Lemonade e quello strano record da Guinnes dei Primati

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Lemonade, startup insurtech con sede a New York che offre assicurazioni attraverso il modello peer to peer, avrebbe stabilito un record da Guinness dei primati. Il condizionale è d’obbligo ma per capire di che cosa si tratta bisogna fare qualche passo indietro e tornare alle 17.43 del 23 dicembre.

Siamo a New York e, in quell’istante, un ragazzo di nome Brandon, sta inserendo i dettagli del suo cappotto, un Canada Goose Langford Parka, comprato per 979 dollari al Saks Fifth Avenue e rubato da chissà chi, all’interno dell’app di Lemonade.

Parla alla telecamera dello smartphone e in un filmato della durata di 61 secondi descrive quanto gli è successo. Brandon clicca invia il tutto alle 17.49 e 7 secondi ( i secondi sono importanti in questa storia).

Nemmeno il tempo di rimettere il cellulare nel taschino ed ecco che alle 17.49 e 10 secondi (tre secondi dopo) a Brandon squilla il cellulare. E’ una notifica di Lemonade che lo avvisa che il suo reclamo è stato accettato e pagato: 729 dollari di cui 250 deducibili.

La notizia sarebbe passata inosservata se Daniel Schreiber, ceo e co-founder di Lemonade, non avesse riportato l’evento su Linkedin Pulse con tanto di messaggio di ringraziamenti da parte di Brandon. Che ovviamente era felicissimo.

“Sono rimasto scioccato da quanto è stato facile e veloce il processo con Lemonade. Pensavo che non sarei mai riuscito a rientrare della mia perdita. Ho firmato un impegno di onestà, risposto ad alcune domande e Lemonade mi ha rimborsato in una manciata di secondi. Un servizio incredibile e io sono felicissimo di aver firmato con loro”.
Schreiber, da navigato uomo di impresa, ha colto la palla al balzo e ha raccontato tutto sui social. Ha elogiato la velocità di servizio offerto da Lemonade e ha lodato l’efficienza di A.I. Jim, il gestore di reclami automatizzato (“lavora alla velocità della luce, sette giorni su sette ventiquattr’ore su ventiquattro e costa pochi centesimi in bolletta”).

“A.I. Jim – ha scritto Schreiber su Linkedin Pulse – è l’incarnazione digitale di Jim Hageman, il nostro direttore dei reclami. Mentre A.I. Jim approvava la richiesta fatta da Brandon, il vero Jim si trovava su una strada tra Siracura e Albany e stava tornando a casa per festeggiare il Natale. Il vero Jim è uno dei più bravi gestori di reclami al mondo; il suo alter ego digitale è sempre al lavoro e può gestire miliardi di operazioni in un secondo. Insieme fanno una squadra formidabile”.

Tutto bene quel che finisce bene? Non proprio. Coverger. sito di informazione che parla di news sull’insurtech, ha fatto notare come lo screenshot di ringraziamenti riportato da Schreiber su Linkedin Pulse presenti una data completamente diversa dal 23 dicembre, giorno in cui è avvenuto il record. Come potete notare anche voi qui sotto la data riportata nell’immagine è 28 aprile 2016. Lo stesso messaggio, con la data questa volta corretta, è stato ripubblicato tale e quale su Medium. Peccato che qui l’immagine di Brandon sia completamente diversa da quella precedente. Troppo strano per pensare ad un piccolo errore di copia incolla.

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Il dubbio che sia tutta una messa in scena rimane. D’altronde a pensar male, diceva Giulio Andreotti, si fa peccato però spesso si indovina.

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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