effetti della recessione, gli effetti di politiche economiche protezionistiche, il cambiamento climatico e altre sfide non meno complesse.

È chiaro che il 2021 continuerà ad essere un anno difficile per il settore assicurativo e per i suoi clienti, in cui ci aspettiamo:

  • Un ulteriore peggioramento dell’andamento dei principali rami assicurativi, in particolare quelli con esposizioni legate al Covid-19, come la responsabilità civile degli amministratori (D&O), la responsabilità civile professionale, le coperture Property e Business Interruption.
  • Un’accelerazione nel ricorso a modalità alternative di finanziamento del rischio, comprese soluzioni strutturate, parametriche e di portafoglio.
  • Una maggiore pressione sugli assicurati per migliorare la resilienza dell’impresa in un quadro che includa una significativa conformità ai requisiti ambientali, sociali e di governance (ESG) e un’efficace gestione della continuità operativa.

I vaccini per il Covid-19 potranno raggiungere l’efficacia grazie ad un’ampia, se non universale, distribuzione globale entro il secondo o il terzo trimestre 2021. L’aspettativa generale è che a quel punto le attività commerciali e i mercati finanziari ritornino alla normalità. Ma l’avverarsi di tale aspettativa dipende molto dalla definizione che abbiamo di “normale”.

La pandemia Covid-19 e il suo impatto dirompente sul business accelererà gli sforzi di resilienza delle imprese e, sebbene l’idea di resilienza sia stata introdotta nelle aziende già da anni, il virus ha certamente aggiunto un maggiore senso di urgenza. Prevediamo quindi che il 2021 vedrà nuovi sforzi per costruire una reale resilienza nelle strategie e nelle attività aziendali e che tali sforzi non potranno però prescindere da un allineamento ed approccio combinato delle leadership aziendali in ambito rischi, finanziario e tecnologico.

I professionisti della gestione del rischio e gli altri leader aziendali si troveranno sempre più spesso ad affrontare rischi nuovi ed emergenti che possono andare da ondate di iper-nazionalismo e pandemie a rischi informatici, climatici e della proprietà intellettuale. Dopo aver esaminato questo panorama di rischio, traiamo alcune importanti conclusioni:

  • La determinazione della propensione al rischio e della tolleranza al rischio di un’azienda dovrebbe essere il primo passo per quelle organizzazioni che puntano all’ottimizzazione della gestione e del finanziamento del rischio, in un periodo con rischi in rapida evoluzione ed emergenti.
  • L’inasprimento delle condizioni del mercato assicurativo continuerà a caratterizzare le principali linee di copertura. Le imprese dovrebbero prepararsi individuando, analizzando e gestendo sia i rischi esistenti che quelli emergenti utilizzando tutti i necessari strumenti di analisi e consulenza. Le soluzioni alternative di trasferimento del rischio e le strategie assicurative captive non saranno più un lusso ma, in determinate circostanze di rischio, una necessità.
  • Le organizzazioni dovrebbero dotarsi di tecnologie, dati ed analytics per supportare le decisioni di gestione del rischio con una solida analisi, che dovrebbe abbracciare un panorama di rischi più ampio, dall’ESG ai rischi climatici, dai rischi informatici a quelli di continuità operativa. Allo stesso tempo, qualsiasi progetto che generi costi imprevisti o non preventivati sarà messo in discussione più severamente che in passato, a causa di una maggiore pressione per ridurre la spesa alla luce della pandemia e delle conseguenti implicazioni commerciali e monetarie.
  • Un modello ESG dovrebbe essere implementato come soluzione di base, insieme ai piani di gestione della continuità operativa, per far sì che le organizzazioni mantengano la loro capacità di resilienza.
  • Le organizzazioni dovrebbero comprendere le dinamiche che stanno alla base del mercato assicurativo in via di inasprimento e collaborare con i loro consulenti per progettare programmi di protezione ottimali, considerando un approccio al rischio in un’ottica di portafoglio.
  • Il management dovrebbe concentrarsi sull’aggiornamento della business impact analysis e rendere la supply chain più resiliente a sfide ed eventi dirompenti come pandemie e cambiamenti climatici.

Non si dirà mai abbastanza che il top management di un’azienda deve assumersi la responsabilità dello sviluppo, della comunicazione, del monitoraggio e dell’aggiornamento del quadro della propensione al rischio e della mitigazione del rischio all’interno di un contesto aziendale che riunisce la leadership del rischio, quella finanziaria e tecnologica. Questo sarà il fattore più importante che permetterà alle aziende di grande successo di emergere rispetto a tutte le altre.

Articolo a cura di Marc Paasch, Managing Director, Risk & Analytics, Western Europe,Global Head, Alternative Risk Transfer Solutions Global Head, Risk & Analytics Sales e di Vittorio Pozzo, Captive Advisor, Western Europe and Great Britain.

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Willis Towers Watson (NASDAQ: WLTW) è una società leader a livello globale nella consulenza, nel brokeraggio e nell’offerta di soluzioni alle imprese e alle istituzioni di tutto il mondo, al fine di trasformare i rischi in opportunità di crescita. Nata nel 1828, Willis Towers Watson oggi conta 45.000 dipendenti in oltre 140 paesi e mercati.

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