Mobilità smart, on demand e sostenibile: rischi e opportunità per il settore assicurativo

mobilità

Mobilità smart, on demand e sostenibile: rischi e opportunità per il settore assicurativo.

La nuova mobilità sta impattando fortemente sul settore automotive e di conseguenza anche sul settore assicurativo. Ad avere un ruolo importante in questa rivoluzione sono soprattutto i dati prodotti dalle nuove tecnologie installate sulle autovetture che piano piano si stanno trasformando in connected cars. Un mercato che secondo alcune ricerche recenti, raggiungerà entro il 2025, 225 milioni di dollari di dollari, con una crescita su base annua dal 2018 del 17%. Di come la nuova mobilità “C.A.S.E. – Connessa, Autonoma, Shared, Elettrica” sta cambiando la driving experience e i settori ad essa associata, si è parlato il 13 giugno alla seconda edizione del Connected Mobility Summit che si è tenuto a Milano e a cui hanno partecipato player del settore automotive, assicurativo, trasporto pubblico e privato.

Nuova mobilità, il rischio cyber è dietro l’angolo

Una delle tavole rotonde svoltesi durante la giornata ha tracciato quelle che sono le opportunità ma anche i rischi legati a una mobilità connessa, autonoma, condivisa. A cominciare dal rischio cyber. “Oggi – rivela Renzo Cicilloni, Emea cyber security di Fca –  la vettura è esposta su più piani di cyber attack”. Cosa che porta molte aziende aziende “a rallentare la digitalizzazione dei processi per riuscire a controllare al meglio i cyber risk relativi” spiega Michele Di Franco, cybersecurity sales specialist presso Cisco.

In tutto ciò “l’auto autonoma rappresenta un grande problema per gli assicuratori, in quanto si tratterà di assicurare il car maker e non il guidatore” afferma Andrea Bonaschi, responsabile sviluppo canali e go-to-market – connected insurance di Generali Italia. Proprio il Leone di Trieste sta progettando una nuova scatola nera per ricevere feedback sulla guida del cliente in tempo reale.

Il futuro però non aspetta e le assicurazioni sono chiamate a rispondere colpo su colpo. Racconta infatti Rossella Sebastiani, dirigente Ania, che “un ulteriore salto in campo assicurativo sarà utilizzare l’intelligenza artificiale per creare tecniche predittive per la gestione dei rischi per quanto riguarda la mobilità”. Qualcuno ci sta già lavorando come Tsp Association. “La nostra mission – dichiara Sergio Tusa, presidente della società – è creare sistemi telematici aftermarket allo scopo di prevenire il rischio di incidenti, invio immediato di soccorsi e aiuto in campo assicurativo per prevenire un rischio”.

Seguici sui nostri canali social: Facebook Twitter 

Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI

The following two tabs change content below.

Lascia un commento