Mobilità, svolta smart e green più vicina grazie agli ecoincentivi

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Mobilità, svolta smart e green più vicina grazie agli ecoincentivi.

I nuovi incentivi statali per l’acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti, previsti dal Decreto Rilancio e disponibili dal prossimo 1° agosto, potrebbero aiutare a superare uno dei principali ostacoli alla svolta green nella mobilità: i costi troppo elevati.

A inizio anno, in fase pre Covid-19, nell’indagine condotta a livello nazionale dall’Osservatorio di ConTe.it, brand assicurativo italiano del Gruppo Admiral specializzato nella vendita online di polizze auto e moto, con la collaborazione dell’Istituto di Ricerca Nextplora, è emersa in modo evidente l’attenzione degli italiani alla tecnologia e all’ambiente, anche nella scelta di un’auto nuova.

Tra i principali vantaggi che l’innovazione tecnologica porta alla mobilità sono stati indicati: un livello di sicurezza più alto, raggiungibile, per esempio, con sistemi elettronici di assistenza alla guida come i rilevatori di stanchezza del conducente o il cruise control adattivo (41%); un risparmio economico derivante da un sistema intelligente di controllo dei consumi (19%) e un minor impatto ambientale (18%).

Gli automobilisti del bel paese aspirano quindi  ad acquistare un’auto più tecnologica e più green, ma i buoni propositi si fermano davanti al prezzo.

Quasi un italiano su 3 (32%) infatti  cita come svantaggio della tecnologia d’avanguardia proprio   l’aumento dei costi legati all’acquisto del mezzo. Un fattore che, tuttavia, alla luce dei nuovi incentivi statali, potrebbe passare in secondo piano.

Antonio Bagetta, appena nominato amministratore delegato di ConTe.it, si dichiara ottimista sull’efficacia di questa nuova iniziativa: “Noi di ConTe.it riteniamo che gli Ecoincentivi previsti dal Decreto Rilancio possano offrire un aiuto concreto, almeno nel breve, alla ripartenza del comparto automobilistico che si è trovato ad affrontare mesi di stallo assoluto a causa dell’emergenza Covid-19. I dati relativi al 2019 pubblicati dall’Automobile Club d’Italia ci dicono che il parco auto circolante nel nostro Paese è tra i più vecchi d’Europa, con un’anzianità media di circa 12 anni e circa 7 milioni di vetture con oltre 20 anni di vita. Svecchiarlo significherebbe diminuire sensibilmente le emissioni di una delle principali fonti di inquinamento ambientale in Italia, ma anche ridurre il numero di incidenti stradali e la gravità degli stessi”.

“Crediamo infatti – continua Bagetta –  che questa misura contribuisca in modo significativo a mettere sulle strade veicoli più sicuri, sia perché dotati di strumenti di sicurezza tecnologici – basti pensare alla frenata automatica d’emergenza, il park assist e il cruise control – sia perché i conducenti delle auto nuove sono notoriamente più prudenti, tanto nelle piccole manovre in città quanto nelle lunghe percorrenze in autostrada. Non solo i conducenti sono più attenti alla guida, quindi, ma la tecnologia di cui sono dotate le auto di nuova generazione consente una maggior integrazione con lo smartphone, riducendo così il rischio di distrazioni, una delle cause più comuni di sinistro stradale.”

L’esperienza del lockdown sembra quindi aver confermato l’attenzione al green e accelerato lo sviluppo di nuovi trend: un futuro sempre più digitale per il mondo assicurativo, con una crescente attenzione da parte dei consumatori alla trasparenza del brand e alla sostenibilità.  Sono queste le principali evidenze che emergono da una recente indagine condotta dal brand assicurativo del Gruppo Admiral, dal titolo “Usi e costumi dei clienti di ConTe.it ieri, oggi e domani”, che ha coinvolto a inizio luglio 2020, circa 500 clienti con polizza auto attiva.

Tra le varie evidenze emerse: il 34% degli intervistati dichiara di aver aumentato i propri acquisti online proprio nella fase di lockdown, il 33% continuerà ad acquistare in rete anche nel prossimo futuro e lo farà sempre di più. Per quanto riguarda gli spostamenti, il 30% dei clienti pensa che utilizzerà di più la propria auto, il 35% diminuirà in maniera significativa l’uso dei mezzi pubblici e il 32% lavorerà di più da casa.

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