Le due facce della medaglia della Blockchain nel mondo assicurativo. Punti di forza e di debolezza della tecnologia più discussa del momento

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Le due facce della medaglia della Blockchain nel mondo assicurativo. Punti di forza e di debolezza della tecnologia più discussa del momento.

Correva l’anno 1369 quando a Genova il Doge Gabriele Adorno emana un decreto in cui vengono legittimate e regolate le assicurazioni, nate dalla necessità di proteggere i commercianti marittimi dal rischio di perdere il proprio carico a seguito di calamità naturali o attacchi di pirati.

650 anni dopo dalla nascita della regolamentazione delle assicurazioni, la tecnologia ha cambiato radicalmente ed in modo permanente quasi tutte le industry dal retail, all’automotive alle telecomunicazioni ad eccezione delle assicurazioni, un settore globale da trilioni di dollari che sembra essere ancora bloccato nel passato.

Nonostante l’aumento dell’offerta online e digitale, la maggior parte dei consumatori ricercano ancora il contatto fisico con l’agente per acquistare nuove polizze. Le polizze vengono spesso elaborate su contratti cartacei, il che significa che richieste e pagamenti sono soggetti a errori richiedendo quasi sempre la supervisione umana. Ogni fase di questo processo collaborativo rappresenta un potenziale punto di insuccesso nel sistema generale, in cui le informazioni possono essere perse, interpretate male e i tempi di liquidazione prolungati.

650 anni dopo la tecnologia blockchain, può rappresentare il catalizzatore di nuovi approcci su processi e servizi tradizionali del mercato assicurativo. Ovviamente la rivoluzione digitale guidata dalla blockchain non sarà un’impresa da poco. Le compagnie assicurative e le start-up che lavorano con la tecnologia blockchain dovranno definire il modello di business e di utilizzo della tecnologia oltre a superare gli ostacoli normativi e legali prima di creare una vera e propria disruption nell’industry.

Inoltre, a fronte di una serie di vantaggi conclamati, gli esperti sottolineano che, in un settore oggi lontano dall’abbracciare tecnologie di frontiera come il cloud, sicuramente esistono seri ostacoli nell’adottare una tecnologia “Data-intensive” come la blockchain.

La rivoluzione digitale guidata dalla blockchain

Negli ultimi anni, il mondo assicurativo, grazie alla diffusione delle nuove tecnologie, sta vivendo un momento di profonda trasformazione dei processi, dei modelli di business e dei prodotti offerti. Questa rivoluzione digitale è guidata dalle nuove tecnologie come l’IoT, il 5G, i Big Data, l’AI e la blockchain.

Alla base di quest’ultima tecnologia stanno nascendo diverse inziative come Insurwave, la piattaforma nata da una joint venture tra EY e GuardTime che sfrutta l’infrastruttura cloud Azure di Microsoft, gli standard di dati di ACORD e A.P. Møller-Maersk come utente pilota. Secondo le stime, Insurwave supporterà oltre 500.000 transazioni automatiche e contribuirà a gestire il rischio di oltre 1.000 navi commerciali nel primo anno dalla nascita.

Logicamente l’impatto della blockchain nell’ambito assicurativo non è limitato solamente al settore marittimo. Grazie alle possibilità offerte da questa tecnologia come l’utilizzo di smart contract, la trasparenza e immutabilità delle transazioni e la possibilità di integrazione con i dispositivi IoT, la blockchain può trovare diverse applicazioni come:

  • Individuazione delle frodi e prevenzione del rischio: grazie alla registrazione delle transazioni su un libro mastro immutabile, distribuito e condiviso tra tutti i partecipanti al network, l’utilizzo della blockchain consente di ridurre al minimo i possibili errori e le frodi. Secondo un report di McKinsey, circa il 5-10% dei reclami annui fatti agli assicuratori statunitensi sono fraudolenti e comportano un costo annuale di circa 40 miliardi di dollari, assicurazioni mediche escluse;
  • Gestione dei reclami e del processo di rimborso: particolarmente interessante è l’applicazione della tecnologia blockchain nel mondo Property & Casualty; a causa dell’elevato numero di parti coinvolte e dei documenti scambiati, l’utilizzo di un registro distribuito consente agli assicuratori e alle terze parti di accedere ad un pool comune di dati e informazioni in modo trasparente e sicuro, automatizzando i numerosi processi di scambio di dati ad oggi manuali, abbassando i costi, riducendo i tempi e migliorando il servizio clienti. Inoltre, è possibile utilizzare smart contract integrati con diversi sistemi e fonti d’informazioni (es. verbali di polizia, scatole nere, dispositivi IoT, ecc.) che, in base ai dati ricevuti in real-time, possono innescare in maniera automatica diversi processi come reclami, richieste di rimborso e pagamenti;
  • Gestione del processo di riassicurazione: tra le principali difficoltà dei contratti di riassicurazione vi è il calcolo dell’esposizione al rischio e quindi delle riserve da inserire a bilancio, la tracciabilità delle varie transazioni e dei trasferimenti tra i vari riassicuratori lungo l’intera filiera. Utilizzando gli smart contract si può semplificare enormemente il processo di scambio di informazioni e pagamenti tra i vari assicuratori e riassicuratori permettendo un’efficace tracciabilità storica dei dati e delle transazioni.
  • Procedure di KYC: il processo di on-boarding di nuovi clienti, sia corporate che retail, comporta una serie di procedure manuali di data entry che possono causare frustrazione per il cliente e rischi di incorrettezza dei dati. Automatizzare il processo di KYC utilizzando la blockchain permette al cliente di, una volta verificato il profilo, inoltrare i dati di KYC ad altre società per diversi contratti con lo stesso strumento, evitando di ripetere l’intero processo.
  • Ideazione di nuovi business model customer-centric: la blockchain, i dispositivi IoT e la connessione 5G sono tre partner perfetti che insieme possono dar vita a nuovi modelli di business innovativi customer-centric. Grazie ai Big Data generati dai dispositivi IoT, la valutazione del rischio di un cliente può essere effettuata in real-time piuttosto che basandosi sull’analisi di dati storici. Alcuni esempi di collaborazione tra blockchain e IoT nel mondo assicurativo sono:
  • Assicurazioni usage-based: nell’assicurazione auto ad esempio, i dati sullo stile di guida del conducente, i km percorsi, la velocità media, ecc. possono portare ad una profilazione molto più accurata del cliente, ad una migliore valutazione del rischio e quindi ad un pricing più preciso;
  • Clausole e condizioni dinamiche: integrando negli smart contract fonti dati esterne è possibile inserire delle clausole variabili che si aggiornano automaticamente in real-time con l’ultimo dato certificato disponibile, rendendo così il contratto dinamico ed auto-eseguente al verificarsi di determinate condizioni;
  • Smart-device e assicurazioni mediche: grazie alla diffusione sempre maggiore di smart-device che raccolgono informazioni sullo stato di salute di una persona come la frequenza cardiaca, il movimento, ecc., è possibile sfruttare la tecnologia blockchain per raccogliere queste informazioni in modo sicuro e utilizzarle al fine di valutare più attentamente il profilo di rischio degli assicurati, garantire un pricing corretto ed evitare comportamenti opportunistici.

La blockchain non è una panacea

In conclusione, la blockchain è sicuramente utile in situazioni in cui sono coinvolti diversi attori, c’è un rischio di manipolazione fittizia dei dati, c’è un alto tasso di frodi ed esiste un potenziale utilizzo multiplo dello stesso asset. Viceversa, se le transazioni coinvolgono solo un numero limitato di parti, non richiedono la presenza di un intermediario o se esiste già un intermediario riconosciuto dal mercato come affidabile, in queste condizioni la blockchain non è probabilmente la soluzione più appropriata. Infine, è importante considerare tre limitazioni di questa tecnologia:

  1. Scalabilità: la quantità e il peso dei dati prodotti dalla blockchain è in costante crescita data l’intrinseca caratteristica di immutabilità e impossibilità di cancellazione dei dati storici. È necessario quindi un sempre maggiore spazio di archiviazione;
  2. Sicurezza: a causa della relativa novità della tecnologia, tutti i rischi di sicurezza informatica non sono stati ancora analizzati e compresi nel dettaglio;
  3. Standardizzazione: nel mercato sono presenti diverse soluzioni tra di loro non comunicanti con conseguente duplicazione degli sforzi. Al fine di ridurre le inefficienze è necessario pertanto trovare uno standard comune fra tutti i maggiori player del mercato su cui convogliare gli investimenti.

Articolo a cura di:

Carlo Alberto Minasi – Head of Innovation dell’area Financial Services di EY 

Federico Thiella – Blockchain Analyst di EY e vincitore del “Bocconi for digital public administration award” in collaborazione con l’Agenda per la Trasformazione Digitale Italiana grazie ad una Blockchain per i notai

Foto di copertina: Digital Money Mining The Company Cryptocurrency Creative Commons Zero – CC0.

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