Le condizioni attuali del mercato assicurativo Financial Lines: come muoversi tra Hard Market e Covid-19

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Le condizioni attuali del mercato assicurativo Financial Lines: come muoversi tra Hard Market e Covid-19.

Nell’ultimo anno e mezzo gli operatori del settore assicurativo si sono trovati a fronteggiare il trend di mercato cosiddetto di “Hard Market”.

Il mercato assicurativo è ciclico ed è da sempre stato contraddistinto dai fenomeni di “Hard” e “Soft” Market.

Ma di che cosa si tratta in concreto e perché in questo momento?

Mentre in una fase “Soft” i premi assicurativi sono tendenzialmente contenuti, la capacità messa a disposizione dalle compagnie assicurative è elevata e le condizioni normative sono estese, in un regime “Hard” i tassi sono generalmente più elevati, la capacità viene ridotta ed i criteri di sottoscrizione sono più stringenti.

Il comparto Financial Lines, di cui fanno parte le coperture D&O, EPL, Rc Professionale e Cyber Risk, non è stato esente da questo cambio di rotta.

Il peggioramento del trend dei sinistri, sia in termini di gravità che di frequenza, è sicuramente una delle cause dell’attuale situazione di inasprimento delle condizioni.

Basti pensare che il numero di sinistri D&O notificati negli ultimi quattro anni è all’incirca raddoppiato rispetto al periodo 2007/2010.

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Come risultato gli assicuratori – sia a livello globale che nazionale – hanno adottato notevoli revisioni delle politiche assuntive, applicando importanti variazioni dei tassi al fine di ottimizzare la redditività dei portafogli, oltre ad apporre una maggiore attenzione nell’assunzione di questi rischi e, di conseguenza, una maggior richiesta di documenti e informazioni agli assicurati.

Su questo contesto ha influito in maniera decisiva anche la crisi legata allo sviluppo del contagio mondiale da Covid-19 che, come stiamo apprendendo da tutti gli organi di stampa, sta determinando notevoli impatti sull’economia mondiale e a causa del quale si temono pesanti effetti sui bilanci delle società, sia in termini di redditività economica sia in termini di solidità patrimoniale.

In particolare, si ritiene che possano essere in aumento i rischi connessi all’operato degli Amministratori, a cui viene chiesto di agire rapidamente per far fronte allo stato di emergenza, così da non pregiudicare la continuità aziendale e garantire la salute di tutti gli stakeholders.

In questo contesto di emergenza, i profili di rischio che si vengono a delineare possono essere diversi, come ad esempio:

  • L’adeguatezza e l’accuratezza dell’informativa al pubblico, in un ambiente finanziario/aziendale in costante cambiamento;
  • I doveri fiduciari, non essendoci un precedente per la maggior parte delle decisioni complesse che le aziende oggi si trovano ad affrontare;
  • Il bilanciamento delle esigenze e delle priorità dei principali stakeholders;
  • Il rischio di inosservanza delle nuove norme imposte in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro recentemente introdotte;
  • Il rischio reputazionale derivante da percezioni, fondate o meno, di come il management ha saputo rispondere alla pandemia.
  • La mancanza di pianificazione su come monitorare i sistemi e le persone in ipotesi di lavoro da remoto (es. smart working).

Per fronteggiare questa crisi, il mercato assicurativo ha come prima cosa identificato i clienti attivi nelle aree ad alto rischio, come ad esempio retail (ad esclusione dei supermercati), compagnie aree, trasporti, squadre di calcio e sportive in generale, centri commerciali, hotel, turismo e accoglienza ed automotive.

Partendo da questa mappatura, le compagnie stanno rivedendo approfonditamente la propria esposizione ai rischi – con particolare attenzione per le aziende quotate – e chiedono che la capacità prestata sia correttamente remunerata rispetto al rischio assunto.

Le difficoltà del mercato non si sono riflesse solamente in tassi più elevati ma anche in condizioni normative più restrittive rispetto al passato.

Sempre più spesso assistiamo all’inserimento delle c.d. esclusioni insolvenza e/o delle società con patrimonio netto negativo ed in alcuni casi anche dell’introduzione della specifica esclusione Covid-19.

In questo contesto la copertura D&O è sicuramente il prodotto che sta vedendo i maggiori incrementi in termini di tassi applicati.

Le variazioni a cui abbiamo assistito nel primo semestre del 2020 cambiano a seconda delle dimensioni dei clienti, vale a dire:

  • Small accounts (fatturato < € 250 milioni) incremento medio di circa il 15%, con picchi del 60% per clienti che operano nelle aree maggiormente colpiti da Covid-19;
  • Medium accounts (fatturato < € 1 miliardo) incremento medio di circa il 30%, con picchi del 100% per clienti che operano nelle aree maggiormente colpiti da Covid-19;
  • Large accounts (fatturato > 1 miliardo) incremento medio del 170%, con picchi del 300% per clienti che operano nelle aree maggiormente colpiti da Covid-19.

Inoltre, i settori maggiormente impattati dalla variazione dei tassi, come ci aspettavamo, sono quelli dei clienti considerati ad alto rischio, per via dell’attività svolta.

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Fonte: Eurostat, Newsrelease euroindicators, 121/2020, 31 Luglio 2020

Il trend di mercato si conferma dunque di difficile gestione e lettura.

La capacità messa a disposizione dagli assicuratori è in netta decrescita, con players che a causa delle guidelines fortemente restrittive hanno deciso di concentrarsi solamente sui rinnovi del portafoglio in essere oppure di non valutare affatto alcune tipologie di rischio (in particolare la polizza D&O).

Al ridursi della capacità i premi sono in netto aumento e per i settori c.d. “vulnerabili” la situazione è di grande difficoltà, siccome vi è uno scarso appetito assuntivo per aziende con problemi economici.

Appare pertanto fondamentale muoversi con largo anticipo nell’approccio dei rinnovi delle coperture di riferimento e confrontarsi con i propri consulenti assicurativi per essere in grado di reperire soluzioni alternative con discreto anticipo, nel caso di quotazioni non performanti da parte del mercato.

Jacopo Gamba, Junior Specialist Financial Lines

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Willis Towers Watson (NASDAQ: WLTW) è una società leader a livello globale nella consulenza, nel brokeraggio e nell’offerta di soluzioni alle imprese e alle istituzioni di tutto il mondo, al fine di trasformare i rischi in opportunità di crescita. Nata nel 1828, Willis Towers Watson oggi conta 45.000 dipendenti in oltre 140 paesi e mercati.

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