Le priorità del settore assicurativo, tra continuità di business e modernizzazione

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Le priorità del settore assicurativo, tra continuità di business e modernizzazione.

La storia del settore assicurativo risale a molti anni fa. Proteggersi dalle minacce è uno dei bisogni più antichi e primari, ne sono prova le prime e più arcaiche forme di assicurazione che risalgono addirittura al 2700 a.C., nell’antico Egitto.

Come ogni altro settore, anche le assicurazioni hanno vissuto una vera e propria rivoluzione in tempi più recenti, soprattutto sulla spinta della continua e impetuosa evoluzione tecnologica che ha ridisegnato processi che non è esagerato definire storici e consolidati.

Uno scenario generale in costante cambiamento ha spinto le assicurazioni a rinnovarsi profondamente, alla ricerca di soluzioni che consentissero di operare in modo più agile, rapido ed efficiente, per rispondere alle esigenze altrettanto mutevoli della clientela. Questo sta portando anche un cambiamento netto nella cultura aziendale, nell’ottica di una maggiore collaborazione tra reparti un tempo separati, dell’adozione di strumenti e paradigmi di comunicazione differenti e dell’emergere di competenze nuove, non solo specialistiche, ma legate a una visione di insieme, del business ma anche del rapporto con i clienti.

Recenti ricerche condotte da IDC in Europa hanno indicato come le principali priorità delle assicurazioni siano orientate all’innovazione, ossia al lancio di nuovi prodotti e servizi, e ai clienti, per attirarne di nuovi e fidelizzare quelli già acquisiti. Lo scenario attuale di emergenza sanitaria ha fatto il resto, ponendo un’attenzione ancora maggiore a queste necessità e accelerando la spinta alla digitalizzazione, soprattutto dei processi e della forza lavoro, con impatti notevoli sull’operatività e sui sistemi interni, per ogni singolo player, dal più grande a quello più di nicchia.

Di colpo, le operazioni si sono spostate su piattaforma digitale, ponendo agli operatori del settore la sfida di un continuity plan che in molti casi andava ben oltre tutte le possibili simulazioni effettuate. Basti pensare alla gestione dei call center, che da un giorno all’altro sono dovuti diventare virtuali.

Nell’ottica della continuità di business, le assicurazioni si sono mosse in ordine sparso, facendo tesoro delle infrastrutture informatiche in essere. Chi aveva già investito sul digitale si è trovato avvantaggiato, come chi poteva contare su piattaforme aperte alla collaborazione di terze parti, per loro natura più agili e flessibili.

La ricerca contingente delle continuità non deve però mettere in secondo piano l’altra grande tendenza emersa negli ultimi anni nel mondo assicurativo, quella della modernizzazione dei sistemi core. Proprio perché si tratta in molti casi di imprese di lunga data, spesso cresciute per fusioni e incorporazioni, le grandi realtà assicurative si contraddistinguono per un panorama infrastrutturale complesso e articolato, frutto di investimenti effettuati in modo graduale nel tempo, tipicamente rispondendo a esigenze puntuali. Ed è un panorama che lascia ampio spazio all’ottimizzazione e all’adozione di infrastrutture di nuova generazione che permettano di rendere i processi più agili e snelli, oltre che più efficaci, scegliendo il cloud quando necessario, ma sempre in un’ottica di apertura.

Filippo Crea, Sales Specialist Finance, Red Hat Italia
Filippo Crea, Sales Specialist Finance, Red Hat Italia

Uno degli aspetti critici spesso evidenziati in ogni processo di digitalizzazione è il lock-in legato alla presenza di soluzioni proprietarie, che non offrono la flessibilità e l’agilità per competere con successo in un panorama dinamico e variegato come quello attuale, in cui ai player storici si affiancano realtà di nuova generazione che sfruttano tecnologie avanzate, solitamente aperte, per progettare e lanciare di servizi altamente tecnologici e personalizzati, potendo godere di livelli di efficienza e flessibilità sconosciuti a chi opera da tempo sul mercato.

Una reale modernizzazione dell’infrastruttura non è solo necessaria per la digitalizzazione del proprio modello operativo, ma anche per la creazione di un piano di continuità di business davvero efficace. L’adozione di una piattaforma aperta e basata su standard, frutto dell’innovazione di una ampia community e non di un singolo vendor, apre di fatto a un ecosistema più ampio, in cui l’interoperabilità è un punto di forza, oggi e in ottica futura.

Una piattaforma aperta, moderna e flessibile, rende più semplice la creazione di nuovi workflow e di processi cloud-native, ma anche la gestione di processi consolidati, magari creati su infrastrutture tradizionali. E puntando su standard aperti, processi di nuova e vecchia generazione possono coesistere, sotto una gestione realmente unificata, che di fatto apre nuove possibilità di business, legate a una gestione più rapida e immediata dei dati, ad esempio, o una visibilità più approfondita su clienti e prospect.

Se la priorità attuale sembra essere la continuità di business, un approccio più articolato che la inserisca in un processo di modernizzazione più esteso non va certo in contrasto con le necessità immediate. Anzi, l’opportunità di sfruttare la spinta del momento per indirizzare anche le prospettive future dell’organizzazione può rivelarsi vincente, anche e soprattutto in un mercato complesso e articolato come quello delle assicurazioni.

Filippo Crea, Sales Specialist Finance, Red Hat Italia

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