L’occasione mancata del provvedimento 97/2020: tra tutele formali per il consumatore e semplificazioni apparenti, in un settore impreparato e disorientato

provvedimento 97_2020

L’occasione mancata del provvedimento 97/2020: tra tutele formali per il consumatore e semplificazioni apparenti, in un settore impreparato e disorientato.

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”…

Così nella Società decadente del “Gattopardo” e così, al momento sembra essere il destino delle novità, importanti e radicali nelle aspettative del legislatore e del regolatore, che però vanno ad impattare un settore provato, distratto e strutturalmente impreparato per cultura e tecnologia.

Il provvedimento 97 doveva completare il processo di adeguamento nazionale alla Direttiva IDD, in una visione di maggior tutela per gli assicurati e di modernizzazione del Mercato Italiano, ma forse, col senno di poi, sono stati sbagliati tempi e modi.

Infatti con un’uscita “a sorpresa” in piena pandemia e nel torpore vacanziero dell’Agosto 2020, si rivoluzionavano Regolamenti IVASS fondamentali individuando come termine ultimo di adeguamento il 31/3/2021.  Forse IVASS, allora, come tutti, si aspettava una rapida uscita dalla pandemia e non, al contrario, una recrudescenza della stessa che invece ha continuato pesantemente ad incidere su tutti i settori, con pesantissime conseguenze economiche e lavorative.

La realizzazione dei desiderata della Vigilanza espressi nel Provvedimento,  implica una riconversione “culturale” e “tecnologica” con  dei costi (in senso lato) di adeguamento che, in questo contesto, non tutti possono sopportare, specie i distributori più piccoli e meno strutturati, che pure rappresentano una parte importante degli operatori  del settore per numero, diffusione e prossimità territoriale con l’utente finale; ma da questo punto di vista anche le Imprese di assicurazioni sembrano in affanno se non, addirittura, in difficoltà.

La situazione caotica attuale  è comunque ben nota a tutti, visto che una molteplicità di associazioni, da quelle sindacali a quelle delle imprese informatiche e della formazione di settore, avevano richiesto una proroga della entrata in vigore della normativa; con tale appello rimasto inascoltato, lo scenario ad oggi è fatto di incertezze sia per gli operatori che per gli Utenti che pure si intendono garantire.

Da fonti dirette, alla data in cui scriviamo (12 Aprile), si apprende che

  • diverse Compagnie ancora non avrebbero dato le loro indicazioni in termini di POG e di Flussi informativi bidirezionali;
  • le software house di settore arrancherebbero tra difficoltà interpretative oggettive e complesse customerizzazioni per Compagnie e Intermediari/distributori;
  • Le reti Agenziali e le Società di Brokeraggio unitamente alle loro associazioni di categoria, navigherebbero a vista nel difficile tentativo di applicare la normativa, in assenza di concreti supporti di indirizzo operativo ed informatici.

Uno scenario insomma che poco rassicura sia in termini operativi che di reali garanzie per gli utenti che, nei fatti, si imbattono in un aumento/diversificazione di documentazione precontrattuale che, lungi dal preservarli dai reali malintenzionati, sembra invece rappresentare solo un aggravio operativo per Imprese e Distributori.

Il tutto mentre, come lo stesso sito istituzionale dell’IVASS tristemente documenta con inquietante frequenza ( e tenta di contrastare!), proliferano i fenomeni di falsi distributori che sul web e non solo,  agiscono in dispregio di ogni normativa ed “allegato Informativo”.

Se questa è l’impietosa analisi dello scenario applicativo, tentiamo ora una analisi sui risultati attesi dalla nuova normativa, una volta concretamente a regime.

L’impianto tende, giustamente, a

  • rafforzare la tutela dell’utente/assicurato
  • controllare ed efficientare la dinamica distributiva
  • elevare gli standard qualitativi e professionali di settore
  • individuare e perseguire le condotte contrarie al miglior interesse dell’utente assicurato.

Un “programma” ambizioso che è lecito chiedersi se, anche con la macchina finalmente a punto, sia  realmente conseguibile nel concreto dall’impianto realizzato.

Per fare questo si è partiti dal presupposto (tutto da verificare!) che una “consobizzazione” del settore assicurativo potesse portare quasi automaticamente a livelli di maggior tutela per il Consumatore e di maggior efficienza per il settore, pertanto sulla base di una sorta di adattamento alla normativa ed operatività di promanazione “MIFID” si è intervenuto su un settore che pur con tanti punti in comune con il mondo Bancario e della Consulenza Finanziaria, ha una sua peculiarità che poco ha a che vedere con i “colossi” sottoposti a MIFID (Banche, Sim, Sgr).

E poi, sulla base di tanti anni di MIFID I e II, è più che lecito chiedersi se la “tutela del Cliente” si sia nel concreto  così tanto rafforzata: a giudicare dai fatti di cronaca passati e recenti il bilancio purtroppo risulta ancora ampiamente negativo.

Non si capisce quindi come questo “gemellaggio” normativo possa portare effettivi benefici ai Consumatori nel mondo assicurativo non essendoci riuscito, in tanti anni, nel settore Bancario e Finanziario.

La peculiarità del settore assicurativo, infatti, poco si concilia con l’assunto normativo per cui, seppur sulla base di un generico “principio di proporzionalità”, le normative e le incombenze siano le stesse per la grande Banca Internazionale, attiva anche nell’”assicurativo”, e la piccola Agenzia Assicurativa, semmai  a conduzione familiare, da una parte dotata di tanta sensibilità, professionalità, conoscenza del territorio e dei clienti ma, dall’altra, di pochi mezzi e risorse (situazione ulteriormente aggravatasi con la pandemia).

Infatti, processi e procedure che rappresentano dinamiche normali ( e pressochè indolori)  per i colossi finanziari e assicurativi che facilmente possono destinare risorse sia umane che organizzative ed economiche a nuove procedure operative e di controllo, possono rappresentare, al contrario, un ostacolo quasi insormontabile per i distributori di piccole e medie dimensioni (Agenzie e Broker) che, pur nel rispetto sostanziale dello spirito della norma, rischiano di risultare di fatto no-compliance agli occhi della Vigilanza, pur avendo sempre mantenuto un comportamento deontologicamente ineccepibile nei confronti del mercato (Imprese e Assicurati).

Si aggiunga poi che, se da una parte, sopratutto i “piccoli” distributori “corretti” sono in affanno, rischiando di incorrere in violazioni e relative sanzioni, altri comportamenti sul web come nel mondo “fisico” mettono a rischio la clientela sfuggendo a qualunque tipo di controllo ed intervento sanzionatorio nonostante l’innegabile impegno profuso in tal senso dalle funzioni di vigilanza.

Uno scenario generale che, insomma, nonostante le buone intenzioni di tutti rischia di scontentare tutti e salvaguardare nessuno.

In conclusione, chiunque abbia a cuore le sorti del settore assicurativo non può che auspicare una revisione dell’attuale impianto normativo a favore di una semplificazione normativa e procedurale per le varie tipologie di Distributori e una concreta trasparenza e correttezza nei confronti dell’utenza che, a nostro avviso, può passare solo attraverso una decisa e rapida azione di introduzione ed accelerazione, nel mercato assicurativo, delle seguenti aree critiche:

  1. Semplificazione informativa ed operativa;
  2. Digitalizzazione del mercato assicurativo;
  3. Targettizzazione normativa ed operativa in funzione delle diverse Sezioni del Registro Intermediari;
  4. Qualità (più che quantità) della Formazione delle Reti distributive;
  5. Programma di Educazione finanziaria dell’Utenza finale;
  6. Meccanismo dei controlli più sostanziale e più diffuso.

Vista la complessità dei punti individuati, su ognuno di essi ci riserviamo una prossima specifica riflessione.

Seguici sui nostri canali social: Facebook Twitter 

Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI

The following two tabs change content below.

Vincenzo Iorio

Socio Fondatore di I.D.M. Associati Srl. Ha maturato una pluriennale esperienza nel settore finanziario, assicurativo e della formazione, ricoprendo ruoli di responsabilità, docenza e rappresentanza in importanti e prestigiose Società e Associazioni di Categoria (Credito Italiano, Cardif-BNP Paribas, alcune S.I.M, A. Candian Formazione,ACB, Assointermediari, CISL, S.N.A. Form, IAMA Cosulting, etc...). Formatore Professionista dal 1986, già iscritto all'Albo dei Consulenti Finanziari (ex Promotori Finanziari), Agente e poi Broker assicurativo, ha contribuito, tra l'altro, alla nascita e allo sviluppo di diversi progetti, contribuendo anche alla fase di start-up, in ambito distributivo, formativo e consulenziale. Autore di interventi, articoli e pubblicazioni in campo assicurativo e formativo. E' iscritto al n. 12 del Registro Formatori Professionisti di A.I.F.

Lascia un commento