Michele Lanni (Victor Insurance Italia): “Le insurtech sono per noi partner fondamentali”

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Michele Lanni (Victor Insurance Italia): “Le insurtech sono per noi partner fondamentali”.

Ecosistema è la parola d’ordine del settore assicurativo che sta cambiando faccia grazie alle nuove tecnologie e la digitalizzazione dei processi. Ed ecosistema è una parola chiave anche per Victor Insurance Italia, agenzia di underwriting dal 2016 nel nostro Paese (nel 2018 il rebranding). “Negli ultimi anni abbiamo imparato che non si può fare tutto da soli, ancor di meno in un ecosistema che riunisce diversi player, con l’obiettivo condiviso di digitalizzare l’intera catena del valore” afferma in un’intervista ad Insurzine, Michele Lanni, nuovo Business Development Leader di Victor Insurance Italia.

Dottor Lanni come sta andando l’offerta di prodotti assicurativi attraverso la vostra piattaforma online? 

Il nostro obiettivo è rendere Victor Insurance top of mind nella ricerca di una soluzione assicurativa affidabile e all’avanguardia. Sia che stiamo lavorando con un agente, un broker, un’azienda o uno studio professionale, l’idea è presentare un partner assicurativo full service, completo e innovativo. Questo è confermato dall’ampiezza della nostra offerta e al contempo dalla riconoscibilità di Victor come marchio internazionale e con una grande storia. Victor oggi è una realtà in continua espansione. Le richieste inoltrate alla nostra piattaforma online sono in continuo aumento e lo stesso vale per l’interesse da parte degli intermediari.

Quali prodotti offrite al momento?

I prodotti che attualmente offriamo sono: assicurazioni infortuni collettive, pensate per fornire un’importante protezione per il business e i dipendenti, distribuite tramite broker e agenti anche con opzioni flessibili di copertura; RC Professionale, per garantire la dovuta protezione a professionisti di diversi settori; RC Strutture Sanitarie Private, rivolte a RSA, Poliambulatori, Studi Odontoiatrici e ogni altra realtà classificabile tra questi soggetti; Polizza Cyber Risk, per tutelare le aziende dai rischi che possono verificarsi in ambito informatico, in un contesto nel quale i dati e i sistemi informatici sono sempre più importanti.

Ne state preparando di nuovi?

A questi prodotti, già esistenti, si aggiungeranno diverse altre soluzioni che programmiamo di lanciare nel primo semestre del 2020, tra cui l’assicurazione per operatori sanitari con Supervalutazione e l’assicurazione Rimborso per spese mediche.

Prevedete coperture per i lavoratori della gig economy?

La gig-economy è un altro settore in forte crescita in Italia. Siamo sempre disponibili a valutare nuovi prodotti ma, nella pratica, a guidarci nella scelta sono i nostri broker e i loro clienti. Ogni soluzione deve essere valida sia per il loro che per il nostro business.

Gli ecosistemi sono il futuro del settore assicurativo. Concorda con questa affermazione? Victor si sta muovendo in questa direzione? 

Sono diverse le compagnie che stanno incominciando ad utilizzare questi nuovi modelli di business e l’utilizzo estensivo delle tecnologie digitali sta diventando la normalità. Gli smartphone sono ormai degli strumenti di raccolta delle informazioni e di interfaccia attraverso i quali, a tutti gli effetti, aziende e organizzazioni offrono i propri servizi digitali. Il vero vantaggio per il mondo assicurativo è la possibilità di offrire i propri servizi in un modo completamente nuovo, sempre più aggregato, allineandosi agli eventi della vita del singolo individuo, come comprare una casa o avere un figlio.

Avete in previsione collaborazioni con insurtech?

Victor è sinonimo di digitalizzazione e innovazione: per questo le insurtech sono per noi partner fondamentali. Negli ultimi anni abbiamo imparato che non si può fare tutto da soli, ancor di meno in un ecosistema che riunisce diversi player, con l’obiettivo condiviso di digitalizzare l’intera catena del valore. Victor è in constante contatto con diversi interlocutori insurtech e il nostro obiettivo è capire come possiamo utilizzare al massimo gli ecosistemi per creare valore aggiunto per i nostri partner e clienti finali.

Attacchi informatici. Come si sta muovendo Victor per affrontare questi “nuovi” rischi?

Il cybercrime ha un impatto sempre più elevato nelle nostre vite, e attualmente rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le aziende, con danni economici potenziali nell’ordine di miliardi di euro e rischi concreti in termini perdita di clienti. La cyberinsurance è una delle misure che ogni azienda dovrebbe adottare all’interno del proprio cybersecurity plan. Victor è in grado di aiutare i propri clienti nel quantificare il rischio e l’esposizione, fornendo assistenza e risarcendo economicamente il cliente in caso di attacco informatico e violazione dei dati che rientra nei casi protetti. I nostri partner assicurativi, selezionati fra i top player del mercato, garantiscono infatti la possibilità di gestire i sinistri internamente, sempre dall’Italia e con il supporto dei maggiori TPA e Studi Legali specializzati in ambito Cyber Security. Inoltre, supportiamo la copertura che garantiamo in relazione a perdite e ripristino di dati con una linea diretta di cyber breach coaching 24/7.

Quali sono le differenze del panorama insurtech tra l’Italia e il resto del mondo?

Il termine insurtech è utilizzato per descrivere la trasformazione tecnologica e digitale in corso nel settore assicurativo. Come le banche, anche le assicurazioni sono state tra le industrie più lente nell’adattarsi alla digitalizzazione e nel cogliere le opportunità ma la trasformazione digitale ha già rivoluzionato innumerevoli settori e anche quello assicurativo sta vivendo grandi cambiamenti, in quanto la diffusione dell’informatica e la condivisione di dati e informazioni permettono di andare a creare prodotti su misura per i clienti. Pensiamo ad esempio all’intelligenza artificiale applicata ai dispositivi con i quali interagiamo nella vita di tutti i giorni e che registrano ed immagazzinano informazioni. Questo è un concetto fondamentale per poter anticipare eventuali rischi. L’insurtech offre una grande opportunità per i player tradizionali e per far evolvere il proprio modello di business. Il settore è in forte crescita e in tutto il mondo si continuano a sviluppare servizi e attrarre investimenti. A livello geografico, gli Stati Uniti e la Cina sono le nazioni che hanno registrato il maggior numero di finanziamenti ricevuti, con il Regno Unito a primeggiare in Europa. In Italia, però, escludendo alcuni casi, le startup stentano a decollare rispetto a quanto avviene in altri mercati più maturi nel resto del mondo, soprattutto in termini di investimenti raccolti. La strada è ancora lunga, ma la situazione sta iniziando a migliorare. Tra i servizi più apprezzati figurano la possibilità di gestire i sinistri da smartphone e il lancio delle assicurazioni istantanee. Anche il numero di persone che nel nostro paese utilizzano servizi insurtech è in aumento: secondo i dati Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, circa il 25% della popolazione fra i 18 e i 74 anni ha utilizzato almeno un servizio Fintech o Insurtech.

In che modo la tecnologia sta semplificando il lavoro di intermediari, broker e agenti assicurativi?

Il digitale prende piede in ogni settore della nostra vita professionale e privata, migliorando l’efficienza e semplificando molti processi. Per gli intermediari assicurativi la tecnologia aiuta sicuramente ad ottimizzare il flusso di lavoro, migliorando la qualità dei dati, la velocità di risposta e la personalizzazione delle polizze, allineandosi a clienti sempre più orientati ad operare in un contesto globale tecnologico. Molti degli attuali processi godono già di un elevato livello di automazione. Basta pensare alla gestione sinistri o alla gestione contabile. Quello che oggi la tecnologia può veramente semplificare in maniera significativa per gli intermediari sono le più comuni attività quotidiane: fornire risposte ai propri clienti e interagire con le compagnie di Assicurazioni. Un altro aspetto fondamentale è la facilità con cui è possibile accedere ai prodotti assicurativi, che molto spesso richiede tempi lunghi di richiesta e sottoscrizione o difficoltà d’accesso. Il vero vantaggio per l’intermediario sta nel ridurre il tempo dedicato a processi che possono essere facilmente automatizzati grazie all’aiuto tecnologico, risparmiando così tempo e risorse da riversare sempre più nella consulenza, nell’attenzione al Cliente e nella ricerca di nuove opportunità di business, cambiando radicalmente le tipiche attività giornaliere che saranno la chiave della competizione per il futuro.

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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